Quando un padre, un film con Gerard Butler dall’8 giugno nei cinema

Arriva in sala il prossimo 8 giugno “Quando un padre”, pellicola diretta dall’esordiente Mark Williams con Gerard Butler e distribuita da Eagle Pictures. Non perdere alcuni minuti in anteprima  del film Su Sky Cinema Passion. Appuntamento mercoledì 7 giugno alle  20.50

Quando un padre, di Mark Williams, al cinema da giovedì 8 giugno 2017, distribuito dalla Eagle Pictures, è un film che parla di un uomo dedito al lavoro costretto a mettere in discussione le sue scelte professionali dopo che il figlio si ammala di leucemia.
 

La trama
 

Gerard Butler è lo spietato "cacciatore di teste" di un'azienda, che per anni ha lavorato 18 ore al giorno per dare alla sua famiglia il migliore tenore di vita possibile, anche a scapito della sua presenza in casa. La sua esistenza, però, cambia all'improvviso quando il figlio di 10 anni si ammala gravemente. Dopo il grande successo di Quello che so dell'amore, Gerard Butler torna a raccontare la storia di un padre che imparerà dal figlio le vere priorità della vita.
 

Il cast

Compongono il cast del film, scritto da Bill Dubuque (The Accountant), Alfred Molina, Gretchen Mol (Il giocatore – Rounders, Celebrity, Il tredicesimo piano – The Thirteenth Floor, Accordi e disaccordi – Sweet and Lowdown), ed ancora Dustin Milligan, Alison Brie, Kathleen Munroe, Julia Butters e Anupam Kher.

 

Note di Regia
 

Il debuttante Mark Williams era rimasto profondamente colpito dalla qualità della scrittura e dall’autenticità dei personaggi della sceneggiatura di Bill Dubuque. Già produttore di successo (con film come Flawless e The accountant), Mark è passato dalla scrivania alla poltroncina di regia con totale fiducia nei confronti dello sceneggiatore, della troupe e dell’intero cast, oltre che con una visione a 360° di ciò che voleva:

“Semplice, elegante, classico. Un film come si facevano una volta. Un dramma familiare che si scontra con dilemmi esistenziali di ogni essere umano. L’obiettivo è sempre stato quello di rispettare i personaggi e il mondo in cui vivono.”

Da produttore con anni di esperienza sul set, Mark è risultato predisposto naturalmente nel bilanciare le sue aspirazioni artistiche con le necessità commerciali e di marketing del film:

“Volevo catturare la vera essenza delle voci presenti nel film, senza artifici tecnici o altro, ma, allo stesso tempo, dare appeal e un taglio commerciale al prodotto finale.”

La sceneggiatura esplora il, finora, poco esplorato mondo delle società di recruitment, pur calando i personaggi in contesti e sfide universalmente riconoscibili dal pubblico: “l’equilibrio fra lavoro e famiglia, le dinamiche moglie/marito, il rapporto fra padre e figlio, il trovare ed il perdere un lavoro.” L’esperienza personale di Bill Dubuque in una società di recruitment ha dato un forte senso di autenticità ai dialoghi presenti nelle pagine della sceneggiatura, ma è stato il “continuo battibecco creativo” fra il regista e il cast a rendere i personaggi così veri sullo schermo.

“Ogni attore può relazionarsi al proprio personaggio o alle situazioni in una maniera piuttosto che in un’altra: dipende dalle proprie esperienze personali. Ciò fa sì che una performance si trasformi in verità, che prende vita sullo schermo. Ho dato agli attori la libertà di provare ed esplorare emozioni ed esperienze differenti sul set.”

In sala di montaggio, poi, il regista ha potuto “giocare” con le scene girate per “equilibrare le emozioni e i sentimenti che offre la storia.”

La prima esperienza da regista di Mark è stata molto appagante e soddisfacente. Sul suo ruolo sul set, sia come collaboratore, sia come leader dice: “mentre io davo agli attori l’opportunità di lasciare la propria impronta sui propri personaggi, loro mi permettevano di guidarli per garantire un tono generale al contesto, allo stile e alla storia.”