Dove cadono le ombre: una favola nera per Venezia

Arriva nelle sale dal 6 settembre con Fandango il film Dove cadono le ombre , il nuovo thriller drammatico della regista Valentina Pedicini che sarà presentato in concorso alle Giornate degli Autori al Festival di Venezia 2017 

Una storia vera, ''sconosciuta ai più, il tentativo di sterminio scientifico, avvenuto in Svizzera, di una comunità nomade, gli Jenisch''. Così la regista Valentina Pedicini, in una recente intervista, aveva parlato del suo Dove cadono le ombre che debutterà in concorso alle Giornate degli Autori sezione autonoma e indipendente della Mostra del Cinema di Venezia per essere poi distribuita in sala dal prossimo 6 settembre da Fandango.

Il film vede il ritorno sulla set di Elena Cotta, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Venezia nel 2013 per Via Castellana Bandiera di Emma Dante. Ad affiancare Elena Cotta ci sono Federica Rosellini, Josafat Vagni e Lucrezia Guidone, protagonisti di questa storia inquietante: dal passato di Anna riappare Gertrud, una vecchia signora dai modi gentili, e tutto sembra precipitare. L'istituto torna ad essere ciò che era; ricovero crudele di bambini nomadi jenisch sottratti alle famiglie, tempio di un progetto di eugenetica guidato proprio da Gertrud.

La prima idea per raccontare una storia tragica e poco conosciuta, era, come ha raccontato la stessa regista, era di realizzare un documentario sul programma eugenetico contro gli Jenisch: ''Ho iniziato a lavorare con la poetessa Mariella Mehr, una delle poche sopravvissute, per raccontare quello che viene chiamato genocidio, partito nel 1926. La cosa più sconcertante è che l'ultimo istituto in cui erano stati rinchiusi i bambini di quest'etnia sottratti alle famiglie d'origine per 'riprogrammarli' e fargli dimenticare la loro appartenenza, è stato chiuso nel 1989, quindi pochissimo tempo fa.  Dopo quattro anni di ricerche, ''pero', ho deciso di cambiare il linguaggio e utilizzare la finzione. Alla base ci sono fatti reali, ma li rendo in forma di favola nera, ambientata in un non luogo, un non tempo, in cui c’è questo incontro, dopo molti anni tra la vittima, Anna (Rosellini), infermiera 28enne in un istituto per anziani, che da bambina aveva subito quel trattamento, e la carnefice, Gertrud (Cotta)''. Il film è ''un thriller sentimentale/psicologico sulla cancellazione dell’identità e la reazione che nasce fra questi due personaggi''.

Dove cadono le ombre, ha detto al sua regista: ''è anche un film d’attualità. Racconta come bisogna stare all'erta, perché quello che è successo in Svizzera sta accadendo in qualche modo anche in Italia, se pensiamo all'atteggiamento verso la diversità e alla non accettazione dell'altro. Non ci sono connotazioni di luogo, tempo o spazio eppure il tema del film è legato all'oggi. Per me da italiana era importantissimo occuparmi in modo non convenzionale di questo argomento".