L’uomo che vide l’infinito: il genio dimenticato

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Domenica 18 giugno arriva in prima serata, alle 21.15, su Sky Cinema Uno L’uomo che vide l’infinito, la storia vera di un geniale matematico autodidatta che riuscì a superare la rigidità delle barriere accademiche grazie all’aiuto dell’illustre professore inglese, G.H. Hardy. Con Dev Patel e Jeremy Irons

L’uomo che vide l’infinito è la storia vera di un’amicizia che ha cambiato per sempre il mondo della matematica. Nel 1913, Ramanujan (Dev Patel), genio indiano della matematica completamente autodidatta  e espulso dal college per la sua incompresa genialità, viene ammesso al Trinity College di Cambridge dove trova terreno fertile per le sue innovative teorie numeriche. Qui stringe un forte legame con il suo mentore, l’eccentrico professore, GH Hardy (Jeremy Irons) che lotterà insieme a lui contro i pregiudizi, per rivelare al mondo il suo genio matematico.

 

Crescere in india nei primi del ‘900 ed essere un prodigio della matematica non era cosa semplice, soprattutto per la mancanza di materiale didattico e concrete possibilità di crescita ma Ramanujan aveva una passione incontrollabile per i numeri e i teoremi che non trovava nei libri li riscopriva da solo. Questa storia affascinante e nascosta è stata  raccontata nel libro L’uomo che vide l’infinito di Robert Kanigel, che è stato la base per lo sviluppo del film diretto da Matthew Brown.

 

 

 

 

Dev Patel è perfetto nell’interpretazione di un insicuro, timido, spaventato e giovanissimo Srinivasa Ramanujan che si trova improvvisamente catapultato in un nuovo mondo completamente diverso: l’Inghilterra. A prendere le fattezze della sua controparte è invece Jeremy Irons, il freddo, annoiato genio della matematica che guida il giovane indiano nelle sue scoperte. Quella tra Ramanujan e Hardy  è considerata una delle collaborazioni più importanti della storia della scienza, sconosciuta ai più, ma che ha portato grandissima innovazione e al giorno d’oggi, se è possibile studiare cose quali la teoria delle stringhe, i buchi neri e la gravità quantistica, è anche grazie a loro.

 

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