I migliori film con Natalie Portman

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Natalie Portman nei panni di Jacqueline Kennedy nel film del 2016 "Jackie"

Da quando ha mosso i primi passi sul grande schermo, l’attrice si è fatta amare da chiunque. Dalla sua interpretazione di Mathilda nel cult movie Léon passando per l’etoile de Il cigno nero fino ad arrivare a Jackie Kennedy, non c’è personaggio che non sia risultato perfettamente cucito addosso a lei. Ecco tutti i migliori film con Natalie Portman, da vedere e rivedere per chi ama il Cinema con la C e le Dive con la D maiuscola

di Camilla Sernagiotto

 

Viso angelico, sguardo dolcissimo, lineamenti da Cleopatra.

Le doti fisiche di Natalie Portman sono lampanti, parola dei tanti suoi fan che la venerano come una Dea.

Ma questa donna che ha il dono di avere un aspetto da eterna fanciullina è venerata proprio come una Dea anche a Hollywood, l’Olimpo cinematografico nel quale lei ha avuto la fortuna di entrare dalla porta d’ingresso fin da subito, a partire dai primissimi passi mossi sullo schermo.

 

Mentre di solito gli attori e, peggio ancora, le attrici debbono sottostare a una gavetta tanto lunga quanto dura, la Portman si è fatta amare immediatamente al primo sguardo grazie a un ruolo che l’ha resa celeberrima e indelebile nella memoria cinematografica: Mathilda, la ragazzina co-protagonista del capolavoro di Luc Besson, Léon.

Da allora la carriera di Natalie Portman non ha mai incontrato ostacoli né intoppi, portandola a lavorare con i più grandi registi della storia, a interpretare i ruoli più anelati della settima arte e, dulcis in fundo, a sentire la famosa frase “And the Winner is” accompagnata proprio dal suo nome: correva l’anno 2011 quando fu lei a strappare alle esimie colleghe l’Oscar alla migliore attrice protagonista grazie alla sua interpretazione nel film Il cigno nero.

 

Per chi volesse concedersi una full immersion nella rosea carriera di questa Diva intramontabile, ecco la lista delle pellicole più interessanti che hanno costellato fino a oggi il suo lavoro.

 

 

I migliori film con Natalie Portman

 

 

Léon (1994)

Nonostante la ragazza di strada ne abbia fatta eccome (percorrendo a testa alta anche la Walk of Fame e guadagnandosi un bell’Oscar meritatissimo), in molti la ricordano principalmente per questo capolavoro firmato Luc Besson.

Primissima prova cinematografica di una giovane Natalie Portman nei panni di Mathilda, questa pellicola è sia un action movie da brivido sia una storia d’amore altrettanto da brivido.

Mathilda è la ragazzina alla quale alcuni poliziotti corrotti della DEA hanno massacrato la famiglia mentre lei era a fare la spesa; una volta rincasata e trovato il mattatoio, suonerà il campanello del vicino di casa per salvare la pelle. Ad aprirle sarà il Léon messo a titolo, introverso sicario solitario e misterioso con cui la ragazza entrerà in contatto profondo.

I due formeranno infatti una coppia sui generis di strani amanti, lui molto più vecchio di quella bambina forzatamente cresciuta in fretta nel degrado della Little Italy newyorchese in cui si ritrova intrappolata a vivere. Una storia d’amore e di vendetta, due delle pulsioni umane più forti e meno governabili che ci siano.

In questo suo primo ruolo, Natalie Portman è a dir poco sublime: con un faccino di porcellana che già ai tempi denotava la sua bellezza divina, l’interpretazione dell’adolescente assetata di sangue per vendicare il fratellino e i genitori è un fiore all’occhiello che la Diva sfoggerà per sempre sul suo bavero da attrice.

 

Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma (1999)

Dopo la pausa di ventidue lunghi anni, George Lucas ha posto fine all’agonia dei fan dando agli schermi questo capitolo della saga accolto con clamore.

La riuscita di questo film che ha fatto storia dipende anche dall’eccezionale cast che vede in prima fila proprio lei, la nostra Natalie Portman, qui nei panni di Padmé Amidala, la quattordicenne regina di Naboo che cerca di proteggere il suo pianeta da un blocco della Federazione dei Mercanti. Scelta tra ben duecento attrici che si proposero per quella parte, Lucas volle fortemente lei dopo averla vista in Léon.

Come nel suo primo film, anche qui la Portman riesce a fare coesistere un candore da ragazzina con un piglio da sovrana, esattamente ciò che riuscì ad amalgamare sul set del film di Besson che le diede la prima notorietà.

 

La mia adorabile nemica (1999)

Qui la Portman fa coppia con una diva del calibro di Susan Sarandon che interpreta sullo schermo sua madre. Lei è Ann, un’adolescente che nutre sogni ben differenti da quelli di sua mamma, che la vorrebbe star del cinema e proprio a questo proposito la trascina fino a Los Angeles per tentare la carriera. Ma Ann è molto più pratica e razionale di sua mamma e non le interessano né le luci dello spettacolo né i soldi relativamente facili che ne derivano.

Il suo personaggio è molto credibile, talmente convincente da risultare vero e genuino, come se nella realtà anche la Portman fosse così. Ed è qui che risiede l’incredibile talento di un’attrice che, invece, ha tentato sì quella carriera, credendoci fino in fondo e riuscendo a diventare ciò che sua madre Susan Sarandon sperava per lei…

 

La mia vita a Garden State (2004)

La star del telefilm Scrubs Zach Braff scelse proprio la Portman come coprotagonista del suo lungometraggio indipendente, riuscendo benissimo nell’intento di offrire sullo schermo un’accoppiata eccezionale.

Lui è Andrew, un aspirante attore che torna a casa nel suo paesino natale, Garden State appunto, nella triste occasione del funerale di sua madre. È da nove anni che manca e dopo così tanto tempo sarà alquanto strano rincontrare i vecchi amici, così come confrontarsi dopo quasi un decennio con il padre.

Farà la conoscenza di una ragazza molto interessante di nome Sam, interpretata da una bella e genuina Natalie Portman che riuscirà a rapire non soltanto il cuore del protagonista ma anche di tutti gli spettatori: la sua dolcezza farebbe sciogliere un iceberg per intero e basta un suo semplice sguardo per fare palpitare il cuore di chicchessia.

Come ai tempi di Mathilda, anche a Sam non servono troppe moine né espressioni costruite per fare breccia nell’animo di chi la guarda poiché i suoi occhi hanno una profondità di campo tale da trascinare in un baratro chiunque si ritrovi al suo cospetto, sia al di là sia al di qua dello schermo.

 

Closer (2004)

Molti spettatori se pensano a Natalie Portman la vedono con i capelli rosa. Non si tratta di un’allucinazione bensì dell’indelebile ricordo che di lei rimane a chi ha visto il film Closer in cui l’attrice impersona Alice, una stripper americana che arriva a Londra e approda in un sex-club della città. La scena in cui indossa un caschetto rosa shocking è quella in cui, con un sexy costume adamitico, allieterà non poco un cliente di nome Larry (alias Clive Owen).

Si tratta di un dermatologo sposato con una fotografa di nome Anna (interpretata da Julia Roberts) della quale lo scrittore Dan (aka Jude Law) si innamora e che vuole a tutti i costi.

Ma Dan è fidanzato proprio con Alice…

Se Renato Zero avesse visto questo film prima di scrivere il suo celebre pezzo, ora avremmo Il quadrilatero al posto de Il triangolo.

Una pellicola da gustare fino in fondo con una trama da brivido che ben si accompagna a un cast da pelle d’oca: i divi più divini di Hollywood e Londra, infatti, si sono riuniti su questo set scottante per offrire emozioni allo stato puro.

Il personaggio della Portman è per lei inedito in quanto per la prima volta interpreta una ragazza svampita che si lascia comprare per il piacere altrui, almeno per quanto concerne il piano fisico. Da ragazzina acqua e sapone che ammalia proprio grazie alla sua semplicità, Natalie è arrivata a indossare una nuova maschera (e una nuova parrucca) da stripper, conferendole tuttavia un taglio a lei consono: una tenerezza che poco si addirebbe a una ballerina di striptease e che invece rende lei adorabile.

 

V per Vendetta (2005)

In questo film diventato leggenda, Natalie Portman interpreta Evey, una ragazza che vive in un’Inghilterra del futuro soggiogata da un regime totalitario. Verrà salvata da un misterioso uomo mascherato che si fa chiamare semplicemente V e che eccelle nell’arte del combattimento e dell’inganno; si unirà a lui in nome della sua causa per riportare il suo Paese in uno stato di libertà e giustizia.

Non potete perdervi una Natalie Portman che riesce a ipnotizzare nonostante non abbia come alleata né la sua chioma naturale né la parrucca rosa di Closer: rasata a zero come un soldato, l’attrice è sempre più bella e suadente.

In questa pellicola emerge il suo innato lato da guerriera, quello che già negli episodi di Star Wars aveva fatto trapelare.

Da vedere assolutamente se si è amanti del genere fantascientifico, ghiotti di graphic novel (il film è tratto dal romanzo grafico V for Vendetta, scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd), fan sfegatatati dei fratelli Wachowski e, dulcis in fundo, patiti della dolcezza sensuale che sprigiona da ogni sguardo della bella Natalie.

 

Free Zone (2005)

In questa pellicola Natalie Portman impersona Rebecca, un’americana che vive a Gerusalemme da poco tempo, da quando ha lasciato il suo fidanzato.

Salirà sul taxi di Hanna, una donna israeliana che deve recarsi nella zona franca in Giordania per recuperare dei soldi da un socio del marito. Rebecca accompagnerà la donna all’incontro ma, una volta arrivate nella zona franca, una ragazza palestinese rivelerà loro che il socio è sparito rubando i soldi…

Una prova da chapeau in un film impegnato come questo (per il quale il regista Amos Gitai ha ricevuto un premio al Festival di Cannes) arricchisce la filmografia già molto interessante dell’attrice.

Anche Rebecca ha in sé tutti i pregi che la Portman infonde ogni volta ai suoi personaggi, trasformandoli in donne dotate di dolcezza ma anche di tanta profondità e tenacia.

 

L’ultimo inquisitore (2006)

Il capolavoro di Miloš Forman ambientato nel 1792 racconta la storia dell’Inquisizione spagnola attraverso gli occhi del pittore Francisco Goya. Il protagonista è Frate Lorenzo, l’ultimo Inquisitore (interpretato da Javier Bardem) che perderà la testa per la giovane musa di Goya, Ines. Quest’ultima, accusata di eresia e perciò rinchiusa in prigione, è impersonata da Natalie Portman. Lorenzo si esporrà per salvarla e farla liberare ma otterrà soltanto l’espulsione dall’ordine.

Questo titolo è perfetto per gli amanti del cinema storico che si appassionano a guardare le ricostruzioni romanzate di certi periodi e fatti che hanno cambiato radicalmente la politica e la società. Avvalendosi di un cast d’eccezione, con un Javier Bardem da chapeau affiancato da una altrettanto incredibile Natalie Portman, L’ultimo inquisitore è l’ennesima prova di cinema d’alto livello del regista Miloš Forman.

Qui la Portman è musa sia di Goya sia di Lorenzo sia di ogni spettatore.

 

Il cigno nero (2010)

È il film che le è valso l’Oscar come migliore attrice protagonista (oltre al Golden Globe, al premio BAFTA e a numerosi altri riconoscimenti che fanno gola a Hollywood), vero fiore all’occhiello della sua filmografia già lodevolissima.

Una famosa compagnia di balletto di New York sta allestendo Il lago dei cigni e il regista sostituisce l’etoile Beth con Nina. Si tratta della grande occasione per lei, che da sempre aspira a diventare prima ballerina coltivando il sogno che per una vita intera è stato anche nel cassetto di sua madre. Nina interpreterà il cigno bianco, personaggio innocente e puro che le calza a pennello, mentre per il ruolo del sensuale cigno nero verrà selezionata Lily. Tra le due nascerà una forte rivalità che porterà Nina a esplodere letteralmente in una follia ossessiva tale da allucinarla facendole distorcere la realtà.

Un capolavoro da vedere assolutamente che, grazie a una eccezionale Natalie Portman diretta dal regista Darren Aronofsky, è entrato a pieno titolo nella lista dei migliori film di sempre.

La visione è perfetta non soltanto per chi abbia dimestichezza con e passione per il ballo, anzi si adatta a chiunque ami il buon cinema e le storie più appassionanti che esso possa offrire: quelle di rivalità e odio, l’altra faccia dell’amore.

 

Jackie (2016)

Non c’è attrice dal viso angelico, provvista di charme e bon-ton che possa interpretare Jackie Kennedy meglio di Natalie Portman. È ciò di cui è fermamente convinto Pablo Larraín, il regista cileno che ha firmato la pellicola Jackie raccontando la vita di Jacqueline al secolo Bouvier dal momento in cui diventa first lady alla Casa Bianca fino al tragico assassinio del marito, il presidente John F. Kennedy.

Per questa interpretazione storica l’attrice si è calata letteralmente nei panni di Jacqueline non solo vestendone i celebri tailleur ma anche entrando così tanto nel personaggio da riproporne alla perfezione movenze, espressioni, gestualità e mimica facciale.