La vita è tutto un doc

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Jimi Hendrix nel documentario Rumble: il grande spirito del rock

Dal 5 all'8 ottobre a Milano, il Festival "Visioni dal Mondo", offre una maratona gratuita di Cinema del reale da tutto il pianeta

 Una grande abbuffata di documentari d’autore da tutto il mondo, per quattro giorni di ottimo “cinema del reale”, tutto gratuito e servito in ottime sale di proiezione. E’ ciò che propone dal 5 all’8 ottobre il festival milanese “Visioni dal Mondo” ospitato nell’elegante Unicredit Pavillion in Piazza Gae Aulenti. Un’occasione per i cinefili, ma anche per un pubblico più abituato al prodotto televisivo caratterizzato da reality show più o meno “reali”, in cui è spesso protagonista la vita quotidiana di individui qualunque.

 

Anche il documentario degli ultimi anni infatti si muove su un sottile e interessante confine tra realtà e fiction, dove spesso la finzione risulta più credibile del reale e viceversa la realtà ci lascia a bocca a aperta risultando quasi incredibile. Ne parliamo con il direttore artistico del festival Fabrizio Grosoli, da molti anni autorevole esperto di cinema doc, nonché collaboratore a vario titolo di quasi tutti i festival italiani.

“Dopo la doppia vittoria di Gianfranco Rosi con Leone d’oro e Orso d’oro ai suoi ultimi film – spiega Grosoli - il documentario è stato molto più sdoganato anche presso il pubblico italiano, ma per tanti buoni film è ancora difficile arrivare ad essere visti e apprezzati. Il titolo Visioni dal Mondo dichiara la scelta del nostro festival di presentare film che sappiano raccontare la realtà contemporanea a livello internazionale con uno sguardo originale, ma che possa interessare a tutti.”

Cosa troviamo nel programma di Visioni dal Mondo che lo rende diverso da altri festival di settore?

“Il festival è pensato per mettere a confronto Italia e resto del mondo nel campo della produzione di documentari indipendenti. In Italia abbiamo avuto una grande stagione in passato, poi una lunga crisi produttiva e ora un nuovo impulso che si deve anche a nuove reti televisive come Sky che sono ricettive dei prodotti più interessanti e innovativi. In particolare Sky Arte è una eccellenza in fatto di documentari.”

Purtroppo però, spiega Grosoli, tra le centinaia di produzioni italiane che ogni anno escono, solo il 5% raggiunge le sale cinema o gli schermi televisivi. Ecco perché festival come Visioni dal Mondo hanno un valore importante per permettere a tanti nuovi film non solo di essere visti, ma anche di trovare finanziatori. Infatti parallelamente al festival aperto al pubblico – nei quattro giorni di proiezioni a ingresso libero – si svolge anche la sezione Visioni Incontra che mette a confronto registi, produttori, distributori e network televisivi, tra i quali ovviamente Sky, sulle cui reti vedremo i migliori titoli in programma.

Chiediamo infine a Grosoli tre consigli di visione di Doc da non perdere quest’anno al Pavillion.

“Senz’altro il film inaugurale Il senso della bellezza di Valerio Jalongo, produzione italo-svizzera che indaga sul rapporto tra arte e scienza, dove sono proprio gli scienziati a spiegarci cosa sia la bellezza dal loro punto di vista. Poi un film più curioso e leggero, Il club dei 27, sui depositari della cultura verdiana, 27 individui di un club segreto ed esclusivissimo che custodiscono a memoria altrettante opere di Verdi: la loro curiosa attività è vista con gli occhi di un ragazzino melomane. Infine uno straordinario film canadese che si intitola Rumble: il grande spirito del rock, che ci fa scoprire le radici della musica rock nella cultura dei nativi americani, rappresentate anche da artisti immortali come Jimi Hendrix, che era per metà nativo-americano.”
Il programma completo su http://www.visionidalmondo.it