I migliori film del 2011

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The Tree of Life di Terrence Malick

Un’annata davvero notevole che ha prodotto tantissimi titoli entrati a pieno diritto (e a pieno titolo!) nella storia del cinema. Dal film premio Oscar The Artist al capolavoro di Terrence Malick The Tree of Life, dalla pellicola nostrana altamente profetica Habemus Papam al gioiellino firmato Woody Allen Midnight in Paris, ecco i film più belli e indimenticabili del 2011

di Camilla Sernagiotto

 

2011: Odissea nello schermo

 

Non ci vuole un esperto in Cabala per capire che il numero 2011 è davvero fortunato.

Queste quattro cifre magiche non assicureranno a chi le gioca lauti bottini né vincite milionarie eppure garantiranno a chi le sceglie un tesoro ben più prezioso: divertimento, pura estasi, intelligente riflessione e profondità di sentimento e ragionamento, regali che nemmeno l’oro, la mirra e l’incenso dei Re Magi potrebbero eguagliare.

Stiamo parlando di una delle annate più notevoli del Nuovo Millennio a livello cinematografico, quella del 2011 appunto, data in cui sono apparsi sullo schermo capolavori di ogni genere.

Dal thriller alla commedia, dall’action movie al drammatico, non c’è filone che non abbia raccolto succulenti frutti della settima arte.

Per chi si fosse perso il meglio del meglio targato 2011, ecco la lista dei migliori film di quell’anno, da godersi e rigodersi ad libitum per assaporare… pura libidine!

 

La lista dei migliori film del 2011

 

The Tree of Life

Brad Pitt, Sean Penn e Jessica Chastain sono i tre attoroni che calcano il set del quinto capolavoro firmato Terrence Malick.

Il film segue l’evoluzione di Jack O'Brien e della sua famiglia nata e cresciuta nel cuore del Texas negli anni Cinquanta e dedita alla preghiera. Si tratta infatti di cristiani praticanti e osservanti educati con estrema severità da un padre-padrone. Non mancano punizioni fisiche e restrizioni di ogni tipo, il tutto finalizzato a dar loro un’educazione che gli assicuri l’anelato successo nella vita.

Abbondano anche le punte di onirismo tipiche del regista statunitense più visionario che ci sia, capace d’incantare il pubblico come se al posto della macchina da presa brandisse una bacchetta magica.

Una pellicola da vedere anche soltanto per godersi appieno la bellezza pura e sempice di ciascuno dei frame che, inanellati, compongono il film.

 

The Artist

Il celeberrimo film francese di Michel Hazanavicius interpretato da Jean Dujardin e Bérénice Bejo è tale grazie agli innumerevoli riconoscimenti di cui ha fatto incetta: premio per la miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes, cinque statuette ai Premi Oscar 2012 (tra cui miglior film straniero), tre Golden Globe, sette BAFTA e sei César.

Dare i numeri è facile per chi siede di fronte allo schermo su cui viene proiettata questa fortunata pellicola che, in verità, di fortunato non ha nulla perché ogni premio è stato meritatissimo, altro che fortuna!

La pellicola, in un nostalgicissimo bianco e nero non solo prettamente stilistico ma anche diegetico, è ambientata nella Hollywood del 1927 e ha come protagonista George Valentin, vero e proprio divo del cinema muto che intreccerà alla rosea carriera una liaison con la ballerina Peppy Miller. Ma l’avvento del sonoro cambierà il destino dell’attore…

Un film da gustare con tutti i sensi, vista in primis ma anche udito benché faccia parte di quell’ormai dimenticato cinema muto che si credeva morto e sepolto. Eppure quel gran genio di Hazanavicius è riuscito a resuscitarlo eccome, facendogli strappare alcune delle più ambite statuette della storia della settima arte.

Un film per nostalgici, per amanti del Cinema con la C maiuscola e per chi non ha mai attaccato al chiodo la passione per il black & white.

 

Drive

Un pilota d’auto lavora come meccanico e stuntman cinematografico a Hollywood ma per arrotondare lo stipendio aiuta dei rapinatori di banche facendo loro da autista.

Finisce in un brutto giro con mafiosi e boss poco raccomandabili, nel frattempo conoscerà Irene, una ragazza madre (il marito è in carcere) che vive nel suo palazzo assieme al figlioletto Benicio. Se ne innamorerà perdutamente ma, si sa: donne e motori, gioie e dolori…

Per chi ama Ryan Gosling, per coloro che vanno pazzi per Carey Mulligan e per gli intenditori della buona regia (il film ha vinto il Premio alla migliore regia al Festival di Cannes), Drive è il titolo giusto per innamorarsi di un gioiellino fatto ad arte!

 

Una separazione

Nader e sua moglie Simin stanno per divorziare ed espatriare dall’Iran assieme alla loro figlia di undici anni ma il marito decide all’improvviso di non partire perché scopre che suo padre è affetto dal morbo di Alzheimer.

Un dramma familiare che narra con incantevole semplicità di una famiglia che si sta disgregando in un paese difficile, un film notevole anche solo in quanto prima pellicola iraniana a vincere l'Orso d'oro. Ha vinto inoltre il Golden Globe come Miglior film straniero 2012 e la statuetta come miglior film straniero ai Premi Oscar 2012: insomma, ha tutte le carte in regola per essere una visione d’eccellenza.

Adatto a tutti quelli che amano il cinema d’essai e le storie toccanti, intense e vere.

 

Melancholia

Gli appassionati di Lars von Trier non sono rimasti a bocca asciutta nel 2011: questa sua pellicola appaga le loro papille gustative come nessun’altra.

Oltre alle papille, anche la pupilla vuole la sua parte e in questo caso la ottiene eccome: a partire dalle due protagoniste, le meravigliose Kirsten Dunst alias Justine e Charlotte Gainsbourg aka Claire, tutti gli ingredienti di Melancholia concorrono a trasformare il film in pura meraviglia.

La pellicola è divisa in due parti e ruota attorno al rapporto conflittuale tra le due sorelle protagoniste, le sopracitate Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg. Sullo sfondo (ma egualmente protagonista) vi è la minaccia di una catastrofe per l’imminenete e inevitabile collisione tra la Terra e il pianeta messo a titolo.

Melancholia è la visione consigliatissima per i palati avvezzi alla fantascienza sui generis.

 

Habemus Papam

Il film più profetico della storia del cinema nostrano è senz’altro quello che vaticinò una crisi spirituale del Pontefice, quello che Nanni Moretti diresse nel 2011 portando sullo schermo un eccezionale Michel Piccoli nei panni bianchi del Papa in odore di dimissioni.

Dopo poco la profezia di Moretti si avverò, lasciando gli spettatori di questa pellicola di stucco.

Un film da vedere sia se si è cattolici nell’anima sia se si è agnostici nel midollo: questa parabola non racconta infatti una storia di religione bensì una storia di umanità.

Profondo e divertente, intelligente e mai blasfemo, Habemus Papam è adatto a tutti.

 

Midnight in Paris

Un gioiellino firmato Woody Allen e ambientato nella magica Parigi vi farà vivere una favola a occhi aperti.

Sballottolando i protagonisti indietro nel tempo grazie a una DeLorean sui generis (una vettura d’epoca che porterà Owen Wilson indietro di novant'anni), il film catapulta spettatore e attori nella mitica Parigi degli anni Venti tanto cari al Gil protagonista.

Sceneggiatore e scrittore che ha perduto la Musa, trarrà ispirazione per il suo romanzo in fieri proprio dagli incontri con i vari Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, Salvador Dalí, Luis Buñuel, Pablo Picasso e Man Ray.

Una pellicola perfetta per i nostalgici del vintage artistico, un manicaretto filmico che appagherà i gusti dei bohemien della prima e dell’ultima ora. Nonché quelli della mezanotte, ovviamente.

 

This Must Be The Place

Il film di Paolo Sorrentino interpretato da un fenomenale Sean Penn rimane in testa come le prime note della celebre canzone messa a titolo, quella dei Talking Heads che anche i paracarri conoscono. E proprio come il pezzo pop per eccellenza va gustato tutto d’un sorso, anche la pellicola che narra la storia della rockstar Cheyenne è da ingollare senza remore.

Celebre negli anni Ottanta come leader del gruppo musicale Cheyenne & The Fellows, il cantante diventato mito e icona di una generazione si è ritirato volontariamente in una sorta di autoesilio in una villa a Dublino.

Le sue giornate trascorrono in compagnia dell’amica Mary e della moglie Jane che tenteranno di riportarlo sul palco per accontentare i numerosi fan che da anni lo invocano a gran voce.

This Must Be The Place è un vero must non solo del 2011 ma del cinema del Nuovo Millennio in generale. Visione consigliatissima agli amanti della musica e dei personaggi strambi e depressi come Cheyenne.

 

Le idi di Marzo

Stephen Meyers è il giovane guru della comunicazione nella campagna per le primarie presidenziali del Partito Democratico negli Stati Uniti e sostiene come candidato il governatore Mike Morris.

Un film diretto e interpretato da un ineccepibile George Clooney che vi terrà incollati allo schermo grazie alla sua maestria sia dietro sia davanti la macchina da presa.

Il titolo perfetto per chi ama gli intrighi politici e per chi si inebria respirando l’atmosfera frizzante delle elezioni a stelle e strisce.

 

Carnage

Un undicenne colpisce con un bastone un coetaneo durante un litigio al parco e lo ferisce lievemente. I genitori dei due litiganti decidono di incontrarsi per risolvere civilmente la situazione tra loro, così si danno appuntamento a casa di uno dei due ragazzini.

Proprio lì, in quell’appartamento, si svolgerà tutto il film, prendendo pieghe inaspettate.

Basato sull'opera teatrale Il dio del massacro della drammaturga francese Yasmina Reza, questa trasposizione cinematografica diretta da Roman Polański non tradisce lo spirito originale dell’opera ma anzi ne potenzia l’espressività, esasperando la situazione in un crescendo che travolgerà protagonisti da un lato e spettatori dall’altro.

 

Super 8

Un gruppo di ragazzini dell’Ohio trascorre la torrida estate del 1979 cercando di girare una scena d’effetto per un film in super 8 da iscrivere a un concorso cinematografico. Durante le riprese, saranno testimoni di un disastro ferroviario che attirerà nella cittadina parecchi militari a indagare sulle circostanze misteriose e aliene che hanno portato al terribile incidente.

Se siete appassionati di J.J. Abrams, nostalgici dei teen movie à la Goonies e gli extraterrestri sono pane per i vostri denti, questo titolo è davvero da non perdere.

 

Miracolo a Le Havre

Uno scrittore diventato lustrascarpe per esigenze economiche tenta di salvare un ragazzino africano immigrato illegalmente nel porto francese di Le Havre. In un crescendo di sentimenti variegati, il rapporto tra i due diventerà profondo e indelebile.

Diretto da Aki Kaurismäki, il film non scade mai nel mero patetismo né nel sentimentalismo spicciolo ma indaga semmai i risvolti meno scontati di un legame umano che farà riflettere non poco lo spettatore in un periodo storico così segnato dall’emergenza immigrazione.

 

Tomboy

Una bambina di dieci anni di nome Laure trasloca assieme alla famiglia in un nuovo quartiere in cui nessuno la conosce. Inizialmente soffre per il cambiamento e vive in solitudine non riuscendo a integrarsi con i nuovi vicini, ma un giorno incontra dei coetanei con i quali si spaccerà per un maschietto (complici il taglio di capelli a spazzola, l’abbigliamento non certo femminile e i proverbiali modi da maschiaccio). In questi nuovi panni si sentirà finalmente a suo agio, scoprendo così la sua vera essenza.

Delicato e toccante, questo film ruota attorno ai temi attualissimi della sessualità e della genderizzazione analizzandoli con occhio non clinico ma semmai sociale.

Una pellicola intelligente che ogni genitore o aspirante tale dovrebbe guardare in vista dell’educazione e del rapporto da vivere con i figli.

 

Quasi amici

Campione d’incassi in patria, il film francese più visto e amato degli ultimi anni narra la storia di un’amicizia sui generis per via dei ceti sociali così distanti che si ritroverà improvvisamente a unire.

A comunicare, infatti, sono il ceto basso simboleggiato dall’ex carcerato afroamericano Driss e l’alta borghesia capeggiata dal miliardario paraplegico Philippe.

Contro ogni pronostico, Philippe sceglierà come assistente personale e badante proprio lo scapestrato Driss con il quale, dopo un’iniziale difficile convivenza, vivrà un rapporto d’amicizia assai profondo.

Da vero gioiellino che ha incantato migliaia di francesi e non solo, Quasi amici riesce a coniugare la risata sonora e la lacrima sentimentale in maniera armoniosa e mai patetica.

Consigliatissimo per chi ama le commedie originali, intelligenti e ben scritte, quelle che oltre a muovere le emozioni movimentano anche le idee e i ragionamenti.

 

 

A Dangerous Method

Nella Zurigo d’inizio Novecento vive il giovane Carl Gustav Jung che lavora come psichiatra nell'ospedale Burgholzli. Qui verrà portata una giovane paziente di nome Sabina Spielrein su cui Jung decide di applicare le teorie elaborate da Sigmund Freud dalle quali il dottore è sempre stato affascinato. Il metodo freudiano porterà alla luce la difficile infanzia della ragazza, costellata da violenze subite dal padre che hanno condizionato la visione della sessualità.

Un film forte e non per tutti, una pellicola che non smentisce il linguaggio e lo stile ai quali David Cronenberg ci ha abituati. Ma a cui difficilmente lo stomaco si abitua davvero, altrimenti se così fosse Cronenberg attaccherebbe la cinepresa al chiodo.

 

 

Boris - Il film

Il film tratto dalla serie più esilarante del panorama televisivo italiano non tradisce lo spirito nato sul piccolo schermo. Per chi ha amato le avventure tv di René Ferretti e della sua troupe sgangherata, Boris - Il film è un appuntamento imperdibile.

Dopo tanta brutta televisione, René Ferretti può finalmente abbracciare l'anelata settima arte grazie all’allettante proposta di girare un film in pellicola, serio e di denuncia.

Ma il povero vecchio Ferretti si ritroverà a dover fare fronte agli stessi problemi e meccanismi vigenti in televisione, scoprendo a proprie spese che gli sprechi, gli scandali e i privilegi della classe politica italiana che vuole denunciare con il suo film sono esattamente quelli che caratterizzano anche il mondo del cinema.

Boris - Il film è la visione perfetta sia per gli addetti ai lavori (chi bazzica in tv o nel Getsemani-jet set cinematografico nostrano rivedrà nel film molti dei siparietti quotidiani appartenenti a questi due mondi) sia per tutti gli spettatori amanti della risata intelligente provocata dalla raffica di battute non solo facete ma altamente sagaci.

 

 

The Help

Nel cuore del profondo Mississippi di inizio anni Sessanta, Skeeter è una neolaureata che incomincia a lavorare per il giornale locale rispondendo alla posta delle casalinghe. Deciderà di dare però un taglio inedito alla sua rubrica epistolare, offrendosi come megafono per quelle voci fino ad allora afone quali erano le tante domestiche di colore bistrattate in un clima di pesante razzismo.

Un film da non perdere per riflettere sul fatto che gli anni Sessanta erano dietro l’angolo eppure succedevano cose del genere. Imparare dagli errori del passato aiuta a non ricaderci.

Perché se già con il razzismo errare era DISumano, perseverare è molto più che diabolico.

 

Terraferma

In un'isola che ricorda Lampedusa, Filippo vive con la madre e il nonno pescatore.

Durante una battuta di pesca, Filippo salverà dall'annegamento una donna incinta e il suo bambino. Ma non li salverà soltanto dal mare: anche dalla legge e dalla burocrazia, decidendo di prendersene cura senza denunciarne lo sbarco.

Un film attuale e toccante che tutti quanti dovrebbero vedere per immedesimarsi nell’emergenza immigrazione che non solo tocca le nostre coste ma che dovrebbe toccare i nostri cuori sempre.

 

Shame

La storia di una dipendenza che raramente viene raccontata: non quella da droga, non quella da alcol e nemmeno da gioco d’azzardo bensì l’erotomania.

Brandon ha un serio problema di dipendenza dal sesso che gli impedisce di condurre una vita normale e di legarsi sentimentalmente. In una spirale di varie dipendenze correlate all’sessuomania, si ritroverà in un baratro di disperazione dal quale è difficile ma non impossibile uscire.

Diretto da Steve McQueen e interpretato da Michael Fassbender e Carey Mulligan, Shame è una pellicola che fa riflettere e tratta un tema poco noto, soprattutto in Italia.

 

Hugo Cabret

Hugo Cabret è un bambino che vive da solo, nascosto nella stazione parigina di Montparnasse. Rimasto orfano, si occupa di aggiustare gli orologi della stazione e ha in serbo un desiderio: aggiustare l'uomo meccanico che custodisce gelosamente nel suo nascondiglio e che gli ricorda suo padre. Per portare avanti il suo progetto, ruba gli attrezzi al giocattolaio che lavora in un chiosco in stazione, uomo burbero e solo che lo coglierà in flagrante e gli ruberà il taccuino del padre in cui vi sono i disegni dell’automa.

Hugo Cabret farà di tutto per riavere quel prezioso quaderno, facendo vivere agli spettatori di ogni età un’avventura magica.

Adatto a tutta la famiglia, questo film incanterà grandi e piccini con i toni delicati di una favola a lieto fine.