5 cose che non possono mancare in un film Spy

Spectre
Spectre

Da lunedì 31 luglio a domenica 6 agosto su Sky Cinema Max Collection spazio agli intrighi con la Spy Week, un’intera settimana di programmazione dedicata ai film di spionaggio, da Il ponte delle spie a Spectre. Ecco gli ingredienti imprescindibili di uno spy movie.

Agenti segreti, intrighi internazionali, sicari mortali, geni del crimine. Il tutto si può riassumere con un semplice termine: spy story. Proprio i film di spionaggio saranno protagonisti su Sky Cinema Max Collection (canale 313) durante la Spy Week, che da lunedì 31 luglio a domenica 6 agosto dedicherà la programmazione ad alcune delle migliori pellicole del genere, da Spectre a Il ponte delle spie. In attesa, ecco i cinque ingredienti essenziali di un film Spy.

L’intrigo - Al centro di ogni pellicola di spionaggio che si rispetti ci deve essere un intrigo. Che poi sia di matrice politica, ideologica, commerciale o quant’altro, poco importa. Quel che conta è che ci sia una matassa da districare, fatta di inganni, tradimenti, giochi di specchi e trame segrete. All’eroe del caso il compito ingrato di cercare di capirci qualcosa, possibilmente uscendone vivi.

Il doppiogiochista - C’è praticamente in ogni spy movie: tutti si fidano di lui, ha una reputazione impeccabile, lavora magari anche da anni dalla parte dei buoni, eppure è tutta apparenza. Alla fine il doppiogiochista o talpa che sia lascerà una traccia del suo operato sotterraneo, e allora scoprire il suo bluff diventerà di vitale importanza.

L’organizzazione segreta - Che non è per forza segreta nel senso che la gente ignora la sua esistenza. Ma comunque opera in segretezza, magari celandosi dietro un’apparenza di rispettabilità. In ogni caso, è il soggetto che, per raggiungere i propri scopi, mette in atto l’inganno e dà il via all’intrigo.

La femme fatale - Che, va subito precisato, con buona pace dei maschilisti può anche essere la protagonista del film, come nel recente Atomica bionda con Charlize Theron, a breve nelle sale. Più spesso, però, è relegata al ruolo di spalla oppure di antagonista di cui innamorarsi ma anche da cui mettersi in salvo. Il prototipo sono le Bond Girl con cui deve vedersela l’Agente 007, come quelle impersonate da Léa Seydoux e Monica Bellucci in Spectre.

Il braccio armato - Laddove non funziona l’inganno, ecco che l’organizzazione segreta si ritrova costretta a ricorrere alla violenza. Il lavoro sporco è spesso lasciato a scagnozzi e sicari dai metodi poco ortodossi, contro cui si dovrà scontrare il protagonista. E saranno dolori...