Janis Joplin torna on stage tra Sky Cinema e Giulia Argnani

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La Janis Joplin di Giulia Argnani

Janis è il film che ripercorre la vita della rockstar Janis Joplin, morta per overdose a 27 anni. Il ritratto di una leggenda e di una donna fragile attraverso le immagini dei concerti, le interviste e le lettere che Janis scriveva ai familiari, lette da Gianna Nannini. Noi, aspettando la messa in onda di Janis prevista mercoledì 19 giugno alle ore 21 su Sky Cinema Cult, ripercorriamo l'epopea dell'artista di Port Arthur intervistando Giulia Argnani che di quella storia ha fatto una emozionante e commovente graphic novel, edita da Edizioni BD, che si intitola Janis Joplin - Piece of my Heart

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


Il mito va letto, ascoltato e visto. Se nell'impresa si riesce applicando una sola arte significa che si è entrati in sintonia con la leggenda e che il mito rivive davvero. L'impresa è riuscita a Giulia Argnani che ha pubblicato, per Edizioni BD, la graphic novel Janis Joplin - Piece of my Heart. La abbiamo intervistata aspettando di vedere, su Sky Cinema Cult, il 21 giugno alle ore 21, Janis, un film che racconta la sua vita.

Giulia ci racconta la sua Janis?
Ho cercato di presentarla attraverso vari flash che rappresentano periodi della sua vita. Ho unito quello che di lei si conosce e le sue origini.
Elementi trainanti?
Le radici in Texas, il rapporto problematico con la famiglia e il luogo. Che poi si è trasformato in forza trainante.
Quando ha scoperto Janis Joplin?
Avevo circa vent'anni, mi hanno invitata a una festa e c'era una sua cassetta che andava. Non ricordo molto della serata, tranne, il giorno dopo, l'urgenza di approfondire la sua conoscenza.
Una folgorazione.
In un certo senso. E dire che sentendo quella sua voce ruvida la credevo di colore.
La graphic novel come nasce?
Mi sono rivolta a BD per un altro progetto e ne sono uscita con Janis.
Come ci si è avvicinata?
Un approccio umano anche davanti al mito. Avvicinarsi al lato umano aiuta a comprendere perché diventa un mito.


Giulia Argnani


Ha studiato?
Ho letto, mi sono documentata. Non mi piace stravolgere la vita di chi non c'è, di chi non può controbattere. Poi ho comprato i suoi vinili, purtroppo rimasterizzati perché gli originali non li ho trovati, e sono entrata nel mood anni Settanta.
Cosa, secondo lei, ha reso la Joplin un mito?
La voce. Non era bella, non era Jim Morrison che faceva innamorare le donne. Ma riusciva a tenere il palco come un uomo. Quando era on stage tutto quello che era negativo, dal carattere all'estetica, veniva azzerato.
Che musica ascolta?
Rock.
Una forbice ampia.
Lo so. Posso dire anche Indie-Pop ma cado sempre nei cantautori. Adoro Tori Amos e Ani Di Franco.
Come è arrivata nel mondo delle graphic?
Ho studiato disegno e sceneggiatura, ho frequentato una scuola di fumetto.
Il debutto?
La prima vera Graphic Novel è del 2006: 48 pagine a colori di Strane Convivenze.
Ha personaggi, veri o disegnati, di riferimento?
Potrei fare un lungo elenco. Mi limito a Blankets di Craig Thompson e ai manga di Urasawa.
Sta già lavorando a qualcosa di nuovo?
Il cervello è in ebollizione ma le idee devono sedimentare. Janis è fresco di stampa. E' come se avessi partorito e ora la creatura va allattata e coccolata. Quando ho il libro in mano ne sento lo spessore e l'odore.