I 20 migliori film del 2013

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Una scena del film La grande bellezza

Da La grande bellezza a La vita di Adele passando per Dallas Buyers Club e Django Unchained, il 2013 è stato un anno davvero interessante in materia di grande schermo. Tra le tante pellicole da chapeau, ecco la lista dei venti capolavori da non perdere o da rivedere

di Camilla Sernagiotto

 

 

2013: un anno di grande cinema!

 

Un’annata davvero DOC di cinema da degustare è quella conservata nella cantina dei film del 2013.

Quella data è ricordata da tutti i cinefili come marchio di garanzia di qualità di prodotti genuini provenienti da cinematografia controllata.

Basti pensare a titoloni entrati dritti dritti nella storia del cinema con un tuffo carpiato come La grande bellezza del nostro acclamatissimo Paolo Sorrentino oppure il gioiellino francese che va sotto il nome di Adele (e sotto il titolo de La vita di Adele).

Un anno davvero ricco di balocchi filmici, una data da segnare a caratteri cubitali nella storia della settima arte.

Tra i tantissimi film degni di nota, ce ne sono alcuni degni addirittura di inchino, parola degli spettatori che sono rimasti letteralmente a bocca aperta non appena si sono srotolati di fronte al loro naso i titoli di testa. Per non parlare dell’apertura orale al momento dei titoli di coda, dopo aver visto pellicole come Dallas Buyers Club o Gravity!

Chi si fosse perso il meglio targato 2013 e volesse concedersi una full immersion per buongustai, ecco la lista dei venti migliori titoli usciti quell’anno, in rigoroso ordine alfabetico perché sarebbe difficilissimo stilare una classifica che renda onore alla qualità eccelsa di ciascuno dei seguenti gioielli cinematografici.

Buona visione, anche se stavolta non avrete nemmeno bisogno di questo augurio dato che la visione addirittura ottima è assicurata!

 

La lista delle migliori pellicole del 2013 (in ordine alfabetico)

 

Alabama Monroe - Una storia d'amore

Regia: Felix Van Groeningen

Elise e Didier sono rispettivamente una tatuatrice impulsiva e un suonatore di banjo sognatore. Si conoscono e tra i due scatta il colpo di fulmine; dopo pochi mesi nascerà una bambina che a pochi anni di vita si ammalerà gravemente, mettendo a dura prova il rapporto dei genitori e la vita stessa di entrambi.

Un film struggente, una pellicola che è riduttivo denominare “drammatica”. Il pianto è d’uopo con tanto di sonori singhiozzi ma la storia è raccontata così bene che vale la pena trascorrere una serata di tristezza che però vi regalerà una vita di riflessione.

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L'arte della felicità

Regia: Alessandro Rak

Un film italiano d’animazione (e già qui meriterebbe uno chapeau) che ha fatto alzare in piedi in segno di approvazione tantissime platee di spettatori.

Diretti da Alessandro Rak, al suo debutto in un lungometraggio, racconta di un tassista che si muove come un ragno tra le strade di una Napoli piovosa nella quale, oltre all’acqua scrosciante, straborda anche l’immondizia maleodorante.

Pluripremiato sia in patria sia all’estero, è un peccato mortale non guardarlo, soprattutto se si fa parte della suddetta patria.

 

Before Midnight

Regia: Richard Linklater

Sequel del film Before Sunset - Prima del tramonto del 2004, insieme al capostipite Prima dell'alba del 1995 segna la trilogia della storia d'amore tra Jesse e Celine.

E questo, forse, è il capitolo più entusiasmante.

I personaggi interpretati da Ethan Hawke e Julie Delpy tornano a raccontarci la loro relazione dall’alto dei loro quanrant’anni, con punte di delicatezza e romanticismo che manderebbero in sollucchero perfino Scrooge di A Christmas’ Carol.

 

Dallas Buyers Club

Regia: Jean-Marc Vallée

Nella Dallas degli anni Ottanta, l'elettricista Ron Woodroof è un cowboy texano a tutto tondo: omofobico, bevitore, drogato, dedito al sesso occasionale con spogliarelliste. Dopo un controllo del sangue gli viene diagnosticato l'AIDS e il medico gli dà trenta giorni di vita.

Perde tutto: il lavoro, gli amici, il rispetto degli altri e quello per sé stesso. Ma non si perderà d’animo e, scoperto un farmaco dagli effetti assai benefici per i sieropositivi, si batterà per farlo avere a tutti quelli che come lui sono stati contagiati.

Un capolavoro da brivido, una storia ispirata a fatti e personaggi realmente esistiti che insegna tanto sull’eroismo umano. E, last but not least, un Matthew McConaughey che è stato insignito per questo suo ruolo pazzesco di Oscar, Golden Globe e chi più ne ha più ne metta.

 

Django Unchained

Regia: Quentin Tarantino

Un western venato di blaxploitation, una commistione atipica di generi che rompe il tabù dei film da saloon, scardinando l'immagine idilliaca ed eroica dell'America pre-Guerra Civile: in questo film i protagonisti non sono i prodi cowboy bensì le ideologie razziste vigenti nei latifondi di allora. Dialoghi come sempre serratissimi, intelligentissimi, incalzantissimi… insomma, issimi!

 

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Father and Son

Regia: Hirokazu Koreeda

Dopo sei anni, l’ospedale in cui due donne hanno partorito avvisa le famiglie di entrambe che è stato commesso un madornale errore: uno scambio in culla tra i loro neonati. Dunque il figlio di ciascuna non è quello naturale. Con un coraggio estremo e una pazienza infinita, le famiglie si avvicineranno per conoscere meglio i rispettivi e propri figli.

Un gioiellino cinematografico che insegna che il sangue non è tutto e che l’idea di famiglia non è univoca.

 

 

Flight

Regia: Robert Zemeckis

Un film diretto e recitato in maniera ineccepibile, parola di Bob Zemeckis che non ha certo bisogno di presentazioni come del resto il suo mattatore, Denzel Washington qui nei panni di un pilota d’aereo che riesce a mettere in salvo il proprio equipaggio e i passeggeri a bordo ma deve affrontare un processo a causa della sua dipendenza da alcool e cocaina, di cui ha fatto uso anche durante il critico volo.

Un ruolo difficile per Washington, da sempre icona dell’eroe buono di stampo hollywoodiano e qui invece in veste molto controversa e proprio per questo assai interessante.

Da vedere per chi non ha in programma viaggi aerei nei prossimi mesi.

 

La grande bellezza

Regia: Paolo Sorrentino

Jep Gambardella compie sessantacinque anni e decide di festeggiarli con un party esclusivo su una terrazza che affaccia sul Colosseo. Come ospiti non mancano all’appello i componenti di quel circo umano dai tratti felliniani che è la Roma bene. Giornalista e scrittore che bazzica ceti sociali alti, créme de la créme e ambienti dove la mondanità fa da padrona di casa, la vacuità caratterizzata dalla mera estetica, da quella grande bellezza messa a titolo, fa da contraltare al divertimento che sfila sullo schermo per la durata di tutto il film.

Un capolavoro acclamato in patria e in tutto il mondo, un affresco cinematografico che si avvale di una regia degna del Tintoretto e di una vis attoriale che soltanto Tony Servillo può sciorinare su un set.

 

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Il grande e potente Oz

Regia: Sam Raimi

Oscar Diggs (interpretato da un eccezionale James Franco) è un illusionista che si ritrova per magia catapultato nel Regno di Oz. Inizialmente è entusiasta, pensando che quella terra sia per lui il paese dei balocchi capace di assicurargli fama e ricchezza, ma quando farà la conoscenza di tre streghe scettiche circa il suo talento magico, se la vedrà brutta.

Riuscirà diventare Il grande e potente Oz? Il titolo suggerisce che ce la farà ma… guardare per credere!

Una pellicola che possono gustare sia i grandi sia i piccini, un film che vanta un cast da standing ovation (oltre a Franco, troviamo Mila Kunis, Rachel Weisz e Michelle Williams nei panni delle streghe).

Il marchio di garanzia di qualità è l’inconfondibile e inimitabile Disney.

 

Gravity

Regia: Alfonso Cuarón

Film epocale che non si può assolutamente non vedere. Un road movie ambientato nello spazio che, grazie a un’incredibile tecnologia che si serve del 3D rendendo rale e palpabile ogni cosa, porta lo spettatore in orbita.

Una vera e propria opera d’arte visiva, un quadro in movimento che è fondamentale avere nella propria pinaco-cineteca mentale.

 

Lei

Regia: Spike Jonze

Theodore Twombly è reduce da un divorzio che gli ha fatto il cuore non a pezzi ma addirittura a coriandoli, distruggendogli il già fragile ego che gli si annidava in corpo. Timido e riservato com’è, cura poco i rapporti sociali, motivo per cui gli è difficile fare nuove conoscenze soprattutto di genere femminile. Lavora in un’agenzia per la quale si occupa di scrivere lunghe e sentite lettere a sconosciuti, fingendosi un altro. Un giorno installerà un sistema operativo sul suo computer e da allora la sua vita cambierà: il suo cuore incomincerà a pulsare per una donna virtuale, una sorta di Siri, con la quale intesserà un’assurda ma tenerissima relazione amorosa.

Perché guardarlo? Perché la storia è originale e delicatissima e il protagonista, interpretato da un eccezionale Joaquin Phoenix, farebbe innamorare di sé qualsiasi sistema operativo. Perfino il Tom Tom.

 

La mafia uccide solo d'estate

Regia: Pierfrancesco Diliberto

Il debutto alla regia di PIF rispecchia appieno la sua intelligenza, anche qui celata dietro alla facciata di ingenuità che per lui è una maschera, sì, ma da supereroe. Come in tanti altri casi, anche qui Pierfrancesco Diliberto, in veste di attore e regista, riesce a denudare scandali e assurdità della nostra società malata, mostrandocela in mutande attraverso la sua ironia tagliente. Uno sguardo e un’analisi della Sicilia attanagliata dal morbo-mafia che ha un taglio inedito, analizzata com’è dal punto di vista prettamente umano. Seguendo la sua biografia, Pierfrancesco Diliberto ci porta nel cuore della bestia che mai avremmo voluto conoscere. Ma lo fa in un modo così delicato e sensibile da accompagnarci per mano come un rassicurante Cicerone dei giorni nostri.

 

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The Master

Regia: Paul T. Anderson

Negli anni Quaranta un giovane sbandato di nome Freddie, reduce della seconda guerra mondiale, torna in America con il sistema nervoso a pezzi.

Inizia ad affogare i suoi problemi nell’alcool e un giorno, dopo una smodata bevuta, si ritrova su una nave senza accorgersi di esservi salito.

A bordo incontrerà Lancaster Dodd, un guru che ha fondato un movimento denominato "la Causa" i cui adepti sono raccolti tutti sulla sua nave.

Un capolavoro sotto tutti gli aspetti, registici, di sceneggiatura e soprattutto a livello attoriale: Joaquin Phoenix e il compianto Philip Seymour Hoffman sono davvero sublimi.

 

La migliore offerta

Regia: Giuseppe Tornatore

Virgil Oldman è un battitore d'aste grande esperto d’arte che viene ingaggiato da una misteriosa donna per stimare il contenuto di una vecchia villa.

Una pellicola interessante e coinvolgente che vanta un cast d’eccezione che vede nomi come Geoffrey Rush e Donald Sutherland calcare lo stesso set.

 

 

Still Life

Regia: Uberto Pasolini

John May è un funzionario comunale il cui lavoro consiste nel rintracciare i parenti delle persone morte in solitudine. Gli viene affidato il caso di un vecchio alcolizzato morto a pochi passi da casa sua e inizia così a raccogliere indizi sulla sua vita e a cercare le persone a cui era legato. Il lavoro è tutta la sua vita e quando gli verrà detto che è stato licenziato il suo intero mondo crollerà.

Un capolavoro poetico e struggente, un gioiellino la cui sensibilità e originalità sono rare da trovare assieme in un prodotto cinematografico dei giorni nostri.

L’attore Eddie Marsan, nei panni del protagonista, è davvero sublime.

 

 

Noi siamo infinito

Regia: Stephen Chbosky

Charlie è un ragazzo molto timido che il primo giorno di liceo non rivolge la parola a nessuno. Riuscirà a stringere un rapporto con una ragazza, Sam, e il suo fratellastro Patrick, con i quali va al ballo di fine anno e poi a casa di un amico dove mangia una torta che contiene, a sua insaputa, della cannabis. Gli effetti della droga lo rendono più esuberante e sciolto, facendolo diventare logorroico e simpatico con tutti. Succederà poi di tutto e di più.

Un film interessante, una commedia giovane e frizzante, una storia intrisa di musica (la trama procede a suon di Smiths e David Bowie). Da vedere per coloro che hanno lasciato il cuore nell’adolescenza.

 

Pacific Rim

Regia: Guillermo Del Toro

Legioni di mostruose creature chiamate Kaiju indicono una guerra che costerà milioni di vite e prosciugherà le risorse naturali del pianeta. Per contrastare i Kaiji, vengono costruiti robot speciali, i Jaegers, comandati mentalmente da due piloti attraverso delle reti neurali. Ma perfino i Jaegers soccombono dinnanzi al nemico mostruoso, così si passerà al piano B: affidarsi a un ex pilota scapestrato e una allieva inesperta alla quale affiancano un vecchio Jaeger.

Da non perdere se si amano scenari apocalittici e fantascientifici.

 

Short Term 12

Regia: Destin Cretton

La giovane Grace lavora in un centro per adolescenti problematici e inizia una relazione con il collega Mason. Un giorno arriva nella comunità una ragazza con seri problemi con la quale la protagonista svilupperà una profonda empatia, incontro che le sconvolgerà e cambierà la vita.

Un film delicato e intelligente, profondo e toccante che non lascerà nessuno indifferente.

 

La vita di Adele

Regia: Abdellatif Kechiche

Una storia d’amore delicatissima e vera, un rapporto profondo e genuino che nulla ha da invidiare a quelli eterosessuali accettati a pieno diritto dalla società: si tratta del legame intimo e viscerale che lega le giovani protagoniste di questa meravigliosa pellicola, interpretate da due eccezionali Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos.

Un gioiellino da vedere e rivedere per gustarsi una storia fuori dagli schemi classici che scardina il perbenismo bigotto ed esce dai soliti borghesi binari che ormai, diciamocelo, sono arrugginiti irrimediabilmente.

 

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Zero Dark Thirty

Regia: Kathrin Bigelow

Il film è basato sull'attività dei servizi segreti che ha portato a stanare e a eliminare Osama Bin Laden nel maggio 2011 ad Abbottabad, in Pakistan, da parte dei Navy SEALs del DEVGRU, unità antiterrorismo della Marina degli Stati Uniti. La trama si sviluppa in un arco di tempo che va dal 2001 al 2011 e narra le indagini e le ricerche che portano l'agente della CIA Maya Lambert a scovare il rifugio del leader di Al-Qaida.

Uno sguardo femminile su un mondo che solitamente fa emergere soltanto il testosterone a stelle e strisce. I punti di vista femminili, in primis della regista e in secondo luogo di Jessica Chastain che interpreta la Lambert, rendono questa pellicola non la solita prova di machismo americano fatta di spara-tutto e bombe a destra e a manca ma conferisce lo spessore necessario a rendere la vicenda molto toccante e avvincente.

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