Come coltivare la felicità

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Una scena tratta da Indizi di felicità, diretto da Walter Veltroni e in arrivo su Sky Cinema

Dallo yoga ai libri che insegnano a vivere meglio, dalla pratica della risata alle tecniche per sciogliere lo stress e combattere la depressione, sono tante le vie che si possono percorrere per raggiungere la tanto anelata felicità. Aspettando l’attesissimo documentario Indizi di felicità, diretto da Walter Veltroni e in arrivo su Sky Cinema, ecco i consigli per imparare a vivere con il sorriso sulle labbra

di Camilla Sernagiotto

 

È la pianta più delicata che esista e va continuamente innaffiata perché cresca rigogliosa e riesca così a ossigenare la nostra vita.

 

Si tratta della felicità, uno dei concetti più astratti della nostra cultura ma senza dubbio quello di cui più si parla. E al quale più si tende.

 

Dall’happy ending delle favole all’archetipo degli emoticon, ossia lo smile, l’importanza degli angoli della bocca che puntano verso l’alto è enorme, parola di una società in cui l’apparenza del “tutto va bene” è più importante del contenuto.

Eppure c’è anche chi considera la felicità un ninnolo per bambini, credendo che la tristezza e la depressione si addicano di più ad adulti impegnati a fare sembrare agli altri di esserlo.

 

Sia da un lato sia dall’altro la vera essenza della felicità decade, rischiando di inaridire le esistenze di chi non è in grado di assaporare il dolce retrogusto della gioia.

Proprio di questo retrogusto così estasiante parla il nuovo attesissimo documentario Indizi di felicità, diretto da Walter Veltroni e in arrivo su Sky Cinema, prodotto da Sky Cinema in collaborazione con Palomar.

 

Tramite domande a persone comuni e non, di diverse estrazioni sociali, mentalità e portafogli, questo film delicato e profondissimo propone una radiografia completa a questo misterioso arcobaleno chiamato felicità.

 

Aspettando di scoprire in cosa si annida la gioia, ecco alcuni consigli per cercare di scovarla dietro l’angolo.

Perché forse basta saper cogliere l’attimo, vivere l’hic et nunc, il qui e ora, senza preoccuparsi dell’avvenire né guardare con occhio nostalgico il passato. Tuttavia non è così facile rimanere ancorati all’istante che scorre inesorabile, soprattutto quando la consapevolezza di quell’inesorabilità è sempre lì a farti da memento mori.

Eppure bastano poche mosse per scrollarsi di dosso la tristezza, l’angoscia, l’ansia e la depressione che ne deriva.

 

Sconnettetevi

Benché il termine “sconnesso” non abbia un’accezione positiva se riferito a una persona, nell’era della rete che ci ha intrappolati questa parolina sta diventando sempre più buona.

Tanti studi hanno stabilito che la connessione perenne a internet e l’accesso giornaliero ai social network hanno contribuito ad aumentare ansia e depressione nella popolazione.

L’internauta è vulnerabile, sempre esposto com’è ai successi (o presunti tali) degli amici di Facebook o di coloro che followano su Instagram.

Dal momento che i Social sono vetrine in cui è l’apparenza a fare da padrona, ogni bacheca Facebook, timeline di Twitter o profilo di Instagram non possono che essere poco autentici nel senso che si tratta di simulacri artefatti delle vite di chi vuole mettere in mostra solo un lato di sé.

Tutta questa corsa all’apparenza volta al sembrare felici, belli e di successo fa sì che avvenga l’esatto opposto: nella vita reale, dietro allo schermo nel quale ci specchiamo, si è più tristi, brutti e falliti.

Questo malessere figlio dell’Era 2.0 sta portando molti a chiudere account, rimanere il più possibile disconnessi e usare Internet solo in caso di necessità, tornando a quell’hic et nunc vero e reale.

Provate a spegnere di tanto in tanto i vostri Smartphone e a guardarvi in faccia l’un l’altro: la vita offline vi regalerà sprazzi di inedita gioia.

 

Yoga

Le pratiche yogiche, assai in voga nella società di oggi flagellata dallo stress e dall’ansia sociale, aiutano a debellare il malumore.

Fare yoga assicura se non la felicità almeno l’atarassia. Che per molti equivale alla felicità…

Anche la meditazione pura riesce a scacciare i cattivi pensieri e regala stati di rilassamento estasianti e ristoratori.

 

Vademecum per vivere meglio

L’editoria di oggi pullula di titoli che promettono al lettore il segreto della felicità.

Concedendo a questi manuali il beneficio del dubbio, si tratta senz’altro di letture interessanti dalle quali si potranno sicuramente trarre spunti per vivere meglio la quotidianità.

Più che di vademecum in stile Bigini, le opere che aiutano maggiormente ad avvicinarsi alla felicità sono i trattati di filosofia: da Seneca a Cicerone passando per Epicuro, sono tantissimi gli autori che hanno dato il loro contributo alla trattazione di questa tematica.

 

Ridere

Molti penseranno che sia lapalissiano, eppure ridere è ciò che più stimola la felicità umana.

Si pensa che la risata sia il frutto della gioia ma spesso non è così: ridere mette piuttosto le radici dopodiché siamo noi a dover coltivare la pianta che ne deriva.

E, come detto all’inizio, si tratta della pianta più delicata che esista, da innaffiare, nutrire e curare con estrema attenzione.