Piccoli crimini coniugali: l’amore e la guerra tra Castellitto e Buy

Arriva nelle sale, grazie alla Koch Media, il film di Alex Infascelli tratto dal libro omonimo di Eric-Emmanuel Schmitt con la coppia d'oro del cinema italiano: Margherita Buy e Sergio Castellitto

 

Un po' Carnage (ma di coppia) e un po' Venere in pelliccia, entrambi di Polanski,  arriva in sala Piccoli crimini coniugali di Alex Infascelli, con Koch Media, con Sergio Castellitto e Margherita Buy impegnati in quella 'lotta dei sessi' tanta decantata da Strindberg ed Ibsen. Questa volta a raccontarla è Eric-Emmanuel Schmitt, scrittore di Lione, nella pièce omonima da cui è tratto il film. In una casa ricca e fredda come un acquario si consuma il dramma di una coppia composta da uno scrittore di gialli (Castellitto), molto narciso ed autoreferenziale, e della moglie (Buy), aspirante fotografa che vive un po' all'ombra del marito.

Ora lui ha perso la memoria (ma è vero?) e lei cerca di raccontare quello che è stato il loro rapporto o forse solo come avrebbe voluto fosse. Ricostruire l’identità di lui sarà un modo di far ripercorre alla coppia tutto l'inferno del loro rapporto sbilanciato. Un rapporto malato, ma forse non troppo, quello che unisce queste due persone raccontando la solitudine che spesso accompagna il matrimonio. Lei ha bisogno di lui anche se gli da dolore perché' ''sarebbe peggio la tua assenza'', dice la Buy.


E lui non è affatto così forte come sembra, e tutto questo in un dialogo terapeutico dove il principio è: in ogni amore è in atto una guerra dove nessuno sa davvero chi ama e chi dice davvero la verità.


Il film è scritto da Alex Infascelli e Francesca Manieri, il montaggio è dello stesso Infascelli, che è anche autore delle musiche insieme a David Nerattini.

''In ogni relazione amorosa c’è del teatro e leggendo il testo di Schmitt ho sentito che era anche il mio modo di vedere la coppia – ha avuto modo di dire Infascelli . Stavo attraversando poi un momento personale in cui la coppia era centrale nei miei pensieri''. Sulla scelta degli attori ha detto sempre il regista di S Is For Stanley : ''la Buy, al di là del suo aspetto psicotico e del suo essere una foglia al vento, è invece una roccia, mentre Castellitto si è rivelato di una tenerezza assoluta. Entrambi comunque mi hanno molto aiutato''.  ''Il mio è un personaggio complesso – secondo quanto dichiarato dalla Buy -, mi piaceva questa donna con velleità artistiche che ha rinunciato a tutto pur di non essere abbandonata''.


''In questo film – ha detto infine Sergio Castellitto - ci sono questi due reduci dell'amore in una casa allo stesso tempo, tomba e mausoleo del loro amore. Un thriller coniugale, quello di Infascelli con due reduci che non rinunciano a guardare il baratro che hanno davanti''.   E dall'attore anche un appello: “ci vuole coraggio a fare film così in un paese in cui si fanno solo commedie, o meglio film comici, perché' le commedie sono un'altra cosa''.