I migliori film di Paolo Villaggio

Inserire immagine
Paolo Villaggio si trattiene in Fantozzi in Paradiso (attualmente disponibile su Sky Cinema)

Da Fantozzi  a Fracchia,  da Brancaleone alle crociate Il Segreto del Bosco Vecchio , Da Io speriamo che me la cavo La voce della luna , le venti migliori pellicole interpretate dal grande attore scomparso in una classifica assolutamente arbitraria.

Il cinema mi manca tantissimo. Se non si offende nessuno, è come vivere senza braccia“.  Con queste parole, pronunciate una manciata di mesi fa, Paolo  Villaggio testimoniava il suo infinito amore per il grande schermo. E anche al cinema mancherà il genio di un attore capace di trasfigurarsi in fenomeno culturale, in una maschera in cui tutti almeno una volta nella vita ci siamo identificati, tra un "eschi" e un "venghi", tra un Ugo Fantozzi e un Giandomenico Fracchia.

Ecco quindi una classifica, assolutamente personale, delle sue venti migliori interpretazioni, presentate in ordine cronologico. 

 

I migliori film con Paolo Villaggio

 

Brancaleone alle Crociate (1970)

 

Il ritorno del Don Chisciotte Norcino vede la presenza di Paolo Villaggio nei panni cenciosi di Thorz, mercenario alemanno che pare l'antenato straccione del professor Kranz tedesco di Germania. Il miliziano crucco si presenta così: "Sarò vostro duce! Sarò spietato und ingiusto!". Un cast stellare (Adolfo Celi, Gigi Proietti, Lino Toffolo, Stefania Sandrelli, Vittorio Gassman), la regia attenta di Mario Monicelli, fotografia e costumi che rimandano alla iconografia delle carte da gioco per una pietra miliare della commedia all'italiana. Da antologia l'esilarante duello fra Villaggio e Brancaleone per una pellicola che centrifuga Rabelais, I Sette Samurai e Il Settimo Sigillo.                                     

Inserire immagine
Paolo Villaggio e Vittorio Gassmna "pugnano" in una scena di Brancaleone alle crociate

 

Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (1972)

L'inizio di una grande amicizia sfocia nel primo vero esordio dietro la macchina da presa di Vittorio Gassman. Un film purtroppo "invisibile", un'opera un po' cinefila e un po'cinofila (Verso alla fine, Villaggio dice a Vittorio "Ero il tuo cane") Suggestioni circensi, atmosfere alla Beckett, per una surreale favola dolceamara, in cui Paolo è Agostino Antoniucci, disadattato alla ricerca della madre perduta, mentre Gassman interpreta  Armando Tavanati, un loquace mago cialtrone.

Inserire immagine
Vittorio Gassman e Paolo Villaggio si rilassano in Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto

 

Sistemo l'America e torno (1973)

Black is Beautiful. Almeno cosi si diceva al tempo delle Black Panthers. Nanny Loy firma un road movie che parte da Busto Arsizio e arriva negli States, toccando Detroit, Reno, New Orleans, Miami  e Atlanta. Nel tentativo di ingaggiare un talentuoso cestista nero per la squadra di basket di proprietà di un abbiente commendatore bustocco. Paolo Villaggio scopre che oltreoceano il razzismo va sempre a canestro con un tiro da tre punti. Battuta cult di Villaggio: "Nella mia vita ho sempre lavorato come un negro." Perché in realtà sarà l'America a sistemare il povero Paolo.

Inserire immagine
Paolo Villaggio in un dettaglio della locandina di Sistemo l'America e torno

 

Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno (1974)

« Ho letto Freud, lasciati servire: tu sei un culattina, hai paura delle donne. » Con queste parole viene apostrofato il trentaduenne Fernando detto "Didino". Villaggio suona con Edipo e il suo complesso in questo film disturbante, sulfureo e grottesco diretto dal maestro Luciano Salce che segna l'inizio del sodalizio fra il regista e Paolo. Un finale horror, una Eleonora Giorgi zoppa e una Orchidea De Santis incredibilmente "cozza", rendono la pellicola un cult da riscoprire.

Inserire immagine
Paolo "Edipo" Villaggio tenta di sfuggire alla madre castrante (interpretata da un'immensa Lila Kedrova) in una scena di Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno

 

Fantozzi (1975)

"Fantozzi, sedici anni fa, cominciò col mettere la sveglia alle 6 e un quarto: oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui, è arrivato a metterla alle 7:51... vale a dire al limite delle possibilità umane! Tutto è calcolato sul filo dei secondi: cinque secondi per riprendere conoscenza, quattro secondi per superare il quotidiano impatto con la vista della moglie, più sei per chiedersi – come sempre senza risposta – cosa mai lo spinse un giorno a sposare quella specie di curioso animale domestico. Tre secondi per bere il maledetto caffè della signora Pina – tremila gradi Fahrenheit! –, dagli otto ai dieci secondi per stemperare la lingua rovente sotto il rubinetto." Basta questa descrizione per testimoniare l'immensità di un personaggio che è diventato un aggettivo, un fenomeno culturale, un'icona generazionale.

Inserire immagine
Fantozzi ragionier Ugo, matricola 1001/bis  dell'Ufficio Sinistri con l'inseparabile rag. geom. Renzo Silvio Filini (Gigi Reder)

 

Di che segno sei? Primo Episodio: Acqua (1975)

"Posso parlarle con franchezza? Lei sta diventando donna". Questa diagnosi manda in paranoia dura il capitano di marina Dante Bompazzi, uno che pensa "Io ad accavallare le gambe non ci sono mai riuscito, mi sono sempre spappolato i coglioni, io!" Il cambio di sesso consente a Paolo Villaggio di vestire i panni femminili di personaggi esilaranti. dalla vessata moglie siciliana costretta a "pulire gli urinali" alla femminista, dalla Escort alla scrittrice di successo.

Inserire immagine
Paolo Villaggio en femme nell' episodio Acqua tratto dal film Di che segno sei?

 

Il Secondo Tragico Fantozzi (1976)

Il Duca Conte Semenzara, la micidiale acqua minerale Bertier, la Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, il tordo, i pomodorini, il cineforum aziendale, la partita di calcio Inghilterra-Italia, "Scusi, Chi ha fatto palo?", la corazzata Kotiomkin, gli stivali dei soldati, il night club "L'ippopotamo", la Prunella Ballor, i nove taxi chiamati dal Geometra Calboni, gli zoccoli del pescatore. La seconda tappa dell'odissea del ragionier Ugo è un'epifania di gag e battute. Con indimenticabili incursioni della voce narrante: "Era stato ripescato da una paranza di Torre Annunziata, rivenduto alla Findus e immesso sul mercato come cernia surgelata."

Inserire immagine
Il Geometra Filini con la bottiglia di Prunella Ballor (che scatenerà la rabbia di Calboni: "Ma che ci portiamo i cibi cotti da casa?") e il ragioniere Fantozzi pronti a farsi spennare dalle entrenese del night "L'Ippopotamo"

 

Signore e Signori Buonanotte: Episodi Mangiamo i bambini e Il Disgraziometro (1976) 

Terrificante intervista tratta dal famosissimo film a episodi che sbertuccia una giornata tipo di un’immaginaria televisivione. Ispirandosi alla celebre idea di Swift (Una modesta proposta), Paolo Villaggio è lo studioso Schmidt che suggerisce di mangiare i bambini per sconfiggere la disoccupazione e la sovrappopolazione, problema che affliggono la città di Napoli, Ovviamente solo i bambini poveri che si possono fare bolliti, alla plancia alla cacciatora oppure surgelati. Nel quiz Il Disgraziometro, invece, Villaggio è invece un conduttore televisivo che saluta gli spettatori al grido di "Malinconia" e conduce un gioco a premi in cui vince il più sfigato.

Inserire immagine
Paolo Villaggio conduce il Quiz Il Disgraziometro, tratto dal film collettivo Signore e Signori Buonanotte.  Alla puntata di questa sera partecipano tre autentici megadisgraziati, il che dimostra che in Italia in questo momento i disgraziati non mancano mai, perché questi sono stati scelti tra migliaia e migliaia di disgraziati che hanno fatto domanda."

 

Quelle strane occasioni: Episodo Italian Superman (1976) 

Non si vive di solo castagnaccio e lupini. Ce lo insegna Nanny Loy(non accreditato) in questo episodio ambientato ad Amsterdam. Paolo Villaggio è Giobatta, emigrato in Olanda che cerca fortuna al grido di castanjakken e italian lupinen. Ma tra i canali olandesi butta male e Giobatta, grazie alla sua smisurata dotazione, si dà al porno. Tuttavia,  la moglie (Valeria Moriconi) inizia a sospettare. Cartina di tornasole di un'Italia che scopriva gli spettacoli erotici, un episodio deliziosamente triviale con finale beffardo.

Inserire immagine
Paolo Villaggio in tutta la sua esuberante virilità tiene alta la bandiera del maschio italino nell'episodio Italian Superman, tratto dal film Quelle strane occasioni

 

Il... Bel Paese (1977)

Ridere sull'Italia degli Anni di Piombo. Luciano Salce e Paolo Villaggio in una commedia nera  dove le bambine giocano a campana con le sagome dei gessati dei cadaveri e i cittadini estraggono i portafogli al posto delle pistole. Tornato dal Golfo Persico, Guido Belardinelli apre a Milano un negozio di orologi, ma tra estorsioni, rapine, droga e terrorismo, la vita è dura. Notevole Massimo Boldi in versione eroinomane e Silvia Dionisio che si spoglia con la consueta generosità.

Inserire immagine
Silvia Dionisio e Paolo Villaggio in Il... Bel Paese

 

Fantozzi contro tutti (1980)

Dal vietatissimo Oroscopone alla devastante Coppa Cobram, dalla clinica del dimagrimento alternativo gestita dal crudele dietologo tedesco professor Birkermaier alla barca direttore Marchese del Conte Barambani, il terzo film della saga fantozziana spacca. Da antologia del buon umore il personaggio interpretato da Diego Abatantuono, ovvero Cecco,  "il nipote del fornaio sotto casa. Era un orrendo butterato di ventisei anni, con il culo molto basso ed un alito agghiacciante, tipo fogne di Calcutta." Villaggio alle prese con un supplizio di Tantalo a base di polpettine è strepitoso, come l'acconciatura double-face sfoggiata dalla signora Pina (Milena Vukotic) che sogna il "filone".

Inserire immagine
Fantozzi dopatissimo per partecipare alla metifica gara ciclistica organizzata dal Visconte Cobram

 

Fracchia , la belva Umana(1981)

Irresistibile farsa al sapore del "Sempliciotto", il cioccolato dell'uomo mediocre, la pellicola segna il debutto sul grande schermo dell'impiegato Giandomenico Fracchia. Un autentico cult movie del cinema bis. Paolo Villaggio si fa in due, la comicità si moltiplica al quadrato grazie a un Lino Banfi in stato di grazia nei panni del commissario Auricchio. Al pari di Gigi Reder, apprensiva madre sicula della belva umana. Apparizioni di Massimo Boldi e Francesco Salvi, svalvolati rapinatori che rispondono rispettivamente ai nomi di "Pera" e "Neuro".

Inserire immagine
Giandomenico Fracchia e il suo gemello malvagio, detto la belva umana

 

Fracchia contro Dracula (1985)

Anche Bram Stoker avrebbe riso se avesse potuto vedere questa versione riveduta e corretta dello zannuto Conte in fissa con il plasma. Paolo Villaggio che tenta di parlare rumeno è uno spasso. Basti pensare a "Empreuna... Empat". Filini fa Filini, ed è sempre una cosa bella. Un giovane Giuseppe Cederna imita Aigor con tanto di gobba. Ania Pieroni è la super sexy vampirella Oniria, mentre una acerba Isabella Ferrara anticipa Buffy. Da piangere dal ridere quando Villaggio nega la propria verginità e dice " E son stato anche con la portinaia, una vecchia con la barba. E mi son fatto di tutto! Sono stato anche... con un marinaio... di colore... un nano... un nano... non mi crede?"

 

Inserire immagine
Paolo Villaggio a lume di Candela teme l'arrivo del vampiro in Fracchia contro Dracula

 

Superfantozzi (1986)

"In effetti l'Onnipotente si era accorto che quella Sua creatura non gli era riuscita tanto bene!" Il quinto  capitolo della Fantozzeide è una apologia della malasorte. La storia con la s minuscola con Dio che invita Fantozzi a moltiplicarsi il meno possibile, E poi Lo Zio Lazzaro che risorge e manda il nipote in rovina, la via Crucis al numero 8, fabbro Filinus che vuol usare il trinciante per aprire la cintura di castità, Robin Hood che ruba i ricchi per dare ai poveri, il Titanic, la breccia di Porta Pia. Con al fianco la veterana Liù Bosisio e maltrattato, in ogni epoca dal bello, del cinema bis Luc Merenda, Paolo Villaggio ci ricorda, nel corso dei secoli, che la fortuna è cieca, mentre la sfiga ci vede benissimo.

Inserire immagine
Paolo Villaggio improbabile crociato in Superfantozzi

 

Il Volpone (1988)

Paolo Villaggio incontra il teatro elisabettiano di Ben Johnson. Maurizio Ponzi trasferisce la vicenda nella Genova degli anni Ottanta. l'attore si scorda di Fantozzi e di Fracchia per riabbracciare il livore e la rabbia degli esordi. Nei panni altolocati del ricco armatore Ugo Maria Volpone, parcheggiato a Santa Margherita Ligure, Villaggio duetta amabilmente con Enrico Montesano, Enrico Maria Salerno, Renzo Montagnani, Athina Cenci, Alessandro Haber,  Eleonora Giorgi. "Com'è comico lo spettacolo dell'ingordigia umana!"

Inserire immagine
Quel Volpone di Paolo Villaggio

 

La voce della luna (1989)

Insieme a Roberto Benigni, Paolo Villaggio è protagonista dell'ultimo film di Federico Fellini. Tratta dal romanzo Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, una favola sulla fine del sentimento. Il paranoico prefetto Gonnella fece vincere a Villaggio un David di Donatello per la miglior interpretazione maschile. E non si può non pensare alle parole pronunciate dal suo personaggio nel film: "E se io avessi fatto qualcosa di diverso?"

Inserire immagine
Roberto Benigni e Paolo Villaggio ascoltano La voce della luna

 

Le comiche (1990)

"Ciao Paolo, ci vediamo là. Salutami gli altri". Questo è il necrologio che Renato Pozzetto ha dedicato a Paolo Villaggio. Ironia che sfocia in commozione e viceversa. Parole che testimonia la complice amicizia tra i due attori. Forse per questo nel film assistiamo a una perfetta alchimia. La pellicola vince la sfida di ritornare a una comicità da silent movie, da Stanlio e Olio. Un'esplosione di risate bambine. Come diceva lo stesso Villaggio: "Il comportamento comico è un comportamento infantile, cioè tutti i comici sono bambini, immaturi.”.

Inserire immagine
Paolo Villaggio  e Renato Pozzeto comici nati in Le comiche

 

Io speriamo che me la cavo (1992)

La gag sulla pronuncia corretta di De Amicis. La parabola sulla fine del mondo. I bambini sgarrupati della periferia di Napoli. Lina Wertmüller porta sullo schermo il best-seller di Marcello D'Orta. E Paolo Villaggio se la cava benissimo nell'interpretare il maestro Marco Tullio Sperelli, trasferito per errore al sud. Nel film, l'attore mostra un'inusitata tenerezza. Pure quando deve pronunciare la parola"zompapereta".

Inserire immagine
Il maestro Paolo Villaggio e i suoi alunni sgarrupati in Io speriamo che me la cavo

 

Il Segreto del bosco vecchio (1993)

Paolo Villaggio, Ermanno Olmi, Dino Buzzati. Tre giganti per un film per una favola fantastica a sfondo ecologista. Nastro d'argento a Villaggio come miglior attore protagonista per un opera in cui Paolo sembra ispirarsi al teatro kabuki giapponese

Inserire immagine
Paolo Villaggio è Il colonnello in pensione Sebastiano Procolo in Il Segreto del bosco vecchio

 

Fantozzi in paradiso (1993)

 "Mortacci sua! Che me so' persa per trent'anni! E chi lo sapeva che era così? Che me so' persa!". Parola della Signorina Silvani. Giunto all'ottavo capitolo, Fantozzi finalmente impalma l'amore della sua vita. Allegria e malinconia danzano felici in un film che ritrova lo smalto e la freschezza dei primi episodi. Il ragionier Villaggio si pente di non essersi goduto la vita. Per cui: "fece, in un pomeriggio, tutto quello che si era sempre vietato: mangiò quattro chili di cozze crude da "Gennaro o'vibrione"; multò e rimosse un carroattrezzi parcheggiato in doppia fila; fece, proditoriamente, una puzza mostruosa in un ascensore di un grande magazzino; imbrattò i muri con una scritta di coraggiosa denuncia; e alla fine si ritrovò senza più desideri, con una grande angoscia nel cuore!" 

Inserire immagine
La signora Silvani (La mitica Anna Mazzamauro) e Fantozzi si godono le gioie della montagna

 

Cari fottutissimi amici (1994)

Dopo Brancaleone alle Crociate, Mario Monicelli torna a dirigere Paolo Villaggio in questo pepato road movie ambientato nella Toscana del 1944. Tra musiche d'epoca scelte da Renzo Arborare e zingarate post-belliche, Villaggio, nei panni del ex boxeur Ginepro Parodi, detto "Dieci", fa a pugni con la vita, consapevole che "Forse sopravvivere è meglio che vivere." 

Inserire immagine
Paolo Villaggio, Massimo Ceccherini e il gesto dell'ombrello in Cari fottutissimi amici