I 20 migliori film documentario

Inserire immagine
amy - The Girl Behind the Name, il documentario su Amy Winehouse attualmente in onda sui canali Sky Cinema

Negli ultimi anni il genere documentario è diventato uno dei più gettonati e interessanti del panorama cinematografico internazionale. Da cult firmati da Micheal Moore come Bowling a Columbine e Fahrenheit 9/11 a storie da brivido raccontate in gioiellini del calibro di Searching for Sugar Man, Alla ricerca di Vivian Maier e The Wolfpack fino ad arrivare al nostrano Fuocoammare, il mondo documentaristico sta conquistando le platee di tutto il globo. Per i cultori di genere, ecco i migliori film documentario da non perdere assolutamente

di Camilla Sernagiotto

 

L’era del Documentario

 

Documentarsi è bene. Farlo con stile è meglio.

Per scegliere la seconda strada, basta affidarsi ai tanti, tantissimi cineasti che stanno declinando la macchina da presa al documentario, conferendo a questo genere un appeal al quale è ormai difficile sottrarsi.

Mentre un tempo la parola “documentario” era sinonimo di filmato noioso e collage di spezzoni di repertorio, oggi questo filone sta raccogliendo sempre più proseliti sia davanti sia dietro lo schermo.

In primis, a subire il fascino che tale tipo di pellicola esercita sono i registi, che si ritrovano a misurarsi con un’arte impegnata fatta di esperimenti spesso ben più appaganti della fiction.

In secondo luogo, ad accogliere con un caloroso entusiasmo questi film che narrano la realtà sono gli spettatori: la platea che un tempo evitava certi titoli, pensando di dover leggere sottotitoli di interviste in gaelico e combattere con il sonno inevitabile, oggi è più avvezza allo stile del film documentario, di cui ne apprezza la fattura, la veridicità ma, soprattutto, le interessantissime storie che si celano dietro quei titoli di testa e che soltanto con il prosieguo della visione si materializzeranno davanti agli occhi dello spettatore.

Perché dietro a ciascun documentario c’è una storia di vita vera che vale la pena raccontare, parola di chiunque sia rimasto incantato dalla visione di Searching for Sugar Man, la cui trama nemmeno Walt Disney in persona sarebbe riuscito a pensare.

Da Alla ricerca di Vivian Maier a The Wolfpack, sono innumerevoli i titoli documentaristici che oramai intrattengono più di quanto non faccia la fiction.

 

Perché spesso la realtà è più magica, intensa, devastante e coinvolgente della fantasia.

 

I migliori documentari

 

 

Fuocoammare (2016)

Attraverso gli occhi di Samuele, un ragazzino che vive a Lampedusa, viene raccontato il dramma attualissimo dei migranti che tentano una seconda vita attraversando il mare ma che spesso non solo non arrivano a quella tanto anelata seconda vita: addirittura perdono la prima e unica che gli rimane.

Uno struggente documentario diretto da Gianfranco Rosi e acclamato da critica e pubblico, già insignito dell'Orso d’oro per il miglior film al Festival di Berlino e selezionato come film rappresentante l'Italia per l'Oscar al miglior film straniero 2017.

Un capolavoro da non perdere per nessun motivo.

 

La marcia dei pinguini (2005)

Il documentario francese che ha commosso tutto il mondo parla della lotta per la sopravvivenza del pinguino imperatore. La caratteristica peculiare di questa specie è che la migrazione di cui si fa protagonista non dipende dal freddo o dal cibo, come spesso accade in natura, bensì dalla riproduzione e dall’accudimento dei figli.

Un documentario toccante che racconta come l’amore per i propri piccoli non sia un affare solo umano: guardando questo film capirete quanto umano sia il sentimento che i pinguini nutrono per la loro prole.

Tanti esseri umani farebbero bene a imparare da loro.

 

 

Inside Job (2010)

Un documentario sull’Islanda, Paese dei Balocchi fino a qualche tempo fa (quando l’isola era considerata uno Stato modello basato su una democrazia tra le più stabili). Ma la bolla speculativa dovuta alla privatizzazione delle banche (che con la bancarotta nel 2008 della Lehman Brothers e Aig ha gettato l'Islanda e il mondo intero nella crisi più nera) ha trasformato la culla dei geyser in un campo di battaglia nel quale sta vincendo su tutti i fronti la rovina: ambientale, sociale, economica e politica.

Un film documentario fatto a regola d’arte che spiega chiaramente come si sia arrivati a tutto questo.

 

Amy (2015)

Uno sguardo commuovente e privatissimo su quella vita sregolata finita nella tragedia che ha caratterizzato Amy Winehouse, la cantante morta di arresto cardiaco a 27 anni a causa dei continui eccessi di droga e alcool.

Il regista Asif Kapadia tappezza lo schermo con un collage delicato e tenero andando a recuperare filmini privati, video di repertorio e materiale familiare che ritrae una piccola Amy, ben lontana dal diventare la cantante con il panettone cotonato in testa.

Un lavoro davvero eccelso che conquisterà sia i fan della Winehouse sia chi non la conosce a fondo.

 

Fahrenheit 9/11 (2004)

Michael Moore è diventato negli ultimi anni un marchio di garanzia in materia di documentari. Tra i suoi titoli più acclamati c’è questo gioiellino che scardina le falsità e le bugie raccontate da George W. Bush e dalla sua Amministrazione.

Non si può dire di essere dei cultori del genere documentario senza aver prima visto questa pellicola.

 

Super Size Me (2004)

Morgan Spurlock punta il dito contro i fast food e l’obesità che da essi deriva, provando sulla sua pelle (e, soprattutto, sulla sua adipe) che l’alimentazione tipicamente americana fatta di hamburger, patatine fritte, alette di pollo e milk-shake provoca un deterioramento dello stato di salute davvero impressionante.

Questo documentario è interessantissimo perché si pone proprio come un vero esperimento, condotto in prima persona dal regista, che si fa cavia pur di avvalorare la sua tesi.

Nonostante gli italiani, con la scusa millenaria di questa benedetta dieta mediterranea, non si sentano più di tanto chiamati in causa, in realtà il problema del sovrappeso e dell’obesità sta diventando crescente nonché increscioso anche sulle nostre tavole, sempre più a stelle e strisce.

Da vedere per tornare a quei menù sani con i quali i nostri nonni ci hanno svezzato.

 

Bowling a Columbine (2002)

Con questo titolo Michael Moore si guadagnò la fama internazionale e gli onori di pubblico e critica.

Stavolta il dito di Moore punta dritto dritto su un grilletto caldo dell’America, così caldo da esplodere con la facilità di un gavettone ad agosto a ogni scoppio di strage nelle scuole statunitensi.

Si tratta infatti di un’Inquisizione contro la Strega numero uno degli States: la detenzione di armi nel Paese.

Partendo dalla tragedia avvenuta presso la Columbine High School dove, nell'aprile 1999, due studenti hanno massacrato a colpi di fucile e pistole i compagni, Moore tenta di scuotere le coscienze dei suoi concittadini cercando di convincerli a optare per un maggior controllo nella detenzione delle armi.

Tuttavia sappiamo bene come questa battaglia sia difficilissima da vincere in un Paese in cui il diritto a difendersi è più importante del diritto a vivere.

 

Searching for Sugar Man (2012)

Ci sono storie che nemmeno il più grande bestsellerista del mondo potrebbe scrivere.

Questa è una di quelle e racconta l’incredibile vita del cantautore statunitense Sixto Rodriguez, meteora della musica americana, dimenticato da tutti i compatrioti e vissuto in tuta blu da meccanico a lavorare in fabbrica senza sapere che in Sud Africa il suo nome è ancora considerato uno dei più grandi del panorama musicale. Lo scoprirà proprio grazie a chi ha girato questo documentario da pelle d’oca.

Se amate le storie con l’happy-ending ma credete che esistano soltanto nelle favole, preparate a ricredervi guardando questo capolavoro.

 

Pina (2011)

La storia della grandissima coreografa Pina Bausch viene raccontata da Wim Wenders in maniera eccezionale.

Questo documentario affascinerà sia i patiti del balletto sia i profani delle scarpette da danza: qualsiasi tipo di spettatore rimarrà folgorato dalla visione di questo film che narra l’incredibile vita intrecciata all’ancor più incredibile carriera di una donna che ha scritto con piedi, mani, braccia e gambe la storia della danza.

 

The Wolfpack (2015)

Un’altra storia che nemmeno a scriverla a tavolino, coinvolgendo i migliori sceneggiatori viventi, si riuscirebbe a ottenere. E, in questo caso, nemmeno coinvolgendo Tarantino, che con questo documentario c’entra eccome.

Protagonisti o, meglio, soggetti di questo documentario sono i fratelli Angulo, sette ragazzi che hanno vissuto l’intera vita in un appartamento del Lower East Side di Manhattan, segragati in casa dal padre Inca peruviano e dalla madre statunitense per paura che venissero contaminati dall’esterno.

L’unica finestra sul mondo che questi ragazzi hanno avuto in tutti questi anni è stato lo schermo televisivo sul quale hanno proiettato centinaia di film, imparati a memoria in ogni singola battuta e rigirati da loro stessi con costumi e oggetti di scena home-made. Primo tra tutti, Le Iene.

Un film che nemmeno le menti contorte di Michel Gondry e Charlie Kaufman avrebbero potuto partorire. Una storia che vi farà rabbrividire ma che al contempo vi commuoverà più di un film drammatico girato da Clint Eastwood.

La chicca di questo documentario è che ciascuno dei fratelli Angulo non ha nulla da invidiare a un Matt Damon, a un Kevin Spacey o a un Benicio Del Toro e lo dimostra mentre parla in macchina durante le interviste della regista: abituati come sono ad ascoltare le parole degli attori, questi ragazzi si atteggiano esattamente come loro.

 

Exit Through the Gift Shop (2010)

Un documentario attribuito a Banksy, il celebre artista anonimo, e basato in parte sulla sua vita e le sue opere. Nel film, diretto dallo street artist con l'aiuto di Shepard Fairey, si susseguono svariate interviste ad artisti urbani di primo piano, come Invader e lo stesso Bansky, e si racconta la vita di Thierry Guetta alias Mr. Brainwash, un artista francese le cui opere sono fortemente influenzate dai suddetti writer.

Un film perfetto per chi ama la cultura pop in ogni sua accezione, in particolare quella che nasce spontaneamente nelle strade. Il sottobosco urbano più cool in materia di street art è qui rigogliosissimo, quindi non rimarrete certo delusi.

 

Grizzly Man (2005)

Un docu-dramma che ripercorre le tredici estati (dal 1990 al 2003) che Timothy Treadwell trascorse in Alaska assieme ai suoi amatissimi orsi grizzly.

Attivista ed ecologista la cui missione diventò quella di salvare una comunità di orsi dai bracconieri, Treadwell divenne preda dei suoi amati beniamini, finendo tragicamente tra le loro terribili fauci.

Un documentario che ha riscosso un successo planetario. E non solo attirando i maniaci con il pallino degli snuff movie: qualsiasi amante del genere docu non può che applaudire sonoramente questo capolavoro.

 

Man on Wire - Un uomo tra le Torri (2008)

Diretto da James Marsh, il film racconta step by step (è proprio il caso di dirlo) l'impresa del funambolo Philippe Petit, che nel 1974 camminò su un cavo metallico teso tra le Torri Gemelle del World Trade Center.

Un documentario da brividi, nel vero senso del termine, di certo non adatto a chi soffre di vertigini…

 

Food, Inc. (2008)

Uno sguardo impietoso e poco lusinghiero sul mercato alimentare a stelle e strisce.

La prima parte del film è solo per stomaci forti e non solo perché tratta delle condizioni in cui vengono imbandite le tavole degli americani ma perché si sofferma sulla produzione industriale di carne, definita disumana, crudele con gli animali, insostenibile sia a livello economico sia a livello ambientale.

Un bellissimo documentario che vi darà il voltastomaco, riuscendo perfettamente nella sua mission.

 

Pasolini prossimo nostro (2006)

Giuseppe Bertolucci ci regala questo documentario di sessanta minuti dedicato a uno dei film più controversi della nostra storia cinematografica: contestato, amato e più discusso di quanto sia stato effettivamente guardato, si tratta dello scandaloso Salò o le 120 giornate di Sodoma.

Filmati d'archivio, foto di scena e un'inedita intervista fanno di questo documentario un gioiellino prezioso in cui capire un po’ di quegli anni Settanta in cui Pasolini venne assassinato all’Idroscalo, quando il suo film era ancora in fase di montaggio.

Se amate Pasolini, non potete esimervi dal vedere questo capolavoro.

 

Il paese del silenzio e dell’oscurità (1971)

Fini, una donna sorda e cieca, accompagna il regista in giro per Monaco alla scoperta del paese del silenzio e dell'oscurità messo a titolo, ossia l’insieme di istituti e istituzioni che ospitano persone nella sua stessa debilitante condizione.

Un documentario toccante che accompagna per mano lo spettatore in un mondo a lui sconosciuto.

Delicatissimo e commovente, questo film vi farà piangere e riflettere.

 

Biùtiful cauntri (2007)

Un documentario girato a sei mani da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero che affronta l’annoso tema della crisi dei rifiuti in Campania e dell'inquinamento nella cosiddetta Terra dei Fuochi.

Con focus sulle discariche abusive, sulla potentissima ecomafia e sulle devastanti conseguenze dell'inquinamento sull'allevamento, questo film, come il titolo ci suggerisce, ribalta il concetto di Belpaese.

Da vedere, soprattutto se si è italiani.

 

Alla ricerca di Vivian Maier (2013)

Un’altra storia che avrebbe fatto gola a Walt Disney buon’anima è quella di Vivian Maier, la bambinaia che in gran segreto scattava fotografie da chapeau e che ha stipato in scatoloni centinaia e centinaia di rullini mai sviluppati. Un’opera omnia mai emersa dal buio di quelle scatole fino a quando John Maloof (regista del documentario assieme a Charlie Siskel) non ne è venuto in possesso, facendo conoscere al mondo l’incredibile arte di quella Mary Poppins ormai scomparsa ma ancora viva e vegeta negli innumerevoli autoritratti che si è scattata nell’arco di una vita.

Questa vicenda vi lascerà a bocca aperta e per qualche minuto stenterete a credere che si tratti di una storia vera.

 

Taxi to the Dark Side (2007)

Il documentario racconta la storia di un tassista afghano, catturato dagli americani, torturato durante l'interrogatorio e morto dopo pochi giorni di prigionia

Partendo da questo tragico episodio preso a esempio, il film parla della politica adottata dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 dal governo americano per quanto concerne il trattamento dei prigionieri durante gli interrogatori in Iraq, Afghanistan e nel campo di prigionia di Guantánamo.

Una pellicola forte, ovviamente non adatta a tutti i tipi di pubblico data la materia ivi trattata.

Se però siete pronti a digerire ciò di cui Taxi to the Dark Side vi vuole parlare, questo titolo è assolutamente da non perdere.

 

Valzer con Bashir (2008)

La caratteristica peculiare di questo documentario è che si tratta di un film di animazione, cosa assai rara nel genere di cui stiamo trattando.

Il titolo del film si riferisce alla "danza" di un soldato che spara all'impazzata con il suo mitra sotto un poster di Bashir Gemayel, politico libanese assassinato nel 1982.

Il film ripercorre infatti i conflitti che coinvolsero il Libano nei primi anni ottanta, culminando con crudezza e assoluta drammaticità nella rappresentazione del massacro di Sabra e Shatila del 1982.