Buona Vision a tutti

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(foto Fabio Demitri)

E'stata presentata alle Giornate di cinema di Riccione, Vision Distribution, la nuova realtà nel panorama della distribuzione italiana che vede la partnership fra  Sky, Cattleya, Wildside, IIf. - Gruppo Lucisano, Palomar, Indiana Production.

Nel dicembre del 2016, dalla partnership tra Sky e cinque importanti società indipendenti (Cattleya, Wildside, IIf. - Gruppo Lucisano, Palomar, e Indiana Production), è nata Vision distribution, una nuova, attesa, realtà nel panorama della distribuzione italiana. E da ieri, durante le Giornate professionali di Riccione, Vision ha fatto ufficialmente il suo “ingresso in società” con l’elegante sobrietà che sembra già essere insita nel suo DNA.

Alle 12.30 di giovedì 6 luglio, infatti, ha avuto inizio la prima convention della neonata società, in una Sala Concordia gremita, nella quale si respirava una tangibile aria di benevola attesa. Come se, dell’avvento di un soggetto così fatto sentissero un po’ tutti il bisogno.

Dicevamo sobria ma anche ambiziosa Vision, perché la missione che si è data, rilanciare il cinema italiano, ha decisamente bisogno di una discreta dose di ambizione. Però è anche sobria: non vuole stupire con gli effetti speciali, ma vuole fare tutto quanto è nelle proprie possibilità per ottemperare a quel gravoso compito che si è data. Se serve è disposta anche - come è puntualmente accaduto - ad allearsi con il gruppo Medusa, per pianificare sinergie distributive. Sempre per il bene del cinema italiano.

Del resto non poteva essere diversamente, se si pensa che nel ruolo di amministratore delegato è stato chiamato un uomo sobrio e ambizioso (e pure elegante) come Nicola Maccanico, prima direttore generale di Warner Bros. Italia. 

Introdotto dal nostro Francesco Castelnuovo, Maccanico ha brillantemente enumerato le linee-guida della neonata società, prima fra tutte la voglia di Vision di porsi al centro del sistema distributivo italiano rispettando tutti gli altri soggetti, con politiche inclusive e non divisive. Sviluppando rapporti di collaborazione con gli altri protagonisti della filiera, dai produttori (che sono peraltro parte costitutiva della joint venture) fino all’esercizio, col quale deve essere avviato un dialogo franco a tutto campo; immaginando anche delle strategie del tutto nuove, come è – ad esempio – la già prevista uscita theatrical della prima puntata delle terza, attesissima, stagione di Gomorra. 

Richiesto di scegliere una parola chiave, tra le tante che scorrevano in una clip di presentazione (innovazione, trasparenza, sfida, contaminazione e opportunità) Maccanico ha detto, senz’altro indugio: futuro.

Al suo fianco c’era Margherita Amedei, direttore di Sky Cinema, la quale ha ribadito il sostegno a 360° da parte del broadcaster per cui lavora, confermando il focus sul cinema italiano, di cui anche il pubblico del bouquet di canali da lei diretti è un grande fruitore. Se si pensa che, nella classifica dei dieci film più visti, nove sono italiani.

Ma non è tutto, senza alterare minimamente la propria filosofia, Sky sarà a fianco di Vision, utilizzando gli strumenti che conosce molto bene – ha aggiunto Amedei - per averli già adoperati finora: comunicare e promuovere il cinema in maniera creativa e innovativa, attraverso i suoi programmi di informazione (SkyCineNews) ed altri che nasceranno; rivolgendosi al bacino di potenziali spettatori cinematografici costituito dalle circa cinque milioni di famiglie abbonate, che il cinema già lo amano e lo seguono, con passione, a partire dalla sala (di cui gli abbonati sky sono i principali frequentatori) e successivamente su Sky Cinema, sempre più anche On Demand. 


La convention è proseguita con l’illustrazione dei primi titoli in listino, a partire da Monolith, prodotto paradigmatico della politica editoriale del nuovo soggetto: diretto da un regista italianissimo come Ivan Silvestrini, tratto da un soggetto del curatore italiano di Dylan Dog, Roberto Recchioni, il film è stato sviluppato dall’omonima graphic novel edita dall’italiana Sergio Bonelli Editore. E però cast, location, look sono decisamente internazionali. Così come è sintomatica la strategia distributiva: il film - sfidando le consuetudini di spettatori ed esercenti, che di solito in quel periodo stanno al mare – uscirà nella settimana di ferragosto. Quasi una risposta in tempo reale alla richiesta fatta, proprio qui, dal presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, di superare la “stagionalità”.

A seguire sono stati presentati gli altri titoli Vision, a cominciare da Il premio, secondo lungometraggio diretto da Alessandro Gassmann (presente in sala), in cui l’attore romano fa una volta per tutte i conti con il padre, il grande Vittorio. Si immagina, infatti, che un grande professore, che ha le sembianze di Gigi Proietti, venga invitato a ritirare un premio in Danimarca: ci andrà assieme ai figli (lo stesso Gassmann e Anna Foglietta) e in compagnia di un segretario particolare con il volto di Rocco Papaleo.

Quindi Nove lune e mezza, opera prima dell’attrice Micaela Andreozzi, con super-cast che va dalla regista-attrice a Claudia Gerini, da Lillo a Stefano Fresi. Una brillante commedia sulla maternità, che affronta in chiave semiseria il tema dell’utero in affitto (in questo caso, è però piuttosto un prestito tra sorelle). A parere di Lillo (anche lui gigionesco mattatore della convention Vision, imbeccato coi soliti sapienti tempi comici da Castelnuovo): una “nuova commedia all’italiana”, come quelle degli anni ’60.

Infine, è stata la volta del nuovo film del campione del box office, Luca Miniero (quello di Benvenuti al sud e Benvenuti al nord, per intenderci), Sono tornato, scritto insieme a Nicola Guaglianone (sceneggiatore di Lo chiamavano Jeeg Robot e Indivisibili) e interpretato da Frank Matano e Massimo Popolizio. Remake del film rivelazione tedesco Lui è tornato, la versione italiana immagina il ritorno ai nostri tempi di Benito Mussolini in persona. 

Se il buongiorno si vede dal mattino, buona Vision a tutti!