Lo Straniero della valle oscura: un western tutto europeo

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Venerdì 16 giungo in prima serata arriva su Sky Cinema Uno Lo straniero della valle oscura, il dramma vendicativo che si consuma tra le montagne austriche sul finire dell’800. Con Sam Riley e Paula Beer

Tratto dal best-seller The Dark Valley di Thomas Villmann, Lo straniero della valle oscura è la storia di un uomo che si ferma in un villaggio isolato pieno di malevoli residenti e segreti ed è una rivisitazione del western-americano reso glorioso con i cowboy che qui si fa Europeo facendo vivere le avventure dei personaggi nell’Austria del 19°secolo.

 

Sam Rylen interpreta Greider, un cowboy solitario alla Clint Eastwood che si ritrova in un villaggio nei primi giorni dell’inverno. Imperterrito dal freddo benvenuto il riservato straniero trova una sistemazione da una vecchia vedova (Carmen Gratl)  e dalla figlia Luzi (Paula Beer).Cresciuto in America ma con un fluente tedesco, Greider è inizialmente in viaggio per tornare nella sua terra madre e fotografare i meravigliosi paesaggi quando scopre che la regione è scossa dal regime feudale imposto da Brenner (Hans-Michael Rehberg), il capo di un sadico clan che ha reintrodotto la Ius primae noctis, la legge per cui il signore del feudo può trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un suddito.

 

 

Il film riesce nell’obiettivo di unire dinamiche famigliari dell’epoca alla tipica narrazione western. L’eroe è un uomo tutto d’un pezzo, un ramingo taciturno, i cattivi sono irrecuperabili sadici brutali e le donne vittime passive della situazione ma nonostante questi apparenti stereotipi il film racconta realisticamente il purgatorio di un piccolo paese isolato dell’Austria dove nessuna regola ha valore.

 

Il punto di forza de Lo Straniero della valle oscura è la forte presenza della fotografia  che si pone come prima narratrice del racconto. La macchina da presa si muove nel desolato villaggio tracciandone i contorni inquietanti, le ombre possenti e gli abitanti scuri e misteriosi che si fondono in esso portando il film ad un livello ancora maggiore di empatia.

 

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