Blade Runner 2049: la recensione (senza spoiler)

Diretto da Denis Villeneuve, regista di Sicario e Arrival, e prodotto da Ridley Scott
arriva al cinema dal 5 ottobre, il sequel del film cult ambientato nella Los Angeles del 2019.  Un capolavoro all'altezza dell'originale e interpretato da Ryan Gosling, Harrison Ford, Robin Wright, Mackenzie Davis, Dave Bautista e il premio Oscar®  Jared Leto.
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La Recensione di Blade Runner 2049

 Non è più tempo di navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. Nessuno vede più i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. Sono passati 30 anni e Roy Batty aveva ragione: tutti quei momenti sono andati perduti come le lacrime nella pioggia. Ma non è ancora tempo di morire. Per gli androidi c'è ancora la possibilità di sognare pecore elettriche  e magari di credere ai miracoli, invece di “continuare a rosicchiare merda”.
Certo, Los Angeles è peggiorata. Il clima fa schifo. Una perpetua foschia appanna i seducenti ologrammi e i voluttuosi consigli per gli acquisti. La visibilità è quasi a zero. Però l'occhio continua a volere la sua parte. Tutto il film è attraversato da iridi, bulbi oculari, palpebre, pupille. Dalla fibrosa membrana bianca su cui è riportato il codice identificativo dei replicanti alla cecità del malvagio Neander Wallace (Jared Leto), è la vista l'organo che dà un senso a Blade Runner 2049. Anche attraverso i dialoghi. Basti pensare al personaggio di Gaff (interpretato ancora una volta da Edward James Olmos) che commenta così la fuga del Blade Runner Richard Deckart  (Harrison Ford):" Non era adatto a questo mondo. Aveva qualcosa negli occhi."

 

Ryan Gosling e Harrison Ford a confronto

Insomma pare di sentire le parole di Nabokov: "Ho capito che l’unica felicità a questo mondo sta nell’osservare, spiare, sorvegliare, esaminare se stessi e gli altri, nel non essere che un grande occhio fisso, un po’ vitreo, leggermente iniettato di sangue".
E non caso lo scrittore russo si palesa attraverso la copertina del poema "Fuoco Pallido" che risulta essere uno dei libri preferiti dall'agente K,il nuovo cacciatore di androidi ottimamente interpretato da Ryan Gosling. Ma le citazioni fioccano come la neve Blade Runner 2049, splendido esempio di kolossal d'autore. Tra un "Non avresti per caso un pezzo di formaggio? Ah, quante notti ho sognato del formaggio, soprattutto abbrustolito" alla suoneria con l'incipit di "Pierino il lupo" di Prokovief, il sequel di Blade Runner somiglia più al cinema di Tarkovskij che a quello di Ridley Scott. Un viaggio postmoderno  dilatato e dolente quanto il nostro incerto domani, con una delle più fascinose e pertubanti scene d'amore della storia del cinema contemporaneo: un ménage à troi che pare la trasposizione in immagini di Pensiero Stupendo di Patty Pravo.

Fantascienza adulta che scivola nel noir esistenziale, mentre  Elvis, Marilyn Monroe e Frank Sinatra si palesano come lo spettro di Banquo. Sensazioni paurosamente nitide, celle intrecciate nei cuori artificiali di umani più umani degli umani.  E’ meglio essere nato o creato?  Siamo frutto di un atto d’amore o di un’operazione matematica?  Il film si dipana sui dilemmi filosofici con la grazia di una étoile. Sicché incontro fra Ryan Gosling e Harrison Ford in un decadente albergo di Las Vegas risulta profondo e frugale al tempo stesso

Blade Runner 2049 e Denis Villeneuve

E in questo mondo plumbeo, desaturato e divorato da creatori di angeli che vorrebbero possedere le stelle,  si stagliano potenti figure femminili mai convenzionali interpretate da 3 attrici in stato di grazia: Anas De Armas, Sylvia Hoeks e Robin Wright. In fondo Blade Runner 2049 è un inno a Gea, a Gaia, alla Madre Terra. Forse, come ipotizza  Laforgue, sarà la donna a salvare il mondo, sia essa un simulacro o una femmina in carne e ossa. Eroine cristologiche si alternano a virago capaci di sterminare decine di uomini, mentre si sottopongono a un’accurata manicure, ma c’è spazio pure per amanti dolcissime e pronte a ogni sacrificio. Fra ciclopiche statue butirrose dagli eleganti stiletti a spillo, tutti cercano qualcosa di reale anche quelli che vengono chiamati sprezzantemente “lavori in pelle”. Ma cos’è la realtà? E’ davvero solamente tutto quello che puoi vedere e puoi sentire? 
Ha ragione il regista Denis Villeneuve quando afferma che il film è più un mix di Atari Movies che un prodotto Apple dei nostri giorni. Sicché anche il test  VOIGHT-KAMPFF finisce per trasfigurarsi in un palliativo. In un mondo molto più virtuale, ma anche molto più disperato di quello descritto nel film originale, Blade Runner 2049 è la cartina di tornasole di un futuro che potrebbe essere a breve il nostro presente. Conflitti, Catastrofi naturali, discriminazioni, muri da erigere, estranei da sopprimere, paure. Perché, come dice il villain non vedente del film “Prima ancora di sapere cosa siamo, già temiamo di perderlo.”

La Trama di Blade Runner 2049

Trent’anni dopo gli eventi del primo film, un nuovo blade runner, l’Agente K della Polizia di Los Angeles (Ryan Gosling) scopre un segreto sepolto da tempo che ha il potenziale di far precipitare nel caos quello che è rimasto della società. La scoperta di K lo spinge verso la ricerca di Rick Deckard (Harrison Ford), un ex-blade runner della polizia di Los Angeles sparito nel nulla da 30 anni.

 

 

Blade Runner 2049: il cast del film

Ryan Gosling: Agente K
Harrison Ford: Rick Deckard
Ana de Armas: Joi
Sylvia Hoeks: Luv
Jared Leto: Neander Wallace
Robin Wright: Tenente Joshi
Mackenzie Davis: Mariette
Carla Juri: Ana Stelline
Lennie James: Mister Cotton
Dave Bautista: Sapper Morton
Barkhad Abdi: Doc Badger
David Dastmalchian: Coco
Hiam Abbass: Freysa
Wood Harris: Nandez
Edward James Olmos: Gaff


Blade Runner 2049: regia e cast tecnico

 Blade Runner 2049 è stato prodotto dai nominati all’Oscar® Andrew A. Kosove e Broderick Johnson (The Blind Side), Bud Yorkin e Cynthia Sikes Yorkin. Il pluricandidato all’ Oscar® Ridley Scott (Sopravvissuto – The Martian, Il Gladiatore) che ha diretto il primo Blade Runner, torna in veste di produttore esecutivo insieme a Tim Gamble, Frank Giustra, Yale Badik, Val Hill e Bill Carraro.
Denis Villeneuve ha diretto il film da una sceneggiatura di Hampton Fancher e Michael Green, da una storia di Fancher, basata sui personaggi del romanzo Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep) di Philip K. Dick.
Blade Runner 2049 segna la terza collaborazione tra Villeneuve e il direttore della fotografia Roger Deakins, dopo Sicario e Prisoners, per cui Deakins ha ricevuto due delle sue 13 nomination all'Oscar®. Il team creativo che ha lavorato dietro le quinte include anche lo scenografo premio Oscar® Dennis Gassner (Bugsy, Specter, Into the Woods), il montatore candidato all’Oscar® Joe Walker (12 anni schiavo, Sicario) e la costumista Renée April (Sicario, Arrival). Le musiche sono opera del premio Oscar® Hans Zimmer (Dunkirk, Il Re Leone) e Benjamin Wallfisch (IT, Annabelle: Creation).
Alcon Media Group presenta, in collaborazione con Columbia Pictures, una produzione Ridley Scott / Alcon Entertainment / Bud Yorkin, in associazione con Torridon Films e 16:14 Entertainment, un film di Denis Villeneuve. Blade Runner 2049 uscirà in 2D e 3D distribuito nelle sale Italiane da Warner Bros. Entertainment Italia.