X-Men, storia di un mito mutante

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Gli eroi e anti-eroi mutanti della Marvel compongono un pantheon ricco di figure carismatiche, tra le più riuscite della storia del fumetto americano. Dalla fantasia di Stan Lee e dalla matita di Jack Kirby, una saga la cui fama è sempre in crescita

di Federico Ercole

C’era un tempo in cui i fumetti degli X-Men, in un immaginario Marvel popolato da star come Spider-Man, Iron Man o Captain America, venivano considerati materiale da nicchia, roba da intenditori del comic americano. Questo perché il loro universo e la quantità di personaggi principali è assai complesso rispetto alle saghe dedicate ad un unico super-eroe, al quale il grande pubblico è più incline ad affezionarsi. Inoltre le tematiche trattate nei volumi degli X-Men sono assai profonde, con implicazioni sociologiche, etiche e filosofiche, trattando di razzismo e emarginazione.

Supereroi della globalizzazione - Tuttavia durante gli anni le cose sono cambiate: chi ama i fumetti sembra essersi abituato ad una narrazione più corale e, grazie anche al cinema e ai videogiochi, la saga dei mutanti è riuscita a conquistare una fama non inferiore a quella dell’Uomo Ragno, continuando ad intrattenere un rapporto dialettico e riflessivo con il presente ancora più forte, critico e politico. Gli X-Men sono gli eroi “perfetti” nell’era della globalizzazzione, delle grandi migrazioni, del riscaldamento globale e della crisi economica, propio per la loro qualità di mutanti. La loro volontà di essere integrati è spesso frustrata, perché i super-poteri li rendono soli, unici e inaccettabili per la società.

Archeologia dei mutanti - Gli X-Men nascono nel 1963 dalla fantasia di Stan Lee e dalla matita di Jack Kirby. Va comunque ricordato che Stan Lee si ispirò alla concorrenza, e non poco, per la sua nuova invenzione. DC Comics stava infatti pubblicando la serie Doom Patrol, la storia di alcuni uomini vittime di bizzarri e devastanti incidenti dai quali derivano i loro super-poteri. Anche in Doom Patrol il tema dell’isolamento e del sentimento di terrore che questi super-eroi causano all’uomo comune sono tra i temi portanti. Stan Lee preferì raccontare di personaggi ancora più giovani di quelli di DC Comics e li trasformò in “mutanti”, un’idea allora conosciuta soprattutto agli amanti della fantascienza. Tanto che si dice che il titolo originale fosse “Mutants”, ma venne abbandonato perché l’editore dubitava della sua efficacia e riconoscibilità presso il pubblico.

L’arrivo di Wolverine - Durante gli anni una squadra di eroi problematici composta da un ciclope, una bestia, un uomo glaciale e una ragazza dai poteri di una fenice ha riscosso sempre più successo, superando quello del fumetto concorrente di DC Comics. Il suo panorama di personaggi si è arricchito progressivamente di personaggi sempre più affascinanti, fino all’invenzione di Wolverine nel 1974. Inizialmente l’uomo dagli artigli comparve in Hulk, poi nell’Uomo Ragno per fluire infine naturalmente nella saga degli X-Men, di cui ora è diventato un simbolo.

Espansione - Tra serie diverse di fumetti ancora oggi palpitanti di fermenti creativi e di idee, numerosi film di successo e videogiochi dal valore altalenante, gli X-Men sono ormai una leggenda del fumetto il cui mito si alimenta anno dopo anno. Tra i suoi personaggi c’è chi ha intrapreso una carriera solitaria, diventando il protagonista della sua saga personale, oppure trasmigrando tra i diversi mondi della galassia Marvel, che come il nostro pianeta si sta globalizzando, diventando un’unica mitologia composta da tante storie.

di Federico Ercole

C’era un tempo in cui i fumetti degli X-Men, in un immaginario Marvel popolato da star come Spider-Man, Iron Man o Captain America, venivano considerati materiale da nicchia, roba da intenditori del comic americano. Questo perché il loro universo e la quantità di personaggi principali è assai complesso rispetto alle saghe dedicate ad un unico super-eroe, al quale il grande pubblico è più incline ad affezionarsi. Inoltre le tematiche trattate nei volumi degli X-Men sono assai profonde, con implicazioni sociologiche, etiche e filosofiche, trattando di razzismo e emarginazione.

Supereroi della globalizzazione - Tuttavia durante gli anni le cose sono cambiate: chi ama i fumetti sembra essersi abituato ad una narrazione più corale e, grazie anche al cinema e ai videogiochi, la saga dei mutanti è riuscita a conquistare una fama non inferiore a quella dell’Uomo Ragno, continuando ad intrattenere un rapporto dialettico e riflessivo con il presente ancora più forte, critico e politico. Gli X-Men sono gli eroi “perfetti” nell’era della globalizzazzione, delle grandi migrazioni, del riscaldamento globale e della crisi economica, propio per la loro qualità di mutanti. La loro volontà di essere integrati è spesso frustrata, perché i super-poteri li rendono soli, unici e inaccettabili per la società.

Archeologia dei mutanti - Gli X-Men nascono nel 1963 dalla fantasia di Stan Lee e dalla matita di Jack Kirby. Va comunque ricordato che Stan Lee si ispirò alla concorrenza, e non poco, per la sua nuova invenzione. DC Comics stava infatti pubblicando la serie Doom Patrol, la storia di alcuni uomini vittime di bizzarri e devastanti incidenti dai quali derivano i loro super-poteri. Anche in Doom Patrol il tema dell’isolamento e del sentimento di terrore che questi super-eroi causano all’uomo comune sono tra i temi portanti. Stan Lee preferì raccontare di personaggi ancora più giovani di quelli di DC Comics e li trasformò in “mutanti”, un’idea allora conosciuta soprattutto agli amanti della fantascienza. Tanto che si dice che il titolo originale fosse “Mutants”, ma venne abbandonato perché l’editore dubitava della sua efficacia e riconoscibilità presso il pubblico.

L’arrivo di Wolverine - Durante gli anni una squadra di eroi problematici composta da un ciclope, una bestia, un uomo glaciale e una ragazza dai poteri di una fenice ha riscosso sempre più successo, superando quello del fumetto concorrente di DC Comics. Il suo panorama di personaggi si è arricchito progressivamente di personaggi sempre più affascinanti, fino all’invenzione di Wolverine nel 1974. Inizialmente l’uomo dagli artigli comparve in Hulk, poi nell’Uomo Ragno per fluire infine naturalmente nella saga degli X-Men, di cui ora è diventato un simbolo.

Espansione - Tra serie diverse di fumetti ancora oggi palpitanti di fermenti creativi e di idee, numerosi film di successo e videogiochi dal valore altalenante, gli X-Men sono ormai una leggenda del fumetto il cui mito si alimenta anno dopo anno. Tra i suoi personaggi c’è chi ha intrapreso una carriera solitaria, diventando il protagonista della sua saga personale, oppure trasmigrando tra i diversi mondi della galassia Marvel, che come il nostro pianeta si sta globalizzando, diventando un’unica mitologia composta da tante storie.