I migliori film con Micaela Ramazzotti

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Micaela Ramazzotti nei panni di Donatella, protagonista del film "La pazza gioia" di Paolo Virzì che ha appena fatto incetta di David di Donatello

Bellezza, talento, simpatia e intelligenza: gli ingredienti che insaporiscono l’attrice più amata da Paolo Virzì (che è anche suo marito) sono tutti prelibatissimi e gustosi. Da La prima cosa bella al premiatissimo La pazza gioia, ecco i migliori film con Micaela Ramazzotti. Tutti da guardare per conoscere a fondo questa donna dalle mille sfaccettature che sfociano in uno sguardo che incanta

di Camilla Sernagiotto

 

Una delle doti femminili più lampanti è anche una zavorra non da poco che molte donne si devono portare dietro, sopportandola a fatica.

Si tratta della bellezza, tratto peculiare che molte invidiano alle attrici ma che spesso si rivelano armi a doppio taglio.

Nell’Olimpo hollywoodiano così come in quello nostrano, infatti, serpeggia la falsa credenza che la troppa bellezza non possa andare a braccetto con la talentuosa bravura.

Insomma: troppo belle per essere anche intelligenti. Troppo avvenenti per essere pure acculturate. Troppo sexy per essere qualcosa di più di un mero oggetto del desiderio sessuale maschile.

I retaggi di una cultura fallocentrica sono tuttora vivi e vegeti, parola delle tantissime donne che devono sgomitare per farsi notare tra una folla di uomini.

E sia ben chiaro: farsi notare non per un bel paio di cosce ma semmai per un gran bel paio di idee.

 

Un bel cervello spesso, anche se molti stentano a crederci, è in pan-dan con un bel side B.

Una donna che incarna entrambe le parti anatomiche d’eccezione è Micaela Ramazzotti, una delle attrici più amate del nostro tempo e del nostro schermo.

Bella da togliere il fiato, sensuale da diramare brividi lungo tutta la schiena, romantica da far innamorare di sé perfino i tombini. Ma non è tutto, parola di chi di lei si è innamorato per davvero: Paolo Virzì in persona, uno dei registi più autorevoli della cinematografia tricolore di oggi, che l’ha voluta fortemente dirigere sia sul set sia sull’altare, facendole pronunciare il fatidico sì.

Di lei non ci si può non innamorare, merito sì di un side B che le invidierebbero perfino gli Angeli di Victoria’s Secret ma anche di un cervello notevole che l’ha resa la talentuosa attrice che tutti noi conosciamo e amiamo.

Dai primi passi mossi sui set di film come Tutta la vita davanti fino ai ruoli che le sono valsi prestigiosi premi come quello nel film La prima cosa bella, tutti i titoli della cinematografia di Micaela Ramazzotti sono da non perdere!

Ecco i più belli, da guardare e riguardare per avere un assaggio di buon cinema e prove attoriali a dir poco eccelse.

 

I migliori film con Micaela Ramazzotti

 

Zora la vampira (2000)

Un film immediatamente diventato cult non appena è uscito nelle sale, una pellicola considerata da molti interessantissima per l’ottica ironicamente deformante con la quale questa storia strampalata viene raccontata.

Un Conte Dracula dei giorni nostri rimane talmente colpito da una puntata di Carràmba! Che sorpresa che decide di abbandonare la Transilvania per trasferirsi in Italia. Verrà tuttavia scambiato per un clandestino extracomunitario e finirà per ritrovarsi in un centro sociale di Roma. La sua vita cambierà quando incontrerà l’incarnazione del suo eterno grande amore: Zora, una giovane e avvenente writer.

In questo film Micaela Ramazzotti sfoderava già tutte quelle doti attoriali che saranno poi le sue cifre stilistiche: charme, simpatia, sensualità e ironia, quattro carte che l’attrice gioca sempre, veri e propri assi nella manica.

Gli amanti dell’horror e della sua trasfigurazione comico-grottesca non potranno non apprezzare questo film dei Manetti Bros. che tanto richiama Blacula di William Crain, un horror appartenente al sottogenere della blaxploitation anni settanta con protagonista un inedito Dracula nero.

 

Tutta la vita davanti (2008)

La commedia agrodolce diretta da Paolo Virzì e liberamente ispirata al libro Il mondo deve sapere di Michela Murgia è ambientata in un call center e ha come protagonista il tristemente celebre precariato giovanile.

Nel call center che fa da set al film lavorano Marta (interpretata da Isabella Ragonese) e la sua coinquilina Sonia (impersonata da Micaela Ramazzotti), addette al servizio clienti di un costosissimo elettrodomestico, un apparecchio di depurazione dell’acqua apparentemente miracoloso.

In questa pellicola acclamatissima una menzione d’onore spetta proprio a Micaela Ramazzotti (che si guadagnò con la sua interpretazione una Nomination come Migliore attrice non protagonista ai David di Donatello del 2009) che con la sua Sonia è riuscita a dimostrare quanto vale su un set.

A notarla, sia come attrice sia come donna, sarà proprio il regista Paolo Virzì che la vorrà al suo fianco non solo nei titoli di coda di tante altre sue pellicole ma anche nella vita: i due, infatti, si sono sposati dopo essersi conosciuti durante le riprese e hanno avuto due figli.

 

Questione di cuore (2009)

Un carrozziere e uno sceneggiatore s’incontrano nella stanza d’ospedale in cui sono entrambi ricoverati per un infarto. Faranno pian piano amicizia aprendosi l’un l’altro, scambiandosi emozioni, ricordi e pensieri e facendosi compagnia a vicenda.

Una pellicola delicatissima che si avvale dell’occhio eccezionale di Francesca Archibugi, regista capace di tirare fuori il meglio sia da una sceneggiatura sia dagli attori scesi in campo.

E tra quelli che non sono certo rimasti in panchina c’è la nostra Micaela Ramazzotti, che qui interpreta Rossana, la moglie del carrozziere protagonista interpretato da Kim Rossi Stuart.

La freschezza dell’attrice è la sua deliziosa cifra stilistica sia sul set sia fuori, parola dell’innamoratissimo Angelo alias Rossi Stuart.

 

La prima cosa bella (2010)

Non è facile dirigere la propria moglie sul set eppure a Paolo Virzì la cosa riesce benissimo.

Anzi, così bene che la prima cosa bella che ti viene in mente pensando alla sua omonima pellicola è proprio lei: Micaela Ramazzotti.

Nei panni di Anna da giovane, la madre dei due protagonisti Bruno e Valeria, sprigiona bellezza da ogni poro. Ma non solo bellezza: ciò che spicca di più di questa attrice è la bravura nonostante la fisicità, da sempre fardello ingombrante per le bellone che tentano la carriera artistica. Vi è infatti la falsa credenza che una donna bella non possa essere contemporaneamente intelligente e, men che meno, talentuosa. Beh, chiunque si fidasse di tali sciocchezze, provi a dare un’occhiata all’interpretazione della Ramazzotti in questo film.

Un infelice adulto di nome Bruno (interpretato da Valerio Mastandrea) viene chiamato dalla sorella Valeria (Claudia Pandolfi) al capezzale della madre per darle l’ultimo saluto. I figli rievocheranno così la vita di una mamma che tutto ha sacrificato pur di essere sempre presente per loro. Una madre che ha dovuto fare i conti per tutta l’esistenza con quel fardello di cui sopra: una bellezza accecante.

Con questo suo ruolo da chapeau, Micaela Ramazzotti si è aggiudicata il David di Donatello per la migliore attrice protagonista nel 2010.

 

Il cuore grande delle ragazze (2011)

Carlino Vigetti è uno sciupafemmine di cui ogni donna s’innamora, motivo per cui pochi padri lo vorrebbero come genero. Eppure Sisto Osti, ricco proprietario terriero, vorrebbe fargli corteggiare una delle sue figlie. Il suo piano per maritarne una sta per funzionare quando improvvisamente tornerà da Roma la bellissima Francesca, figlia adottiva di Sisto del quale Carlino s’innamorerà perdutamente.

Non ci sarebbe nemmeno da specificare chi interpreta in questo film Micaela Ramazzotti dato che la risposta è lampante: si tratta di Francesca, la figliastra del riccone che farà suo il cuore del protagonista.

Pupi Avati dirige l’attrice con la sua solita maestria da regista d’altri tempi e il risultato è un personaggio davvero interessante che le è valso nel 2012 il Nastro d’argento.

 

Posti in piedi in paradiso (2012)

Ulisse, Fulvio e Domenico sono tre divorziati che si ritrovano loro malgrado a condividere un appartamento per tagliare le spese.

Ulisse gestisce un negozio di dischi sull’orlo del fallimento, Fulvio era un critico cinematografico che è finito a scrivere di cronaca rosa e Domenico fa l’agente immobiliare e deve pagare gli alimenti alle tante mogli e figli che ha collezionato nella sua vita da donnaiolo impenitente.

Nella routine dei tre s’inserirà Gloria, una cardiologa conosciuta da Domenico a causa di un malore causato da un abuso di Viagra. Gloria si affezionerà a Ulisse, del quale diventerà amica e tenera complice. Sarà lui ad aiutarla a superare le sue ansie e paure dovute a un passato tormentato e a un cuore spezzato che ancora non si è rimarginato.

Micaela Ramazzotti è Gloria, la cardiologa dal cuore fragile e gli occhioni profondi capace di provocare tachicardia in ogni uomo, a discapito della sua professione.

Per la prima volta diretta da Carlo Verdone (che anche l’affianca sul set interpretando il protagonista Ulisse), l’attrice non si smentisce: la sua bravura attoriale le è valsa l’ennesimo Nastro d’argento.

 

Anni felici (2013)

Guido e Serena sono sposati e hanno due figli con i quali vivono nella Roma targata anni Settanta. Lei è innamoratissima di lui, aspirante artista d’avanguardia che non riesce a riscuotere il successo sperato. Proprio a causa di questa frustrazione, Guido vive un dissidio interiore e si sente soffocato dal tran-tran borghese che caratterizza la sua vita. Dopo il suo ennesimo fallimento artistico e un viaggio evasivo in Francia della moglie, i due decidono di separarsi.

Questo film di Daniele Lucchetti è uno spaccato di quell’Italia anni Settanta che si destreggiava tra amore libero, retaggi borghesi, peace & love, arte avanguardistica e femminismo.

Insignito di tanti riconoscimenti, si avvale della bravura di Micaela Ramazzotti che veste perfettamente i panni di Serena, incarnando quei vizi e quelle virtù ormai datate che hanno puntellato il nostro Stivale quasi mezzo secolo fa.

 

Più buio di mezzanotte (2014)

Una pellicola che ha ricevuto tantissimi riconoscimenti, consegnati sia al regista Sebastiano Riso sia all’eccezionale cast che ha diretto con maestria.

La storia è ambientata a Catania e racconta l’adolescenza di Davide, un ragazzo che scopre di essere omosessuale ma che deve fare i conti con il bigottismo e i retaggi cattolico-culturali della sua famiglia e della sua terra: il padre lo costringerà a una cura forzata a base di ormoni per “guarire” da quella che lui reputa una malattia. Fuggirà per disperazione dalla famiglia e finirà a vivere in strada, diventando poi una drag queen.

Si tratta di un film delicatissimo e struggente, acclamato sia dal pubblico sia dalla critica sia dagli innumerevoli festival in cui questo gioiello cinematografico è stato pluripremiato. Tra i vari riconoscimenti, anche il Nastro d’argento del 2014 a Micaela Ramazzotti per il suo personaggio struggente e così realistico da fare male agli occhi e al cuore, ossia la madre di Davide. Un ruolo, quello della madre, che le calza sempre a pennello, ogni volta declinato a un dramma e a un vissuto tanto originali quanto intensi.

 

Il nome del figlio (2015)

Anche in questo caso Micaela Ramazzotti veste i panni di una madre. I panni per eccellenza, dato che si tratta di abiti premaman.

Interpreta infatti Simona, moglie di Paolo prossima al parto che si ritrova con il marito a casa della cognata in occasione di una cena durante la quale i due vogliono svelare alla famiglia il nome scelto per il nascituro. Ma quello che Simona non sa è che suo marito, prima che lei arrivasse, ha fatto credere per scherzo di avere deciso di battezzare il bambino con il nome di Benito, vera e propria onta per una famiglia di sinistra come la loro.

Da questo tiro nasceranno una serie di equivoci, brutti scherzi e qui pro quo che faranno precipitare la serata in scazzottate e alterchi, fino a un gran finale tale da fare riappacificare tutti quanti.

In questa pellicola Micaela Ramazzotti è più che convincente: niente pancione posticcio, niente finzione spicciola perché le forme da futura mamma dell’attrice sono davvero quelle della Micaela madre, incinta di suo marito Paolo Virzì.

E le scene del parto sono davvero quelle riprese dalla regista Francesca Archibugi in sala parto mentre la famiglia Virzì si allargava!

 

La pazza gioia (2016)

Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì non passano tempo assieme soltanto in famiglia ma anche sul set, come abbiamo avuto modo di appurare fin qui.

Il regista, infatti, la sceglie spesso come protagonista dei suoi film. È il caso del premiatissimo nonché acclamatissimo La pazza gioia, appena insignito di tanti David di Donatello.

Qui interpreta Donatella (nome che ha portato di certo fortuna alla pellicola), giovane madre psicologicamente instabile alla quale hanno tolto il figlio per darlo in adozione. Verrà ricoverata a Villa Biondi, un istituto terapeutico per donne fragili mentalmente che devono sottostare a un recupero forzato deciso dal tribunale; qui conoscerà Beatrice, una mitomane loquacissima appartenente alla classe alto borghese con la quale stringerà amicizia e con cui si concederà una vacanza, dandosi a quella pazza gioia messa a titolo.

Due personaggi eccezionali che vanno a impreziosire la collezione di ruoli già meravigliosa delle due attrici protagoniste, Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.

 

Qualcosa di nuovo (2016)

In questa pellicola diretta da Cristina Comencini l’attrice interpreta Maria, una ragazza amante della passione amorosa stessa, una giovane donna alla quale piace sperimentare esperienze erotiche sempre nuove. È molto amica di Lucia (interpretata da Paola Cortellesi) che, al contrario di lei, ha chiuso con il genere maschile. Una sera capiterà nel letto di Maria un certo Luca, un ragazzo giovanissimo ma molto maturo per la sua età. Con la sua innocenza frammista a saggezza, farà innamorare di sé la bella Maria.

L’ennesimo personaggio interessante della galleria di ruoli di Micaela Ramazzotti, una donna dalle mille sfaccettature, complicata e contorta come solo le donne vere sanno essere.