Indizi di felicità… su grande schermo

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Indizi di felicità

Mercoledì 5 luglio alle 21.15 va in onda in prima tv su Sky Cinema Uno Indizi di felicità, la docufiction in cui Walter Veltroni si interroga sulla possibilità di essere contenti in un’epoca buia. Da Frank Capra a Roberto Benigni, sono tanti altri i registi che hanno “cercato” la felicità al cinema

Il 5 luglio tutti sintonizzati in prima serata su Sky Cinema Uno, per la prima tv assoluta di Indizi di felicità, docufilm diretto da Walter Veltroni, prodotto da Sky Cinema in collaborazione con Palomar.

 

Con questo suo documentario, il regista, scrittore e politico si pone un difficile quesito: è possibile essere felici, nel proprio privato, in un’epoca storica che pare improntata alla tragedia? Per rispondere, lascia parlare una serie di persone diverse tra loro, che cercano di spiegare scosa sia la felicità e di raccontare com’è stato quando sono riusciti ad assaporare i loro preziosi momenti di gioia.

 

Ma Veltroni non è l’unico regista a essere andato alla ricerca della felicità, ad avere cercato la gioia nello sconforto e ad avere acceso la speranza di quanti ritenevano che, soprattutto di fronte a determinati orrori, non sia possibile sorridere.

 

Uno degli esempi più eclatanti è il “nostro” Roberto Benigni, che ha stregato le platee di tutto il mondo e ha fatto jackpot agli Oscar con il suo film La vita è bella. Nella pellicola del 1997, il “piccolo diavolo” dimostra come sia possibile trovare un barlume di gioia anche nelle situazioni più oscure, raccontando di un uomo che, durante la Seconda Guerra Mondiale, riesce a rendere meno orribile un campo di concentramento per un bambino, facendogli vivere tutta l’esperienza come un gioco.

 

Ma se per Benigni la vita è “soltanto” bella, ben prima di lui un altro regista, Frank Capra, l’aveva definita addirittura meravigliosa. Nel grande classico La vita è meravigliosa, il protagonista è un uomo che ha sempre dedicato la vita al prossimo, ma disperato opta per il suicidio la vigilia di Natale. Lo salverà un angelo custode “di seconda classe”, che gli mostrerà come la sua, di vita, sia ricca e preziosa.

 

E ci si metteranno anche Gabriele Muccino e Will Smith a dimostrare che, pur con fatica e incredibili sforzi, la ricerca della felicità sia qualcosa da cui non possiamo prescindere. Proprio La ricerca della felicità è il titolo del film in cui il superdivo è un padre single che finisce in mezzo a una strada assieme al figlioletto (interpretato dal suo vero erede, Jaden Smith), ma che fa di tutto pur di ritrovare un lavoro, la dignità, la stabilità e insomma l’armonia familiare perduta.

 

Anche Simon Pegg si è messo sulle tracce del sentimento più ambito, ma in modo decisamente differente. In Hector e la ricerca della felicità, infatti, l’attore del reboot di Star Trek e di film come Hot Fuzz e La notte dei morti dementi è partito in giro per il mondo, piantando in asso la fidanzata interpretata da Rosamund Pike, soltanto per scoprire che la felicità tanto agognata si trovava al punto di partenza.

 

Ma se davvero dovessimo passare in rassegna i titoli di tutti i film che hanno preso in considerazione - o anche solo a prestito per un titolo - il concetto di felicità, potremmo scriverci un libro intero. Del resto, come si sono accorti il regista Gianni Zanasi e Valerio Mastandrea, La felicità è un sistema complesso, per citare proprio un titolo di un loro film del 2015. Piuttosto che ricercarla per intero, meglio fare come Walter Veltroni e che ce la racconta e ce la fa vivere anche attraverso quelli che, solo apparentemente, possono sembrare “semplici” indizi.