Fotogallery 03 febbraio 2014

Oscar: tutti i trionfi (e non) dei film italiani

  • Paolo Sorrentino vince l'Oscar per "La Grande Bellezza"
  • “Sciuscià” di Vittorio De Sica, premiato con l'Oscar come Miglior film straniero nel 1948
  • Ancora un Oscar per Vittorio De Sica nel 1950 per "Ladri di biciclette"
  • Federico Fellini vince il suo primo Oscar nel 1957 con il film “La strada”
  • Fellini si ripete l'anno dopo nel 1958 con "Le notti di Cabiria"
  • Nel 1959 Mario Monicelli entra in nomination con “I soliti ignoti” ma non riesce a vincere l’Oscar battuto dal film francese “Mio zio” di Jacques Tatì
  • Mario Monicelli ci riprova l'anno dopo, nel 1960 con "La Grande guerra", sconfitto da "Orfeo negro" di Marcel Camus
  • Nel 1961 è "La fontana della vergine" di Ingmar Bergman a sconfiggere "Kapò" del nostro Gillo Pontecorvo
  • Nel 1963 "L’uomo senza passato" del regista francese Serge Bourguignon, batte “Le quattro giornate di Napoli” di Nanni Loy
  • Nel 1964 Federico Fellini Fellini realizza il suo capolavoro, “8½”, ed è di nuovo Oscar
  • L’anno dopo, nel 1965, tocca, invece, a Vittorio De Sica con “Ieri, oggi, domani” fare tripletta, 15 anni dopo il secondo Oscar vinto con "Ladri di Biciclette"
  • Nel 1966, “Matrimonio all’Italiana”, sempre di Vittorio De Sica, viene sconfitto da “Il negozio al corso” di Jan Kadár e Elmar Klos
  • Gillo Pontecorvo, entra in nomination per la seconda volta nel 1967 con “La battaglia di Algeri” ma viene battuto, da “Un uomo, una donna” di Claude Lelouch
  • Oscar maledetti anche per Mario Monicelli, nuovamente candidato grazie a “La ragazza con la pistola” del 1968 ma superato dal russo “Guerra e pace” di Sergej Bondarčuk
  • Nel 1971 l’Italia è di nuovo sul tetto del mondo grazie a “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri
  • Quarto Oscar per Vittorio De Sica nel 1972 grazie a “Il giardino dei Finzi-Contini”
  • Anche Federico Fellini nel 1975, con "Amarcord" vince la sua quarta statuetta alle quali il regista romagnolo aggiungerà quella alla carriera vinta nel 1993
  • Nel 1976 “Profumo di Donna” di Dino Risi viene nominato ma verrà sconfitto da “Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure” di Akira Kurosawa
  • Nel 1977 “Pasqualino Settebellezze” di Lina Wertmüller ottiene 4 candidature. A vincere l’Oscar sarà “Bianco e nero a colori” di Jean-Jacques Annaud
  • Nel 1978 “La vita davanti a sé” di Moshé Mizrahi scippa la statuetta al film di Ettore Scola “Una giornata particolare”
  • Nel 1977 "I nuovi mostri", film ad episodi diretto da Mario Monicelli, Dino Risi ed Ettore Scola viene candidato agli Oscar come miglior film straniero. Vince, invece, "Preparate i fazzoletti" di Bertrand Blier
  • Nel 1980, è “Dimenticare Venezia” di Franco Brusati a perdere la sfida della cinquina contro il tedesco “Il tamburo di latta” di Volker Schlöndorff
  • "Tre fratelli" di Francesco Rosi viene battuto nel 1982 dall’ungherese "Mephisto" di István Szabó
  • La coproduzione internazionale "L'ultimo imperatore " di Bernardo Berolucci vince nel 1987 ben 9 premi Oscar
  • Niente da fare, invece, nel 1988 per “La famiglia” di Ettore Scola, sconfitto dal danese "Il pranzo di Babette" di Gabriel Axel
  • Nel 1990, "Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore vince l'Oscar come miglior film straniero
  • Nel 1991 è Gianni Amelio con "Porte aperte" ad ottenere la candidature ma a vincere è "Viaggio della speranza" di Xavier Koller
  • Nel 1992, “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, riporta l’Oscar in Italia
  • Nel 1996 è di nuovo Tornatore a provare l’assalto agli Oscar con "L’uomo delle stelle", ma a vincere è "L’albero di Antonia" di Marleen Gorris
  • Nel 1999 trionfa Roberto Benigni con “La vita è bella”. Il film incassa 7 candidature e vince 3 statuette, quella alla migliore colonna sonora, quella al miglior film straniero e quella al miglior attore protagonista
  • Ultima nomination prima de "La Grande bellezza” è "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini nel 2006, sconfitto da “Il suo nome è Tsotsi” di Gavin Hood
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Quattro Oscar vinti da Fellini, quattro da De Sica, uno a Petri, Tornatore, Salvatores e da Benigni. Adesso è la volta di Paolo Sorrentino, vincitore con "La Grande Bellezza". Scopri nella fotogallery tutti le statuette vinte e non dal cinema italiano