I migliori film con Keanu Reeves

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Keanu Reeves in una scena del cult movie Point Break - Punto di rottura

Da Point Break - Punto di rottura fino ad arrivare all’epopea di Matrix che l’ha reso una vera e propria Rockstar della fantascienza, la filmografia dell’attore più conturbante del grande schermo è costellata di titoli da chapeau. Ecco la lista dei migliori film di Keanu Reeves, da non perdere per chi ama il buon cinema spruzzato di adrenalina e anche di tanto sexy romanticismo

di Camilla Sernagiotto

 

Chi avrebbe mai detto che un attore con un nome bizzarro come Keanu sarebbe entrato nell’Olimpo di Hollywood?

E senza nemmeno dover chiedere permesso.

 

Stiamo parlando di Keanu Reeves, un nome diventato sinonimo di garanzia di certo buon cinema.

Reuccio del genere thriller, prezzemolino in capolavori che imbevono la cellulosa di adrenalina ma anche volto perfetto di pellicole intrise di romanticismo sexy, Keanu sposa i gusti di tanti palati sopraffini.

Per gli intenditori che amano le scorpacciate di action movie girati da registi stellati e con contorno di cast stellari, ecco una lista da non perdere che unisce le più emozionanti pellicole con protagonista Keanu Reeves.

 

I migliori film con Keanu Reeves

 

I ragazzi del fiume (1987)

Uno dei primi ruoli di Keanu Reeves è stato quello di Matt, uno dei ragazzi protagonisti di questa pellicola thriller diretta da Tim Hunter.

Un gruppo di ragazzi del liceo fa un’agghiacciante scoperta: tra di loro si nasconde un assassino. Infatti Samson confessa di avere ucciso la sua fidanzata, vantandosene con gli amici. Ogni membro del gruppo avrà una differente reazione e gli amici si divideranno tra chi vuole coprire Samson tenendo il segreto e chi invece è determinato ad andare a denunciarlo alla polizia.

Il film fu insignito l’anno dopo l’uscita di due Independent Spirit Awards, rispettivamente per il miglior film e la migliore sceneggiatura.

Qui Keanu Reeves dimostra fin da subito le sue spiccate doti attoriali, nonostante l’età acerba e la conseguente poca esperienza. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, questa pellicola è senz’altro il mattino con il proverbiale oro in bocca della carriera di Reeves.

 

Le relazioni pericolose (1988)

Si tratta del film diretto da Stephen Frears e tratto dal romanzo omonimo di Choderlos de Laclos e dal conseguente adattamento teatrale.

La pellicola, ambientata nella Francia del XVIII secolo, ha come protagonista Valmont, un aristocratico con il pallino delle donne.

Vero e proprio Don Giovanni, troverà pane per i suoi denti nella Marchesa de Merteuil, una ricca vedova anch’ella avvezza a collezionare amanti e a renderli letteralmente pazzi di lei.

Valmont e la Marchesa si prenderanno gioco di due giovani innocenti, Cécile e Danceny, quest’ultimo interpretato da Reeves.

Il suo personaggio ne Le relazioni pericolose è molto interessante e complesso: dietro la linearità della sua innocenza si cela un carattere caleidoscopico e profondo, tutto merito dell’attore che già allora, alle sue prime esperienze sul set, dimostrava di avere un enorme talento.

La pellicola di Frears fu insignita di ben tre Oscar, rispettivamente alla migliore sceneggiatura non originale, alla migliore scenografia e ai costumi.

 

Point Break - Punto di rottura (1991)

Anche solo a pronunciarne il titolo vengono i brividi: questo cult del cinema adrenalinico ha segnato generazioni di aspiranti surfisti che, guardando le prodezze dei ragazzi protagonisti (sempre sulla cresta dell’onda), si sono fatti affascinare dall’acqua e dal pericolo.

Sull’onda della mania della tavola, Kathryn Bigelow ha diretto un’accoppiata davvero eccezionale composta dal compianto Patrick Swayze e proprio da lui, il nostro Keanu.

Qui l’attore veste i panni di Johnny Utah, un agente della polizia che si infiltra sotto copertura all’interno di un gruppo di surfisti al fine di smascherarli. Si pensa infatti che si tratti di una temibile banda di rapinatori di banche che indossano maschere di gomma raffiguranti politici e mettono a ferro e fuoco i caveau delle città di tutto lo stato.

Johnny non riuscirà a non subire il fascino dello stile di vita di questo gruppo affiatato di surfisti, in primis del loro leader indiscusso interpretato da un incredibile Patrick Swayze.

Qui Reeves si cala in un personaggio interessantissimo e convincente dal punto di vista umano: non un carattere a tutto tondo (che solo nella finzione avrebbe modo di esistere) ma un essere scisso tra il bene e il male, tra il senso di giustizia e l’adrenalina del proibito.

Un film da vedere e rivedere, anche solo per provare a stare in bilico non solo sulle onde ma anche sulla coscienza claudicante.

 

Belli e dannati (1991)

Pronunciare i nomi di Gus Van Sant, River Phoenix e Keanu Reeves nella stessa frase provoca un certo brivido, soprattutto per coloro che hanno adorato il cult movie per eccellenza di cui il primo è il regista e gli altri due i protagonisti.

Una struggente storia d’amicizia e d’amore è la vera protagonista di questa pellicola: Mike Waters (interpretato da River Phoenix) è un tossicodipendente che vaga alla ricerca della madre che lo abbandonò da bambino. Durante una di queste sue disperate peregrinazioni s’imbatterà in Scott Favor, un figlio di papà caduto nella trappola della droga di cui Mike s’innamorerà. Dopo essere stati amanti, tuttavia, Scott s’invaghirà di una ragazza, abbandonando così Mike a se stesso.

Un film imperdibile che mostra un Keanu Reeves bello e dannato, anche qui scisso tra un’educazione perbenista e una vita dissoluta ed esageratamente degradata.

 

Dracula di Bram Stoker (1992)

Benché le pellicole dirette da Francis Ford Coppola non abbiano certo bisogno di presentazioni, questo capolavoro merita comunque qualche riga, in particolar modo il personaggio qui interpretato da Reeves.

Si tratta di Jonathan Harker, un avvocato inglese che alla fine dell’Ottocento viene incaricato di acquistare diverse case sparse per Londra per conto di uno strambo e inquietante riccone, ossia il conte Dracula.

Costui scoprirà che la fidanzata dell’avvocato, Mina Murray, è la reincarnazione della sua sposa Elisabeta, suicidatasi quando le arrivò la falsa notizia della morte sul campo di battaglia del suo amato marito.

Il conte Dracula, deciso a riprendersi la moglie, intrappolerà Harker nel suo castello della Transilvania e partirà per Londra alla ricerca di Mina.

Un capolavoro con cui Coppola ha fatto scuola. E non solo lui: pure Keanu Reeves mostra le sue incredibili doti attoriali, perfettamente calibrate dietro il suo sguardo inimitabile.

Qui dà prova di come un attore debba muoversi su un set horror, senza mai perdere il suo charme e il suo sex appeal da bravo ragazzo, bello e un po’ dannato.

 

Molto rumore per nulla (1993)

Il film ispirato all'omonima tragicommedia di Shakespeare e diretto da Kenneth Branagh è un must per chi ama le Storie con la S maiuscola.

Qui Keanu Reeves veste i panni del perfido don Juan, fratello mezzosangue del principe Pedro d'Aragona che tenterà in tutti i modi di impedire il matrimonio tra il conte fiorentino Claudio e la figlia del Re Leonato, Hero.

Una pellicola da non perdere per ripassare passo dopo passo e parola dopo parola l’arte shakespeariana e per vedere Reeves in inedite vesti malvagie che, a discapito del suo bel faccino, gli calzano a pennello.

Oltre a lui, tanti nomi altisonanti dell’araldica hollywoodiana, da Emma Thompson a Michael Keaton, da Denzel Washington a una giovanissima Kate Beckinsale.

 

Piccolo Buddha (1993)

Se in Molto rumore per nulla Keanu Reeves interpreta un personaggio cattivo, con il capolavoro diretto da Bernardo Bertolucci si è totalmente redento.

Qui, infatti, l’attore è niente po’ po’ di meno che Buddha in persona.

Il film ha come protagonista il piccolo Jesse Konrad, un bambino americano che viene raggiunto da una delegazione di monaci buddisti che vorrebbero portarlo assieme a loro in Bhutan poiché credono fermamente che il piccolo sia la reincarnazione di un venerando lama.

In questa pellicola entrata nel mito, Keanu Reeves riesce a fare emergere uno dei suoi lati più affascinanti: il lato zen. Il suo sguardo placido, le sue movenze armoniose e le sue espressioni perfettamente calibrate lo rendono un perfetto Buddha, capace di incantare chiunque con un solo sguardo.

 

Il profumo del mosto selvatico (1995)

In questo remake del film Quattro passi fra le nuvole diretto da Alfonso Arau, Keanu Reeves interpreta Paul Sutton, un giovane appena tornato dalla guerra che trova ad aspettarlo una moglie alla quale non sembra essere mancato tanto.

Paul riprende l’attività che svolgeva prima che venisse chiamato alle armi, quella di rappresentante di cioccolatini, e ricomincia a viaggiare per lavoro. S’imbatterà così nel vigneto Le Nuvole, possedimento di un ricco proprietario terriero della valle di Napa, e si ritroverà a fingersi il marito della figlia Victoria. La giovane, infatti, è incinta del suo professore e teme che il padre possa ucciderla per il disonore e il conseguente dolore arrecato alla famiglia. Da qui nasceranno una serie infinita di equivoci, qui-pro-quo e tentativi di coprire la verità scottante.

Il personaggio interpretato da Keanu Reeves vi farà innamorare: tutto il suo charme e la sua infinita dolcezza sono al servizio di un’interpretazione impeccabile che rende il protagonista Paul Sutton il miglior partito al quale Victoria potrebbe anelare. E infatti anche lei perderà la testa per lui.

 

L’avvocato del diavolo (1997)

Amanti del thriller con venature horror e tinte rosso sangue, questo è il titolo che vi farà letteralmente perdere la testa. Nonché l’anima.

Quello che è accaduto a Kevin, il protagonista de L’avvocato del diavolo, è proprio questo, ossia l’aver perduto l’anima, venduta a caro prezzo al diavolo in persona.

Kevin è un avvocato di provincia che non perde mai una causa. Punta sempre più in alto ed è intenzionato a fare carriera così si lascia attrarre dalle luci della ribalta che risplendono a New York, accettando di lavorare per un importante studio legale della Big Apple.

Conquisterà un successo incredibile ma il merito va al suo peggiore affare concluso nella vita: aver venduto l’anima al diavolo, interpretato da un eccezionale Al Pacino che mette i brividi.

La bravura di Reeves esce tanto al di qua del banco degli imputati quanto in tutte le scene nelle quali Kevin si rivelerà combattuto, pentito, contradditorio e, benché ormai sprovvisto di anima, umano come non mai.

 

Matrix (1999)

Il capolavoro dei fratelli Wachowski non ha certo bisogno di presentazioni.

E nemmeno Neo, il personaggio più celebre di Keanu Reeves, entrato a pieno titolo dell’Olimpo della fantascienza.

Lo scenario è quello di un mondo che sembra reale ma che invece cela quello vero e sarà proprio l’hacker Neo a svelare l’arcano. Scoprirà che ciò che lui e gli altri reputano essere la realtà non è altro che un impulso elettrico fornito al cervello degli umani da parte di un’intelligenza artificiale. La sua missione diventa dunque quella di portare a galla la verità, ma ne dovrà vedere delle belle…

In tutta l’epopea di Matrix (e in particolare in questo primo capitolo della saga) Keanu Reeves mostra un lato fino ad allora inedito di sé: il duro, pronto a tutto e capace di tutto.

Un vero supereroe che vi farà appassionare all’incredibile storia narrata dai fratelli Wachowski. Altro che Grimm!

 

A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare (2006)

Questo gioiellino di Richard Linklater è una vera propria miscellanea di peculiarità originali.

Innanzitutto la tecnica, un mix di live action e animazione che va sotto il nome di Interpolated rotoscoping (processo di postproduzione con il quale il girato ripreso da una normale macchina da presa e con attori in carne ed ossa viene successivamente ritoccato con animazione grafica digitale). Poi l’ispirazione: la pellicola infatti è tratta dal romanzo Un oscuro scrutare di Philip K. Dick, uno dei capolavori del genere fantascientifico di cui il film mantiene fedelmente sceneggiatura, storia, personaggi nonché un’insolita miscela di tragico e comico.

Qui Reeves interpreta Bob Arctor, un tossico che vive in una comune assieme ad altri drogati, trascorrendo le giornate tra sballo e discorsi di cui soltanto una potentissima anfetamina potrebbe essere la sceneggiatrice.

E infatti una potente droga anfetaminica nota come "Sostanza Morte" sta dilagando, portando con sé un’inevitabile pandemia di quello che è diventato il suo marchio di fabbrica.

Ma Bob non è uno dei tanti assuefatti dalla droga bensì un agente infiltrato della narcotici che si ritroverà così a sdoppiarsi e a vivere un’esistenza schizoide.