I migliori film con Nicole Kidman

Inserire immagine

Eclettica, versatile, capace di impersonare un’elegante aristocratica così come una provocante ragazza di strada, Nicole Kidman è l’attrice che più di tutte ha lasciato a bocca aperta pubblico e critica con le sue innumerevoli prove attoriali a dir poco encomiabili. Con una collezione di riconoscimenti che vanno dall’Oscar al Golden Globe per le sue interpretazioni entrate a pieno titolo nella storia della settima arte, ecco tutti i migliori film in cui l’attrice ha dato il meglio di sé

di Camilla Sernagiotto

 

È una delle Dee più osannate dell’Olimpo hollywoodiano, divina come appare sempre in ogni suo film o in qualsiasi sfilata da red carpet.

Stiamo parlando di Nicole Kidman, nome pronunciatissimo da chiunque ami come unica forma geometrica quella rettangolare del grande schermo.

 

Registi del calibro di Stanley Kubrick e attori di prim’ordine come Sean Penn hanno fatto a gara per accaparrarsela come protagonista o compagna di set e, tutte le volte che il suo nome è stato scritturato, il successo è piovuto a catinelle.

 

Bella, sensuale, elegante, intelligente e famosa, cinque doti che paiono rendere inumana una donna, eppure sono proprio queste le caratteristiche che rendono la Kidman la donna perfetta che sarà poi messa a titolo in una pellicola alla quale parteciperà.

 

Per scoprire passo dopo passo, frame dopo frame e film dopo film tutti i segreti del successo planetario che questa ragazza australiana ha collezionato nella sua rosea carriera, ecco i migliori titoli che arricchiscono la sua filmografia da chapeau.

 

I migliori film con Nicole Kidman

 

Ore 10: calma piatta (1989)

La prima grande prova delle doti attoriali della nostra Nicole va senza dubbio sotto il titolo di Dead Calm, da noi tradotto in Ore 10: calma piatta.

Un thriller da e di paura diretto da Phillip Noyce che sul finire degli anni Ottanta (correva l’anno 1989) terrorizzò buona parte del pubblico.

Con una zazzera riccioluta e un faccino giovane ma già altamente espressivo, la Kidman si calò nei panni di Rae Ingram, una donna distrutta dal dolore causato dalla perdita del figlioletto in un incidente stradale che decide assieme al marito di concedersi una crociera sullo yacht di famiglia per tentare di sconfiggere in parte la loro disperazione.

Ma durante la vacanza si imbatteranno in una misteriosa goletta dalla quale uscirà un altrettanto misterioso individuo che racconterà di essere l’unico superstite del suo equipaggio, avvelenato da una partita di cibo avariata.

Questa pellicola davvero notevole che tutti gli appassionati dei thriller hanno amato al primo sguardo (o, meglio: al primo frame) valse uno dei primi riconoscimenti a Nicole Kidman per la sua performance, ossia il Saturn Award per la migliore attrice protagonista.

Un titolo che i fan della bella Nicole non possono non citare a memoria.

 

Eyes Wide Shut (1999)

Tra le tante pellicole cult alle quali la Kidman ha preso parte, a questa spetta una menzione d’onore. L’onore sta soprattutto nell’avere l’onore, appunto, di lavorare con un onorevole nome della settima arte, uno tra i più sacri: Stanley Kubrick.

Diretta dal regista più geniale del grande schermo, l’allora moglie di Tom Cruise si trovò a condividere il talamo coniugale anche sul set con il suo maritino: in Eyes Wide Shut la Kidman interpreta Alice, moglie di un medico di nome William che tanto lentamente quanto inesorabilmente verrà eroso dalla gelosia più corrodente che esista.

Durante una festa alla quale la coppia è invitata a partecipare, la moglie verrà corteggiata da un uomo facendo scattare in William una molla letale tanto quanto il detonatore di una bomba. In lui si insinuerà il verme della gelosia irrazionale che, divorandogli l’anima, gli ottenebrerà la psiche e con essa il cuore.

Convinto dell’infedeltà della moglie, incomincerà a frequentare feste in maschera durante le quali si consumano scenografici amplessi tra gli avventori e la sua vita, sessuale e non, cambierà per sempre.

Questo film è considerato un vero e proprio testamento di Kubrick. Innervato com’è di misteriosi messaggi, simbologie e rompicapi, potrebbe definirsi piuttosto il “cubo di Kubrick”.

Risolverlo è più complicato di quanto si creda e capirne il significato profondo è riservato a pochi eletti.

Se alla coppia Cruise-Kidman ha permesso di lavorare dinnanzi a una sedia da regista con stampigliato il nome più importante della storia del cinema, d’altro canto ha sancito la fine della loro relazione, provata anche dalla difficile interpretazione dei due coniugi protagonisti.

 

Moulin Rouge! (2001)

La prima prova di un attore in un musical ne determina la carriera dal momento che non è così facile adattarsi ai ritmi di lavoro e di trama di questo filone.

Quella di Nicole Kidman la incorona ancora una volta reginetta del ballo, dando conferma dell’abilità di questa attrice che non è soltanto una bellona bionda scialba e insignificante, anzi!

Diretta da quel genio visionario di Baz Luhrmann, garanzia di qualità per quanto concerne il genere cinematografico in questione, la Kidman interpreta in questa pellicola di culto Satine, la star del Mouline Rouge sempre prona a vendere i propri favori da cortigiana al miglior offerente.

I sopracitati offerenti faranno a gara per accaparrarsela, tutti sfoderando l’arma più letale per lei ossia il soldo nudo e crudo, ma un giorno arriverà a bussare alla porta del Moulin Rouge e del cuore arido di vero amore di Satine un certo Christian, timido scrittore povero in canna che si innamorerà perdutamente di lei. E, incredibile ma vero, l’avidità della ballerina verrà pian piano scacciata dal suo sentimentalismo, facendole ricambiare l’amore per il giovane sceneggiatore. Tuttavia un ricco corteggiatore la vorrà a tutti i costi per sé…

Un film da vedere assolutamente per godersi una Kidman strepitosa, all’apogeo del suo fascino. Questa sua interpretazione le valse nel 2002 un meritatissimo Golden Globe.

 

The Others (2001)

Il capolavoro a metà tra il thriller e il film dell’orrore firmato Alejandro Amenábar non ha bisogno di presentazioni dal momento che tutti coloro che amano il genere ne hanno gustato ogni sequenza.

Tra gli ingredienti più prelibati della succulenta ricetta di Amenábar c’è la portata principale: la protagonista Nicole Kidman.

L’attrice si riconferma una star capace di interpretare qualunque parte con un trasporto davvero incredibile, in grado di calarsi nei panni più difficili e dar loro quella credibilità che immancabilmente rende i personaggi della Kidman vere e proprie persone.

Qui l’attrice è Grace, una vedova di guerra che vive in una grande casa assieme ai due figlioletti Anne e Nicholas. Finalmente arrivano i tre domestici assunti per aiutare la povera Grace in casa e la padrona mostra loro l’abitazione, raccomandandogli di chiudere sempre una porta prima di aprirne un'altra. Tuttavia i domestici conoscono bene la casa, avendoci lavorato tre anni prima. Addentrandosi sempre di più nel film, lo spettatore scoprirà segreti familiari indicibili e verrà ipnotizzato letteralmente a colpi di suspense.

Una pellicola che consacra Nicole Kidman ad attrice numero uno dei nostri tempi, come i vari Golden Globe, premi BAFTA e Satellite Awards consegnatele per questa sua interpretazione confermano.

 

The Hours (2002)

Se sul finire degli anni Novanta la Kidman aveva toccato il cielo con un dito lavorando al fianco di Kubrick, il nuovo Millennio non sembra certo essere da meno.

Gli anni Duemila le hanno assicurato ruoli da chapeau, premi da leccarsi i baffi e una carriera sempre più in ascesa.

Tra le interpretazioni più osannate da critica e pubblico vi è quella che la vede negli irriconoscibili panni di Virginia Wolf per il film The Hours di Stephen Daldry, parola dell’Oscar alla migliore attrice che campeggia da allora sul comodino della Kidman.

La pellicola intreccia tre storie: una ambientata negli anni Quaranta che vede una casalinga incinta che tenta di organizzare una festa per il marito ma non riesce a smettere di leggere il romanzo Mrs. Dalloway; la seconda si svolge ai giorni nostri e ha come protagonista un’altra donna intenta a dare un party per celebrare l’amico Richard, famoso scrittore che sta morendo di Aids; la terza e ultima storia è quella di Virginia Woolf, che vedremo intenta a scrivere il romanzo Mrs. Dalloway.

Si tratta di un film che indubbiamente va annoverato tra i più belli della storia del cinema, da vedere non solo se si è fan di Nicole Kidman ma della bravura femminile in generale che costella tutta la pellicola grazie a un cast in gonnella da plauso e standing ovation.

 

Dogville (2003)

Un altro fiore all’occhiello appuntato al bavero della Kidman è questo gioiello cesellato da Lars von Trier.

Sul volutamente scarno set di questa pellicola (nella quale non compare scenografia se non delle essenziali strisce bianche disegnate per terra atte a delimitare gli spazi), la Kidman è ancora una volta Grace (sono tante le volte in cui l’attrice ha interpretato un personaggio che porta questo nome, contando anche quello della Kelly alla quale presterà i natali nel film Grace di Monaco del 2014).

Fuggita all’inseguimento di due spietati killer, si rifugia nella tranquilla cittadina di Dogville in cui riesce a ottenere protezione. In cambio promette di lavorare per la comunità e aiutarli a svolgere le varie mansioni. Tutto sembra procedere nel migliore dei modi e Grace inizialmente si sente a casa ma non appena gli abitanti di Dogville scopriranno che la ragazza è una ricercata inizieranno ad avanzare pretese sempre maggiori nei suoi confronti.

Il finale si avvale di un colpo di scena che metterà in scacco lo spettatore, scioccandolo e lasciandolo a bocca aperta come si confà al cinema targato Lars Von Trier.

Ma il nome del celebre regista non è la sola garanzia di film di qualità: Nicole Kidman dà qui prova di essere sempre all’altezza delle parti che accetta.

Guardare Dogville per credere.

 

La donna perfetta (2004)

Se da un lato la Kidman è riuscita a spazzare via lo stereotipo della bella bionda stupida e scialba, dall’altro la sua bravura attoriale le permette di calarsi in panni biondi e sciocchi a occhi chiusi.

Il suo personaggio protagonista del film La donna perfetta di Frank Oz è infatti quello della bella bionda (ma non certo stupida) che, dopo un periodo di depressione causato dal licenziamento dalla rete televisiva nella quale lavorava, decide di trasferirsi assieme al marito nella cittadina di Stepford, vero e proprio El Dorado in cui le mogli sono belle casalinghe sempre disposte a soddisfare qualsiasi richiesta dei mariti, in un’atmosfera ben poco femminista calata semmai negli anni Cinquanta.

La Kidman, nei panni di Joanna, scoprirà che dietro a quel teatrino di carta pirandelliano si nasconde qualcosa di assai diabolico e disumano… Disumano nel vero senso del termine!

Per fare venire a galla la verità, si calerà lei stessa negli abiti lindi e ben stirati della mogliettina perfetta, recitando una parte che mai nella vita le si è addetta (parola di Tom Cruise) ma che invece sul set le riesce alla perfezione, del resto come tutte le altre interpretazioni che le sono capitate.

Si tratta dell’ennesima prova dell’incredibile caratura attoriale di questo gioiello prezioso incastonato nella corona imperiale di Hollywood.

 

The Interpreter (2005)

Un thriller che riunisce negli stessi titoli di testa i nomi altisonanti di Sydney Pollack, Nicole Kidman e Sean Penn non può che essere un film cult da tenere sempre a portata di visione.

E infatti The Interpreter lo è eccome.

Qui la Kidman interpreta Silvia e tutto ciò che in una lingua straniera le si dica: si tratta infatti di un’interprete che lavora nella sede delle Nazioni Unite a New York.

Ascolterà per caso una conversazione telefonica nella quale si menziona all’omicidio di un capo di stato africano e da quell’istante in poi la sua vita sarà in serio pericolo.

Verrà affidata alla custodia di un agente federale (impersonato da Sean Penn) che, tuttavia, la crede coinvolta nel complotto.

Un’accoppiata davvero interessante quella della Kidman e di Penn che assieme fanno faville per tutta la durata della pellicola. Il personaggio di lei è ricco di sfaccettature tali da renderlo uno dei più tormentati e ansiogeni della sua galleria attoriale.

 

Australia (2008)

Ancora una volta diretta da Baz Luhrmann, la Kidman veste qui i panni di Lady Sarah Ashley, un’aristocratica inglese che eredita in Australia un ranch ma che dovrà vedersela con un altro proprietario terriero che ha ordito un complotto ai suoi danni per impossessarsi dei suoi terreni.

Sarà quindi costretta a scendere a patti con un allevatore locale dai modi rudi ben lontani dai suoi nobilissimi; con lui si imbatterà in un viaggio avventuroso con una mandria di migliaia di capi di bestiame attraverso le terre più ostili e desolate dell’Australia.

Nicole Kidman è convincente come non mai, con un portamento aristocratico per lei innato e una sofisticatezza nei modi che farebbe invidia a qualsiasi Duchessa inglese.

Vederla in Australia è un piacere sia per gli occhi sia per l’animo da spettatore.

 

The Paperboy (2012)

Benchè su questo set la Kidman non sia la protagonista, il suo personaggio nel film The Paperboy merita di essere menzionato come uno dei migliori del suo repertorio (ricevette anche una nomination ai Golden Globe).

Stiamo parlando di Charlotte Bless, una biondona provocante e non certo aristocratica come la Lady Sarah Ashley di Australia che è intenzionata a fare scagionare il fidanzato rinchiuso in carcere da anni e condannato a morte per la presunta uccisione di uno sceriffo.

Quest’uomo, tale Hillary Van Wetter (interpretato da John Cusack) sostiene da sempre la sua innocenza e, attraverso la sua bella compagna (conosciuta tramite un rapporto epistolare durante la sua carcerazione) riuscirà a coinvolgere due giornalisti del Miami Times e il fratello di uno dei due, un fattorino addetto alla vendita del giornale interpretato da Zac Efron.

Proprio lui subirà l’incredibile fascino di Charlotte, innamorandosene perdutamente.

E chi può biasimarlo? Nonostante molti preferiscano la Nicole Kidman fine e sofisticata che siamo stati abituati a conoscere, in questa pellicola l’attrice sprizza sensualità ed erotismo da ogni poro così come da ogni frame.