America Chavez, il nuovo personaggio queer di Marvel

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Marvel Comics

E’ latinoamericana, le piacciono le donne e si ispira a Beyoncé: si tratta della  nuova eroina dei fumetti. Incarna il vecchio personaggio di Miss America e si propone di portare nel mondo dei comics la voce della comunità LGBT, come spiega l’autrice della storia

 

La Marvel Comics ci riprova: dopo l’eroina musulmana Ms. Marvel e il Deadpool pansessuale di Ryan Reynolds, abbatte le barriere con una nuova eroina moderna. Si tratta di America Chavez: i suoi tratti distintivi? È queer e latinoamericana. 

La nuova Miss America – America Chavez incarna il vecchio personaggio di Miss America che ha fatto la sua prima apparizione nei fumetti negli anni Quaranta, per poi essere ridisegnata nel 2011 fra i Vendicatori. Adesso ha un fumetto tutto per lei intitolato semplicemente America, così per l’occasione la Marvel ha pensato di dare una rinfrescata al personaggio e per farlo le ha consegnato l’importante compito di essere la prima eroina LGBT latinoamericana del suo universo. Adolescente dalla folta chioma riccia, America si divide tra i banchi dell’università e le strenue lotte con creature malvagie, indossa cerchi d'oro, giacche a stelle e strisce ed è in grado di viaggiare indietro nel tempo. E ama Beyoncé, tanto che una parte del fumetto si ispira proprio a Lemonade, l’ultimo album della pop star.


America Chavez, l’eroina LGBT – La serie è scritta da Gabby Rivera, che nel personaggio di America Chavez vede molto più di una semplice eroina dei tratti somatici sudamericani: “Esplorare l'identità di America sarà uno degli elementi più riflessivi della storia – dice – E’ latina, ma cosa significa? Cosa vuol dire per lei identificarsi come tale?”. E aggiunge: “Questo è il suo momento”. D’altronde l’eroina e la scrittrice hanno molto in comune: Rivera è una 34enne portoricana del Bronx che ama le donne e lavora presso una no-profit nazionale che si occupa di garantire la sicurezza nelle scuole per gli studenti LGBT. “Per creare la storia - dice – sto davvero cercando di ascoltare la mia comunità”.