Mine: a un passo dalla morte

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Appuntamento su Sky Cinema Uno, domenica 8 ottobre alle 21.15.  Arriva, in prima tv,Mine, pellicola diretta dai registi italiani Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, ed interpretato quasi in solitaria da Armie Hammer

Anche se nel film la frase ricorrente è ''bisogna sempre andare avanti'', di fatto il protagonista di Mine, il marines Mike Stevens (Armie Hammer) quel passo sulla morte non lo vuole proprio fare. E ha ragione. Tornando al campo base, il soldato-sniper, dopo una missione nel deserto, ha poggiato il piede nel posto sbagliato; una mina antiuomo.  Non può più muoversi, altrimenti salterà in aria. In attesa di soccorsi per due giorni e due notti, Mike dovrà ricordarsi tutto quello che ha imparato nei suoi corsi militari di sopravvivenza e cercare di evitare non solo i pericoli del deserto, ma anche peggio la terribile pressione psicologica che viene dal suo presente e dal suo passato. Il film, a firma di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, dallo stesso produttore del claustrofobico Buried - Sepolto arriva su Sky Cinema Uno domenica 8 ottobre alle 21,15 su Sky Cinema Uno

Oltre al protagonista Armie Hammer (star di The Social Network e Operazione U.N.C.L.E) c’è anche il suo grande amore lasciato a casa Jenny (Annabelle Wallis, protagonista della serie I Tudor e dell'horror Annabelle), Tom Cullen e Clint Dyer.

I due registi al loro debutto sul grande schermo, dopo il successo di True Love venduto in oltre 70 paesi, così si espressero al momento del lancio del film nelle sale: ''Abbiamo pensato di andare nella direzione opposta a Buried dove c'era un uomo bloccato nella bara, mettendo il protagonista questa volta bloccato in uno spazio infinito desolato e ostile. E' così che ci è venuto in mente l'idea di un soldato che ha messo un piede su una mina. Abbiamo subito capito che lo scenario avrebbe permesso la creazione di diverse situazioni interessanti, nonché' è un vero e proprio one-man-show che avrebbe attirato un attore di richiamo''.  E ancora i due registi sulla difficile realizzazione di questo film: ''Noi non pensiamo che si tratti di un semplice caso, come niente mai lo è. Cercare di crearsi un percorso facendosi strada tra le insidie del mercato cinematografico internazionale ci ha condotti in una situazione molto simile a quella del nostro protagonista, per cui ogni mossa può essere un passo falso. Capire come proseguire può essere molto difficile e snervante, se ci si fa prendere da ansie paure. Per questo possiamo dire che Mine si tratta di un lavoro molto personale quasi autobiografico''.