Cristiana Capotondi: “Il cinema bisogna farlo conoscere”

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Termina Fuoricinema , l'appuntamento cinematografico che dal 14 al 17 settembre ha avvicinato nello spazio di CityLife a Milano il pubblico al mondo dello spettacolo. A presentare il fitto programma di questa edizione uno è stata Cristiana Capotondi , che è, oltre che direttore artistico, anche tra gli ideatori di questa manifestazione. L'intervista

La prima vera edizione di quello che vuole essere un appuntamento per i meneghini e il mondo del cinema è giunta al termine. Fuoricinema, la rassegna cinematografica andata in scena dal 14 al 17 settembre, ha avvicinato nello spazio di CityLife a Milano il pubblico al mondo dello spettacolo. 

Una non stop di artisti che hanno dato vita a una maratona che al tramonto ha lasciato spazio, fino a notte fonda, alla proiezione di film. In anteprima quattro proiezioni: il documentario di L’ultimo sciamano vissuto e diretto da Raz Degan, La vita immortale di Henrietta Lacks con la straordinaria Ophra Winfrey, Wizard of lies con protagonisti Robert De Niro e Michelle Pleiffer e i primi due episodi di When we rise, la serie con Guy Pearce e Whoopi Goldberg sulle battaglie del movimento per i diritti gay.

A presentare il fitto programma di questa edizione è stata Cristiana Capotondi, che assieme a Cristiana Mainardi, Lionello Cerri e Gino&Michele è, oltre che direttore artistico, anche tra gli ideatori di questa manifestazione. New entry di quest’anno, il maestro Gabriele Salvatores, che si è unito a questa grande famiglia che è Fuoricinema.

Ricordi e battute, aneddoti e riflessioni, leggerezza e profondità, hanno caratterizzato gli incontri degli ospiti che si sono raccontati in maniera libera a partire dal tema di quest’anno: la realtà, perché questa edizione numero uno è stata qualcosa più di un sogno, che era il tema dell’anno scorso. Non sono poi mancati i momenti di commozione, applauditi con calore dal pubblico che ha affollato l’auditorium allestito a CityLife.

“Il cinema bisogna farlo conoscere, deve ritrovare il rapporto con il pubblico”  questo è lo spirito che anima Fuoricinema.

Dal sogno alla realtà. Com’è il riscontro con il pubblico milanese?
È molto buono. Lo scorso anno abbiamo registrato venticinquemila presenze e senza questi numeri, quest’anno non ci sarebbe stata l’edizione uno. Fuoricinema è una rassegna realizzata esclusivamente per il pubblico, milanese e non.


Quanti sogni sono stati realizzati in questa edizione?
Veramente tanti. Spero che un giorno questa manifestazione venga “regalata alla città”, diventando magari indipendente con partner fissi. 

Il più grande?
Lavorare a livello istituzionale, ma questo più che un sogno è un po’ il nostro progetto.

Cosa ha reso magica questa edizione?
Il pubblico e gli ospiti che ci hanno onorato con la loro presenza. Una lista gremita di nomi importanti, non tutti provenienti dal mondo del cinema ma tutti con la stessa passione ovvero quella per il grande schermo.

Tra i più attesi?
Sicuramente Paolo Conte perché non va mai da nessuna parte e ci onora il fatto che abbia scelto Fuoricinema per esporsi. È stato straordinario averlo qui. Ma anche Bellocchio, il mio amico fraterno Fabio De Luigi…

Quanto è importante il cinema italiano in questo momento storico particolare?
Credo che questo sia un momento fortunato per il cinema italiano. Abbiamo visto già delle bellissime cose. 

Cosa è cambiato?
Ci sono molti giovani attori con nuove idee e modalità di racconto, ma soprattutto con uno sguardo internazionale. Queste sono le cose che ci renderanno di nuovo grandi a livello cinematografico: la nostra realtà e il modo internazionale di raccontarla.

E nel suo di futuro cosa c’è?
Spero tante cose nuove. Nella vita è bello sperimentare cose diverse. Qui a Fuoricinema siamo in tanti a fare cose diverse ma insieme per la stessa passione, uniti per la stessa iniziativa.