I migliori film con Jasmine Trinca

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Jasmine Trinca in una scena del film "Fortunata" diretto nel 2017 da Sergio Castellitto

Dai suoi primissimi passi mossi sul set del film La stanza del figlio fino all’ultima prova da chapeau nella parte di Fortunata, Jasmine Trinca si è costruita una carriera che definire rosea sarebbe alquanto riduttivo. Una filmografia aurea, semmai, e una collezione di riconoscimenti che la incoronano reginetta del nostro cinema. Ecco tutti i migliori film con Jasmine Trinca

di Camilla Sernagiotto

Il suo visetto angelico non passò di certo inosservato quando comparì per la prima volta sullo schermo del film La stanza del figlio ma ciò che rimase indelebile non fu la sua bellezza celestiale bensì la potenza dirompente del suo sguardo, capace di penetrare i cuori come un rompighiaccio.

Il soggetto in questione è Jasmine Trinca, una delle attrici che meglio ha vestito i panni tragici del cinema italiano degli anni Duemila.

Da quel suo primo personaggio chiamato Irene, la sorella del figlio defunto di Nanni Moretti nel film di cui sopra, fino alla sua fortunata interpretazione (di nome e di fatto) nel capolavoro di Sergio Castellitto dal titolo Fortunata, la galleria di donne alle quali ha prestato i natali è davvero interessante.

Per chi volesse concedersi una full immersion nel mondo abitato dalle varie facce e personalità di Jasmine, ecco la lista dei migliori film in cui ha recitato.

 

I migliori film con Jasmine Trinca

 

La stanza del figlio (2001)

Si tratta della primissima prova attoriale di Jasmine Trinca, vera eccezione nel panorama cinematografico italiano. Infatti mentre la maggior parte delle giovani leve sono costrette a fronteggiare una durissima gavetta fatta di comparsate e ruoli di poco conto, a lei è toccato invece l’onore di prendere parte a uno dei film più osannati del cinema nostrano degli ultimi vent’anni, vincitore della Palma d'oro al 54º Festival di Cannes.

Diretta da niente po’ po’ di meno che Nanni Moretti, l’attrice interpreta Irene, la figlia di uno stimato psicanalista (impersonato dallo stesso Moretti) che si troverà a dovere fare i conti con un lutto gravissimo, quello della morte del fratello Andrea durante un’immersione subacquea. Tutta la famiglia sarà sconvolta da questo inaspettato e devastante dolore e tenterà di digerirlo e metabolizzarlo in qualsiasi modo.

Il suo personaggio è molto convincente e interessante, così disperatamente vero da esserle valso il premio alla migliore attrice esordiente ai Globi d’oro e numerose candidature ai David di Donatello e ai Nastri d’argento.

 

La meglio gioventù (2003)

Anche la seconda prova attoriale di Jasmine Trinca è eccezionale nel vero senso del termine in quanto l’attrice fu scelta da Marco Tullio Giordana per partecipare al film cult il cui titolo omaggia l’omonima raccolta di poesie di Pier Paolo Pasolini.

Questa pellicola racconta trentasette anni di storia italiana (partendo dall’estate del 1966 e arrivando alla primavera del 2003, anno di uscita del film) attraverso le vicende di una famiglia della piccola borghesia romana.

Si tratta di una vera e propria saga familiare che narra tre decadi di politica, cultura, storia e società del nostro Paese prendendo come ciceroni (o, meglio: cavie) i Carati, in particolare i due fratelli Matteo (interpretato da Alessio Boni) e Nicola (alias Luigi Lo Cascio).

Matteo lavora come logoterapista presso una clinica psichiatrica in cui farà la conoscenza di Giorgia, una giovane ragazza problematica orfana dei genitori e affetta da seri disturbi psicologici in seguito a dei traumi subiti.

Matteo imparerà a conoscerla, benché lei non proferisca parola e non abbia mai contatti fisici con la gente, e se ne innamorerà.

Questo personaggio di Jasmine Trinca è frutto di un lavoro d’introspezione e immedesimazione in panni così estremi davvero notevole: una ragazza così giovane che come seconda prova d’attrice è riuscita a dare alle sale un’immagine di sé così potente, devastante e tragica è una mosca bianca nel panorama cinematografico non soltanto tricolore.

 

Manuale d'amore (2005)

Anche una delle pellicole più riuscite degli anni Duemila, quella diretta da Giovanni Veronesi con protagonista la crème de la crème della commedia italiana (Carlo Verdone, Sergio Rubini e Margherita Buy giusto per fare qualche illustre nome) conta tra i suoi attori Jasmine Trinca.

Su questo set è la bella Giulia, una ragazza per la quale Tommaso (interpretato da Silvio Muccino) perde la testa. Dapprima restia ad accettare le attenzioni di lui, Giulia finirà con l'innamorarsi di quell’impacciato e timido ragazzo che la venera.

A coronare questo amore appena sbocciato arriverà addirittura un’inaspettata proposta al profumo di fiori d’arancio…

Il personaggio di Giulia è adorabile, riflesso fedele della dolcezza innata di colei che lo interpreta. Difficile non fare la fine di Tommaso.

 

Romanzo criminale (2005)

Jasmine Trinca vanta una collezione di partecipazioni alle pellicole più interessanti girate negli ultimi anni. Va da sé che si sia ritrovata a lavorare sotto la direzione dei migliori registi del nostro schermo. Michele Placido ha dimostrato di rientrare a pieno titolo in questa categoria e il suo passepartout è Romanzo criminale, il film del 2005 tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo che racconta la storia (per non dire l’epopea) della banda della Magliana.

Tra i telegiornali, questo film e la serie diventata cult, la banda in questione non ha certo bisogno di presentazioni. Ne merita una, invece, il personaggio di Roberta, l’innocente ragazza della quale s’innamora il Freddo (interpretato nel film da Kim Rossi Stuart).

Proprio lei è l’anima gentile a cui presta i natali una bravissima Jasmine Trinca che con il suo candore riesce a fare da contraltare all’orrore sparso assieme al sangue dai protagonisti di questo film.

 

Il caimano (2006)

Ancora una volta diretta da Nanni Moretti (che fu il primo a credere in lei e a volerla fortemente nel suo capolavoro La stanza del figlio), Jasmine Trinca è qui Teresa, una giovane regista intenzionata a girare un film su uno dei nomi più celebri della politica, dell’enterteinment e della società italiani: niente po’ po’ di meno che Silvio Berlusconi.

Una pellicola che scotta, quella che a livello diegetico Teresa vorrebbe girare.

E una pellicola che scotta è anche lo stesso film di Moretti.

La Trinca è come sempre impeccabile e la sua Teresa si inserisce perfettamente nella galleria di suoi personaggi riuscitissimi.

 

Un giorno devi andare (2013)

Una Jasmine matura sia nell’aspetto sia nel carattere è quella che presta volto e anima ad Augusta, la protagonista di questo film acclamatissimo diretto da Giorgio Diritti.

Dopo svariate vicissitudini e vicende personali tormentate, Augusta decide di partire per il Brasile per dare un senso alla sua vita trovando uno scopo da perseguire. Giungerà in Amazzonia e qui, affiancata prima da un’amica di famiglia e poi sola per la sua strada, si dedicherà anima e corpo agli indios del posto, aiutandoli nelle loro mansioni quotidiane e imparando da loro a vivere in armonico contatto con la natura.

Un vero e proprio viaggio spirituale, un iter di formazione che le forgerà il carattere e l’animo.

In queste vesti da splendida trentenne, la Trinca affascina tutti a colpi di sguardi intensi e sorrisi sofferti dietro cui si cela tanto, tantissimo tormento che, come ogni volta, l’attrice riesce a rendere perfettamente su qualsiasi set si trovi.

 

Miele (2013)

Un altro personaggio tormentato e intenso è quello di Irene, la trentenne che Jasmine Trinca interpreta in questa pellicola diretta da Valeria Golino dedicata al tema scottante e attualissimo dell’eutanasia.

Irene è un “angelo della morte” in quanto aiuta le persone che soffrono ad abbreviare la terribile agonia della fine imminente.

Malati terminali che vogliono porre fine al dolore e ammalati intenzionati a dire basta alla vita perché privi della dignità esistenziale sono coloro che richiedono il servizio di Irene finché un giorno la ragazza verrà contattata dall’ingegnere Grimaldi, un settantenne in buona salute a livello fisico ma affetto da depressione.

Questo difficile incontro metterà a dura prova le convinzioni di Irene.

Una pellicola interessante e lodevole che tratta in maniera intelligente e profonda una tematica molto delicata.

La bravura di Jasmine Trinca a calarsi nei panni di personaggi attanagliati da dubbi amletici e scissi da divari esistenziali è come sempre da chapeau.

 

Nessuno si salva da solo (2015)

Per la regia di Sergio Castellitto, un toccante ritratto di una situazione comunissima ai più, ossia la separazione di una coppia.

L’ex coppia in questione è formata da Delia (interpretata da Jasmine Trinca) e Gaetano (Riccardo Scamarcio) che si incontrano in un ristorante per discutere delle vacanze dei due figli che vivono assieme alla madre.

Mentre gli ex coniugi sono a tavola, lentamente si dipanano svariati flashback grazie ai quali lo spettatore ripercorrerà passo dopo passo tutta la loro storia d’amore, dalla passione ardente dei primi tempi fino ad arrivare alle frustrazioni e ai litigi che porteranno il rapporto sull’orlo del precipizio.

Jasmine Trinca riesce a rendere perfettamente un personaggio tormentato dentro e fuori (la sua Delia è stata in passato affetta da anoressia), offrendoci una donna delusa dalla vita ma che non ha ancora perduto le speranze di vedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel esistenziale.

 

Tommaso (2016)

In questa pellicola diretta da Kim Rossi Stuart la nostra attrice è Chiara, fidanzata di Tommaso (interpretato da Kim Rossi Stuart). Lui farà di tutto per farsi lasciare e ce la farà, credendo erroneamente di essersi finalmente liberato da legami sentimentali e prigionie d’amore, tuttavia scoprirà suo malgrado che la sua natura lo porta a ripetere ad libitum gli stessi errori e a fare le medesime scelte che l’avevano già portato a una situazione che gli andava stretta.

Chiara è l’archetipo delle tante fidanzate deluse e spazientite, modello di donna che ahinoi in Italia va per la maggiore. Il suo personaggio è convincente, vivido e concreto fin dalle prime battute.

 

Fortunata (2017)

Diretta da Sergio Castellitto in questa fortunata pellicola di nome e di fatto, qui Jasmine Trinca è una trentacinquenne reduce da un matrimonio fallito che vive nella periferia romana e lotta ogni giorno per la sopravvivenza sua e di sua figlia. Crescere da sola la figlia non è certo facile e, tra le tante difficoltà che quotidianamente la mettono a dura prova, sogna di aprire un negozio da parrucchiera per trovare finalmente l’anelata indipendenza economica nonché la realizzazione professionale ed esistenziale.

Una Jasmine Trinca eccezionale è quella che presta i natali a Fortunata. Questo suo incredibile personaggio le è valso tantissimi riconoscimenti di pregio tra cui Un Certain Regard per la Migliore interpretazione al Festival di Cannes e il Nastro d’Argento.