Quanto sei bella Roma quando c'è la Festa del Cinema

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Premio alla Carriera per David Lynch
@Getty Images

Poco Italia ma di altissima qualità: è la promessa di Antonio Monda , direttore del Festa del cinema di Roma alla presentazione del programma. Per evidenziare la caratura di questa edizione sottolineiamo che 39 tra film e documentari della selezione ufficiali, ben 14 sono anteprime mondiali. Tra i documentari segnaliamo Spielberg , di Susan Lacy , che vedremo prossimamente su Sky Cinema

La Festa del Cinema di Roma si fa bella e rende l'Urbe ancora più splendente. Il direttore artistico Antonio Monda, fresco di conferma per il triennio 2018-2020, definisce "bella" la dodicesima edizione della kermesse, in programma dal 26 ottobre al 5 novembre, che pur dovendosi confrontare con i numeri eccezionali dello scorso anno (+18 per cento di pubblico e l'Oscar vinto dal film d'apertura Moonlight), si preannuncia speciale: 14 film in anteprima mondiale tra i 39 tra film e documentari della selezione ufficiale; 12 Incontri Ravvicinati con personalità del cinema e non solo. Ci saranno, tra gli altri, David Lynch, che riceverà il premio alla carriera dalle mani di Paolo Sorrentino, Xavier Dolan, Fiorello, Nanni  Moretti con un inedito di 10 minuti, Jake Gillenhaal e lo scrittore di  culto Chuck Palahniuk. Per chi ama i numeri aggiungiamo 31 paesi partecipanti compresi Libano, Romania, Indonesia e Cile.

Nella selezione ufficiale, che verrà aperta di Hostiles di Scoot Cooper (con Rosamunde Pike sul red carpet), ci saranno anche Detroit di Kathryn Bigelow e Logan Lucky di Steven Soderbergh, e per l'Italia il nuovo film dei fratelli Taviani Una questione privata. Mentre tra gli eventi speciali ci saranno The Place, il nuovo film di Paolo Genovese in chiusura e Nysferatu di Andrea Mastrovito, remake d'animazione del capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau, ambientato nelle New York dei giorni nostri. Solo tre titoli nazionali, spiega Monda, perchè il cartellone della festa è costruito sulla "selezione, non sull'allargamento. Sono contrario alla riserva   indiana. Del resto, al box office i film italiani sono una catastrofe. E il fatto che altre manifestazioni abbiano preso 18, 21 titoli nazionali non ha aiutato". D'altronde la Festa "è diventato un luogo ambito" e la sua identità si fa sempre più definita, tra allegria ed eleganza, "come il poster scelto per quest'anno che ritrae la Audrey Hepburn di Fanny Face".

Dopo la serata dedicata l'anno scorso a Jovanotti, si conferma un filone musicale nella festa di Roma, che quest'anno vedrà arrivare per gli Incontri Ravvicinati il compositore inglese Michael Nyman, e nella selezione ufficiale i documentari su Bob Dylan e Maria Callas. Altro fil rouge della festa riguarderà lo sport: ci sarà un incontro con Phil Jackson, un documentario su Enzo Ferrari (Race to Immortality) e uno sul coach di Agassi Nick Bollettieri e ben tre film: Borg McEnroe, I, Tonya sulla pattinatrice Tonya Harding e Una prière avant l'aube sul pugilato.

Tornando a casa nostra possiamo dire poca Italia ma buona. Il direttore Antonio Monda, nell'anno in cui la Mostra del cinema di Venezia ha proposto quattro film italiani in concorso e una ventina di titoli in tutto lanciando una nuova generazione di talenti tricolori, nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma (26 ottobre-5 novembre) sceglie un solo film, quello dei maestri Taviani (Una questione privata da Fenoglio con Luca Marinelli, Valentina Bellè). E aggiunge un secondo titolo, evento speciale e film di chiusura: The Place di Paolo Genovese. Altri due titoli, tra gli eventi, sono prodotti fuori dall'Italia: Nysferatu - Symphony of a Century, film di animazione di Andrea Mastrovito (Usa) che avrà l'accompagnamento musicale dal vivo e Da Wah di Italo Spinelli (Indonesia), film scelto da Bernardo Bertolucci, racconto dell'educazione islamica.

Tra i documentari segnaliamo Spileberg di Susan Lacy che vedremo prossimamente su Sky Cinema. Steven Spielberg ha costruito un catalogo impareggiabile di film rivoluzionari nel corso di quasi cinquant’anni di carriera. In questo documentario Spielberg si sposta davanti alla macchina da presa e si confida sulle sue principali influenze e motivazioni, mentre condivide storie inedite su alcuni dei suoi film più importanti. Rivisitando una filmografia straordinariamente varia, il documentario rivela come le esperienze di Spielberg abbiano nutrito il suo lavoro e lo abbiano modificato nel tempo, mettendo in evidenza i temi ricorrenti delle sue opere: il distacco, la riconciliazione, il patriottismo, l’umanità, la meraviglia.

"L'idea è quella della selezione, che è il contrario dell'allargamento. Alla quota italiana fissa in un festival, una zona da riserva indiana, io non ci sto. Abbiamo fatto una selezione come per tutti gli altri e questo è quello che proponiamo -dice determinato Monda_ Del resto in altre manifestazioni sono stati presi 18-21 film italiani e il box office disastroso dimostra che questa abbondanza non aiuta". Il botteghino in picchiata investe, a dirla tutta, gli incassi del cinema in sala in generale, senza fare differenza tra titoli passati ai festival o no, e non guarda in faccia neppure a film attesissimi come Blade Runner 2049, ma il tema box office è argomento rafforzativo per Monda che dell'internazionalità del festival, quest'anno 31 paesi, e dello sguardo super partes non legato a logiche territoriali italiane fa bandiera, ribadendo il valore della scelta. Quel poco ma buono che ad esempio due anni fa ha lanciato Lo chiamavano Jeeg Robot.

Quest'anno, oltre ai fratelli Taviani, la chiusura è per The Place, atteso dagli esercenti come una manna proprio per i depressi botteghini: dopo gli oltre 16 milioni di Perfetti Sconosciuti si spera molto nel nuovo Genovese. Personaggi italiani invece non mancheranno sul red carpet dell'Auditorium Parco della Musica. Tra gli Incontri Ravvicinati, la sezione che è una perla della Festa di Roma da sempre, si prevede il sold out per Rosario Fiorello (racconterà il suo rapporto con il cinema, svelando la sua passione per Maciste), Nanni Moretti (porterà immagini inedite), Gigi Proietti. Nelle preaperture del festival: Terapia di coppia per amanti di Alessio Maria Federici con Pietro Sermonti, Ambra Angiolini, Sergio Rubini il 23 ottobre, il documentario Moravia Off di Luca Lancise, il documentario sul rapporto Paramount-Italia diretto da Marco Spagnoli, The Italian Jobs, e la premiere dell'esordio alla regia di Donato Carrisi, La Ragazza nella nebbia (25 ottobre) con Toni Servillo e Alessio Boni. L'Italia è protagonista nella retrospettiva curata da Mario Sesti: La scuola italiana, rassegna di film che raccontano la tradizione di fotografi, montatori, scenografici, costumisti che hanno fatto la storia del cinema italiano, da Umberto D. di Vittorio De Sica alla Caduta degli Dei di Visconti. Nell'intenso programma di Restauri e Omaggi, due segnalazioni su tutte: Borotalco di Carlo Verdone restaurato dopo 35 anni (una serata riunirà regista, Christian De Sica ed Eleonora Giorgi) e Miseria e nobiltà di Mario Mattioli, nel 50mo della scomparsa di Totò. Infine in chiusura In un giorno la fine, storia di zombie a Roma con Alessandro Roja.