Le sette note che esplorano la felicità

Inserire immagine
Una scena di Indizi di felicità, il documentario diretto da Walter Veltroni in arrivo su Sky Cinema

La musica pullula di melodie e testi che traggono ispirazione proprio dal sentimento più gioioso che ci sia. Aspettando di goderci l’attesissimo documentario Indizi di felicità diretto da Walter Veltroni in arrivo su Sky Cinema, ecco le canzoni che omaggiano il buon umore. Da ascoltare in loop per avere un sorriso assicurato!

di Camilla Sernagiotto

 

Tanti artisti si lasciano sedurre dalla tristezza e dal male di vivere che ne consegue per trarre ispirazione prima di scrivere, comporre, dipingere, scolpire o anche cucinare.

 

Ma sono tanti quelli che si sono scrollati di dosso il mantello della depressione proprio dell'artista maledetto e hanno deciso di optare per una sana Musa che ha il sorriso stampato sulle labbra.

 

Un po’ come quel gran genio di Francois Rabelais scrisse nel suo Gargantua e Pantagruele, ossia “Meglio è di risa che di pianti scrivere, / Ché rider soprattutto è cosa umana”, anche nel caso del pentagramma spesso è d’uopo puntare sulla felicità anziché sul cattivo umore.

 

Se per molti snob la felicità è demodé e poco chic, fortunatamente per tantissimi si tratta ancora di uno dei traguardi al quale l’umanità tende, se non proprio la cosa più importante cui l'uomo anela.

 

Senza scomodare quell’altro grande genio di Ludwig Van Beethoven, che in omaggio alla gioia compose addirittura un inno, anche le più facete (ma non meno importanti) note pop hanno accolto a braccia aperte la felicità.

Aspettando di goderci con gli occhi l’attesissimo documentario Indizi di felicità diretto da Walter Veltroni in arrivo su Sky Cinema e prodotto da Sky Cinema in collaborazione con Palomar, ecco come ristorarci le orecchie a suon di gioia sintetizzata in musica.

 

Tra i cantori classici di questo tema tanto caro all’uomo spicca il nome di un duo celeberrimo, quello formato da Al Bano & Romina Power.

La loro hit Felicità non ha certo bisogno di presentazioni.

Un omaggio alle piccole gioie della quotidianità, dal bicchiere di vino con un panino al biglietto lasciato in un cassetto.

Ecco il vero Inno alla Gioia, con tutto il rispetto per Beethoven…

 

 

 

E se l’Inno Nazionale italiano è quello firmato dai nostri Mameli della canzone melodica, Al Bano & Romina appunto, l’Omero dell’Odissea nella Felicità internazionale si chiama Bobby McFerrin e la sua opera epica di questo genere è quella il cui titolo è diventato non solo un Inno ma un monito nonché uno stile di vita: Don’t Worry Be Happy.

 

 

 

La felicità rimane una delle tematiche più calde del pop anche oggigiorno, parola dei tanti Pharrell Williams che non perdono occasione musicale per metterla a titolo (un esempio eclatante è Happy) ma indubbiamente i nostalgici dei bei tempi andati non potranno esimersi dal canticchiare uno dei pezzi che ha segnato indelebilmente non soltanto la storia della Felicità ma anche (e soprattutto) quella della musica: stiamo parlando del capolavoro che va sotto il nome di What a Wonderful World e del suo autore, il grandissimo Louis Armstrong.

 

 

 

 

Sia il testo di Armstrong che quello di Al Bano & Romina Power così come le parole di Don’t Worry Be Happy sembrano suggerirci un’unica grande verità: la felicità sta nelle piccole cose.

Nei colori dell’arcobaleno, in un cuscino di piume, nelle rose rosse, in una stretta di mano… sono le piccole cose di ogni giorno ad assicurarci la grande felicità eterna.

 

Anche il documentario di Walter Veltroni, Indizi di felicità in arrivo su Sky Cinema, spiega per bocca dei tanti intervistati come questa chimera chiamata Felicità diventi reale e palpabile soltanto se assaporata giorno per giorno nei piccoli gesti quotidiani anziché una tantum nelle imprese eccezionali.

 

Insomma: non serve andare sulla luna per sprizzare felicità da ogni poro, anzi!

Per assaggiarla bisogna imparare a stare ben saldi con i piedi per terra, seguendo l’esempio non di Neil Armstrong ma semmai di Louis.